Dall’adulterio all’omosessualità. Come “sdoganare” il peccato

L’Amoris laetitia non parla dell’adulterio, il summit sugli abusi sessuali di alcuni chierici non ha parlato dell’omosessualità. Sembrano questioni distanti l’una dall’altra, ma sono unite dalla strategia adottata dalla Chiesa “in uscita” voluta da papa Francesco: quella del silenzio sul peccato.

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Dall’etica della situazione agli abusi (omo)sessuali, passando per l’Amoris Laetitia

Anche in epoche precedenti la Chiesa aveva a che fare con questo problema e anche nel clero più ossequioso della tradizione si ritrova una simile rete omosessuale. È, però, un fenomeno del presente, soprattutto del presente pontificato, che nell’approccio con questo problema tra i vertici gerarchici della Chiesa sembri regnare o l’assenza di orientamenti o un orientamento sbagliato.

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Aborto, quella scomunica che non si ha la carità di dare

Dopo l’approvazione da parte dello Stato di New York della legge che consente di abortire fino al nono mese di gravidanza, diversi fedeli hanno chiesto di comminare una scomunica al governatore Andrew Cuomo. Ma il portavoce del cardinale Dolan ha detto che “la scomunica non dovrebbe essere usata come un’arma”. Eppure, la scomunica è una medicina per spronare l’anima a tornare in comunione con la Chiesa.

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Abusi sessuali, le amnesie di Bergoglio

Nella lettera inviata ai vescovi americani riuniti per gli esercizi spirituali, sul tema degli abusi sessuali, papa Francesco chiama anzitutto alla conversione, ma circoscrive «la crisi di credibilità» agli Stati Uniti, dimenticando che è a Roma la chiave per comprendere alcuni scandali.

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USA, clinica psichiatrica per i preti “conservatori”

Il caso di padre Kalchick, il sacerdote “ricercato” dal cardinale Cupich per aver fatto un esorcismo contro oggetti blasfemi Lgbt, non è isolato. Un blog denuncia che sono molti i preti “conservatori” che vengono inviati dai loro vescovi in una clinica psichiatrica per un “trattamento”.

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Wuerl, meglio dimettersi invece di “pontificare”

Dal Rapporto del Grand Jury della Pennsylvania appare chiaro come l’allora arcivescovo di Pittsburgh Donald Wuerl, oggi cardinale, abbia gestito in maniera tutt’altro che limpida diversi casi di sacerdoti accusati, a buona ragione, di abusi. Per ragioni analoghe, e forse addirittura più lievi, il cardinale Bernard Law di Boston si dimise. Invece di proporre commissioni di vescovi dovrebbe dimettersi. Per salvare un brandello di credibilità.

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McCarrick e i suoi protetti. La miracolosa carriera del cardinale Farrell

Del caso McCarrick già molto si è scritto, in questi giorni. Ma ancora poco su quanto esso coinvolga non solo il protagonista della vicenda, ma anche gli ecclesiastici a lui più legati, anch’essi beneficiari di carriere al limite del miracoloso. Uno di questi, in particolare, fa sorgere seri interrogativi. È Kevin J. Farrell nel 2016 fatto cardinale da papa Francesco e prefetto del nuovo dicastero per i laici, la famiglia e la vita.

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Può un papa mentire?

Il Bestiario Clericale del vaticanista Marco Tosatti si occupa di papa Francesco, del cardinale Cupich e della deriva politica della CEI.

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USA, sulle “nozze gay” qualche vescovo non fa il cattolico

L’arcivescovo di Chicago, monsignor Blaise Cupich (indegno successore del card. George), in seguito alla decisione della Suprema Corte degli USA sul riconoscimento del matrimonio omosessuale in tutti gli Stati dell’Unione, ha espresso una posizione molto diversa da quella di monsignor Joseph Kurtz, presidente dei vescovi americani. Continua a leggere “USA, sulle “nozze gay” qualche vescovo non fa il cattolico”