Marx di nome e di fatto/5. O prigioniero o morto

Le dimissioni del cardinale Reinhard Marx da arcivescovo di Monaco e Frisinga e la lettera con cui Francesco le ha respinte continuano a suscitare domande e commenti. Tra questi ultimi, eccone uno che arriva dall’Argentina, da parte di un autore che non può firmarsi ma che conosce assai bene Bergoglio e il suo modus operandi, caratterizzato da logiche tipiche del peronismo.

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A papa Francesco non interessa la liturgia

Bergoglio non capisce la liturgia perché per la sua formazione e la costituzione del suo intelletto, è incapace di percepire la dimensione soprannaturale della Chiesa e il mysterium tremendum et fascinans che esprime il culto liturgico.

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Ma quale cammino? Con queste premesse è un calvario sinodale

Un nuovo lungo calvario sinodale ci attende. Tre anni sinodali: prima i sinodi nazionali, poi i sinodi continentali e infine il sinodo universale, il tutto da qui al 2023. Questa nuova Chiesa democratica c’è già: l’abbiamo vista all’opera negli ultimi sinodi. Ma è una democrazia imposta con la forza e l’inganno, una democrazia pilotata dal centro. Sarà una “democrazia totalitaria”.

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Il populismo gesuita

Un saggio dello studioso laico liberale Loris Zanatta indaga accuratamente e dettagliatamente sui “populismi gesuiti” latino-americani. Ben riconoscibile il filo ideologico che lega Peron, Castro, Chavez e Bergoglio.

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Se Bergoglio salva Giuda…

E così abbiamo appreso da “L’Osservatore Romano” che Bergoglio s’è messo nello studio un quadro dove Gesù, nudo e appena risorto, “abbraccia Giuda dopo averlo tolto dall’albero su cui si è tolto la vita”. “Scandalo della misericordia” flauteggia l’adulatore.

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Papa Francesco: “se uno offende mia madre, gli do un pugno…” (Tavola Rotonda Straordinaria)

Gli amici di Cooperatores-Veritatis.org riflettono sulle ultime sconcertanti affermazioni di Papa Francesco sulla Corredenzione di Maria SS.ma, prendendo spunto da un interessante articolo de Le Cronache di Papa Francesco.

Cinque piaghe legate alla crisi di Bose

Nella vicenda di Bose c’è forse un sommerso che non permette analisi globali, ma bisogna riflettere su almeno cinque punti. L’assenza di un processo formale e trasparente, l’insegnamento della storia, la scelta del delegato pontificio, il ritenere ancora Bose una “perla” a dispetto delle disobbedienze, le contraddizioni (non riconosciute) di Enzo Bianchi.

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L’equivoco interreligioso dei “Figli di Abramo”

Va bene invitare a collaborare le tre religioni per lo sviluppo e la pace, ma non si può far diventare quella dei Figli di Abramo una nuova religione. Ma è proprio il rischio che si corre con l’approccio di papa Francesco ieri a Ur.

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Mons. Bux: “Il primo a convertirsi dovrebbe essere proprio Papa Francesco”

In una video intervista a Vox Italia TV, mons. Nicola Bux ricorda come la tentazione dell’indifferentismo religioso, adesso molto forte, sia ricorrente nel corso della storia: “Sant’Agostino ci fornisce le armi concettuali giuste per interpretare e respingere le insidie di oggi che ricordano molto da vicino quelle di ieri. Il Grande Reset è una torre di Babele destinata a fallire”.

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