“Messa” senza prete, prima la comunità, poi viene Gesù

Arrivano le prime segnalazioni alla Nuova BQ per la campagna #SALVIAMOLAMESSA. Come quella di Monica, dalla Francia. Dove ormai queste paraliturgie sono fatto comune perché – dicono i vescovi – “la comunità viene prima dell’Eucarestia”. Ma se Cristo viene dopo, su che cosa si fonda la comunione e quindi la comunità dei fedeli? Raccontate alla Bussola la vostra esperienza.

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Gloria e Padre Nostro, traduzioni e criteri errati

La nuova traduzione del Gloria si estranea decisamente con la tradizione esegetica della Chiesa latina. Eppure si sarebbero dovute evitare proprio queste rotture con tradizioni inveterate. Stesso discorso per il Padre Nostro il cui non indurre non ha il senso di “istigare”. Per la mania di voler spiegare troppo nella traduzione, non solo non si sono seguite le indicazioni di Liturgiam Authenticam (2001), ma si è anche rovinato il senso dell’originale.

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Non solo il Padre nostro, il personalismo liturgico divide

Si stanno facendo troppi cambiamenti nella Chiesa che disorientano e angosciano. Lo vediamo nella modifica del Padre Nostro, ma anche a messa. Ognuno si comporta come meglio crede. Invece l’unità del rito esprime l’unità della Chiesa.

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Si vuole cambiare il Padre Nostro per cambiare il senso della Liturgia

Le cronache di Papa Francesco

Non diremo nulla di nostro (neppure la cover che ci è stata gentilmente girata), ma vi lasceremo esaminare le riflessioni di Sacerdoti liturgisti, partendo con questa premessa, il cui testo integrale troverete qui: Quanto sta accadendo fu già denunciato da Leone XIII prima, da Pio XII e da Benedetto XVI poi come “archeologismo esegetico della Scrittura” nel Documento Verbum Domini, dove leggiamo: “San Girolamo ricorda che non possiamo mai da soli leggere la Scrittura. Troviamo troppe porte chiuse e scivoliamo facilmente nell’errore… Un’autentica interpretazione della Bibbia deve essere sempre in armonica concordanza con la fede della Chiesa cattolica. Così san Girolamo si rivolgeva ad un sacerdote: «Rimani fermamente attaccato alla dottrina tradizionale che ti è stata insegnata, affinché tu possa esortare secondo la sana dottrina e confutare coloro che la contraddicono».” (n.30)

Per chi volesse, qui troverete il testo integrale di san Tommaso d’Aquino, una Lectio…

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Mons. Bux: la liturgia non sia scontro ideologico

Ci si domanda se sia necessario apportare ulteriori cambiamenti ai testi del Messale romano nella prossima edizione italiana. Ma su Gloria e Padre nostro si attuano due pesi e due misure. Eppure c’è un precedente argentino che suggerisce di non recepire per forza le nuove disposizioni. Lo ricevette proprio l’allora cardinal Bergoglio. E’ deleteria questa smania di cambiamento continuo, che appare sempre più essere un omaggio all’ideologia del provvisorio.

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La Comunione e il “diritto” del più forte

Ad Ancona i fedeli protestano inascoltati perché è stato proibito loro il diritto di ricevere la Comunione in bocca e il vescovo fa finta di niente. A Luxuria invece la Comunione non è negata tanto che si vanta: “È un mio diritto”. Ecco come la legge del più forte domina anche nella Chiesa.

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I preti moderni? Egocentrici fenomeni da baraccone

Due episodi di personalismi clericali che scandalizzano i fedeli e mostrano come il protagonismo di certi sacerdoti finisca per trasformare il culto in spettacolo e arbitrio. Ad Ancona il parroco vieta la Comunione in bocca nonostante non gli sia consentito perché la liturgia non è di proprietà; a Vicenza il nuovo parroco fa il simpaticone a suon di battute durante la messa. E i giornali dicono che riempie le chiese. Ma trasmetterà anche Gesù o solo il suo ego?

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Paolo VI e la riforma liturgica. La approvò, ma gli piaceva poco

I difensori della liturgia preconciliare additano in Paolo VI il responsabile ultimo di tutte le innovazioni. In realtà tra lui e la riforma — il cui “regista” fu Annibale Bugnini — che man mano prendeva corpo non c’era affatto quella sintonia che i critici gli rimproverano. Ma allora perché la approvò?

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Brasile, l’Eucarestia viaggia sul drone

In una chiesa brasiliana in costante emorragia di fedeli l’ostensorio, che contiene il Santissimo, entra nella chiesa portato da un drone. Lo conduce una ragazza fra grida, fischi e applausi fino a dove c’è il sacerdote ad accoglierlo. E nessuno prenderà provvedimenti.

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Le ragioni del ritorno del latino in chiesa

Bisogna interrogarsi seriamente, circa la disobbedienza verso il Concilio Ecumenico Vaticano II, per aver abolito, di fatto e del tutto, il latino nella liturgia e nei sacramenti, facendo un favore al secolarismo e al particolarismo.

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