I pro-life non devono cedere alle voci “moderate” che cercano di compiacere la sinistra

La vittoria non arriverà moderando il messaggio pro-life, ma trovando modi più incisivi per difendere la causa.

di John Horvat (19-09-2022)

Il movimento pro-vita ha celebrato con gioia la vittoria della soppressione della Roe v. Wade. La decisione è stata il frutto di decenni di duro lavoro per superare gli ostacoli che nel frattempo si erano frapposti sulla strada. Gli attivisti pro-life hanno dovuto mettere in discussione l’idea che l’aborto procurato fosse un “diritto consolidato” a cui non ci si poteva opporre, dovendo sfidare l’accusa ingannevole che la causa pro-vita fosse dalla parte sbagliata della storia. I gruppi locali hanno trasformato ogni clinica abortiva in un campo di battaglia morale dove gli attivisti hanno combattuto, pregato e spesso prevalso.

Tuttavia, gli abortisti radicali rappresentano posizioni sbagliate e perciò quindi facilmente identificabili come il nemico. Gli avversari più difficili sono quelli che potrebbero essere definiti i pro-vita radicalmente moderati, che chiedono costantemente di ammorbidire la posizione del movimento. Questi che compiacciono i liberal stanno sempre a guardare i sondaggi preoccupati di ciò che penserà la sinistra. Adoratori della coesistenza pacifica tra il bene e il male, costoro trasformano ogni mossa in un calcolo politico.

I moderati tornano alla posizione di default predefinita

radicalmente moderati si sono uniti agli irriducibili pro-vita per celebrare la vittoria di Dobbs (ndt, la sentenza della Corte Suprema che ha abrogato la precedente sentenza abortista Roe v. Wade). È stato facile rivendicare di aver contribuito alla vittoria, mentre la sinistra si ritirava in preda al disordine e alla rabbia.

Tuttavia, da allora la lotta si è inasprita. I pro-vita radicalmente moderati, soprattutto i politici senza spina dorsale, sono tornati alla loro posizione di default, chiedendo a gran voce moderazione e compromessi per attirare gli elettori alle elezioni di midterm. I media riportano che i repubblicani centristi stanno cercando di attenuare il loro messaggio per paura di un contraccolpo.

radicalmente moderati tremano quando i sostenitori dell’aborto, ad esempio, affermano che le leggi che permettono l’aborto procurato sono necessarie perché altrimenti le madri che subiscono un aborto spontaneo saranno perseguite. I continui bombardamenti dei media liberali hanno l’effetto di far vacillare le inconsistenti convinzioni dei moderati radicali.

Così, i candidati radicalmente moderati affermano che è giunto il momento di adattarsi al cambiamento di umore. In realtà, detestano radicalmente qualsiasi accenno di apparire come radicali. Credono che la vigliaccheria dia risultati migliori rispetto al difendere fermamente i propri principi.

Le tre lezioni della Roe v. Wade

Come hanno dimenticato così facilmente le lezioni apprese durante il lungo regime della Roe v. Wade! Non è il momento di abbandonare una strategia vincente, ma di raddoppiarla e portarla avanti.

Ci sono tre lezioni importanti da ricordare in questa nuova fase della lotta antiabortista.

La prima lezione è di non perdere mai il focus. L’obiettivo finale del movimento pro-vita è sempre l’eliminazione totale dell’aborto, senza eccezioni. L’accettazione di qualsiasi compromesso al di fuori di questo obiettivo è un tradimento. È perfettamente morale e legittimo per gli attivisti lavorare in un crescendo in modo da scalfire il monolite dell’aborto procurato, purché abbiano la ferma intenzione di abolire dalla faccia della terra l’aborto e la mentalità che lo sostiene.

Nel corso degli anni, la posizione salda ha attirato i sostenitori alla causa, rifornendo di energia la sua base. La gente è molto più disposta a sostenere chi crede in modo deciso nei principi piuttosto di chi annacqua le cose fino a ridurle quasi a zero. Questo obiettivo porta in sé la difesa della moralità cristiana che impedisce un comportamento immorale, il quale porta all’aborto. Ogni volta che il movimento pro-vita è stato in crisi, è sempre tornato alle sue radici e si è rivitalizzato abbracciando espressioni più coerenti, logiche e potenti circa le sue posizioni.

In questo senso, il movimento ha sempre sfidato gli obiettanti moderati, ottenendo risultati sorprendenti sotto forma di leggi e cliniche abortiste chiuse. Con la loro fermezza, gli attivisti pro-life hanno anche frustrato la sinistra, costringendola a combattere sul campo di battaglia morale, dove hanno sempre perso.

Con la decisione di Dobbs, l’attenzione non deve cambiare, ma solo diventare più acuta. L’obiettivo rimane lo stesso. La vittoria non arriverà moderando il messaggio pro-life, ma trovando modi più potenti per difendere la causa.  

Non preoccuparsi di ciò che pensano gli altri

La seconda lezione è che gli attivisti pro-life non devono preoccuparsi di ciò che i liberal pensano di loro. La loro preoccupazione deve essere esclusivamente quella di fare ciò che è morale e giusto, anche se impopolare. Se il mondo guarda con sospetto a questi nobili sforzi, il problema è del mondo, non loro. Questa strategia ha sempre caratterizzato la lotta pro-vita.

Perciò, questo lavoro deve essere fatto apertamente, senza vergogna e con entusiasmo. Gli attivisti pro-vita non devono temere di apparire in pubblica piazza, su un marciapiede solitario o nelle legislature statali. Non devono dare un’importanza esagerata alle elezioni o ai sondaggi. Non devono avere paura di dire la verità sull’aborto a chiunque, in qualsiasi momento o luogo.

Questo atteggiamento non significa che il movimento pro-vita debba ignorare l’opinione pubblica su questo tema. Anzi, gli attivisti devono prestare attenzione al dibattito per cambiare in meglio il modo di pensare dell’opinione pubblica. Tuttavia, devono evitare di lasciare che siano le opinioni sbagliate dei liberal e dei radicalmente moderati a dettare le loro azioni.  

Non preoccuparsi di ciò che pensa la sinistra porta a tattiche e strategie creative che ostacolano la potente industria dell’aborto. Nel cercare modi per bloccare l’industria dell’aborto, gli attivisti devono cercare ciò che Cristo ha lodato come essendo l’innocenza della colomba e l’astuzia del serpente. Questo atteggiamento libera dalle illusioni delle opinioni liberal e apre la strada alle imprese audaci che hanno aperto la strada alla vittoria di Dobbs.

radicalmente moderati pro-vita soffocano l’azione efficace facendosi guidare da ciò che immaginano che gli altri pensino e così prendono la strada della sconfitta.

Il nemico non è cambiato

La terza lezione fondamentale è che il nemico pro-aborto non è cambiato. Il suo obiettivo di distruggere la morale e l’ordine cristiano rimane lo stesso. I suoi attivisti non saranno mai soddisfatti finché la società non permetterà la totale gratificazione di tutti i desideri sessuali proibiti dalla morale cristiana. L’aborto, a causa della sua natura radicale, è inevitabilmente legato a tutte le lettere della formulazione LGBTQ+.

I pro-abortisti possono truccare l’aborto come “diritti riproduttivi” o “assistenza sanitaria alle donne”. Tuttavia, il bersaglio da colpire è la morale naturale e cristiana, che frena le passioni umane disordinate. Il movimento abortista non si fermerà davanti a nulla per ottenere questo obiettivo radicale. Per questo motivo, i suoi estremisti cercano di giustificare l’aborto fino alla nascita, di vendere parti del corpo dei nascituri e di eseguire aborti in fabbriche di morte simili a quelle di Gosnell1.

Dopo la sentenza Dobbs, la parte favorevole all’aborto si è solo radicalizzata e ha raddoppiato la sua scommessa. In effetti, i promotori dell’aborto rappresentano un bersaglio migliore da attaccare, poiché ora mostrano sfacciatamente i loro lati più oscuri. Mostrare gli obiettivi pro-aborto in tutto il loro orrore deve essere una priorità. La diffusione costante degli aspetti religiosi e morali del dibattito – a voce alta e chiara – è fondamentale.

radicalmente moderati pro-vita non si pronunciano mai affinché i pro-aborto moderino le loro richieste. Pensano erroneamente che essere gentili con il male possa suscitare simpatia. I moderati stanno ora inviando un pasticciato messaggio “morbido” sull’aborto che può solo danneggiare le elezioni di midterm.

È meglio ricordare le lezioni della lotta antiabortista. Chi si appassiona alla propria causa cambia il corso della storia contro ogni previsione e coloro che confidano in Dio saranno sempre dalla parte vincente della storia.

Questa preghiera e questa azione mirata e appassionata hanno rovesciato la Roe v. Wade, non i consigli cedevoli di quei moderati che non vogliono rischiare tutto. No, non è il momento di cambiare rotta.

NOTE

1. Da Wikipedia in inglese: “Kermit Barron Gosnell (nato il 9 febbraio 1941) è un ex medico e serial killer americano. Ha praticato aborti nella sua clinica di West Philadelphia. Gosnell è stato condannato per l’omicidio di tre neonati nati vivi dopo aver usato farmaci per indurre il parto, è stato condannato per omicidio colposo in relazione alla morte di una donna durante una procedura di aborto ed è stato condannato per diversi altri crimini legati alla medicina.”

(fonte: lifesitenews.com; traduzione: atfp.it)

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3 pensieri riguardo “I pro-life non devono cedere alle voci “moderate” che cercano di compiacere la sinistra

  1. “I moderati tornano alla posizione di default predefinita” non è realistico, vedi in Italia il cdx di Lega, FI e FdI, che sono sempre stati abortisti ed eutanasici, in forza della loro radice vera, pagana e relativista, anche se hanno sempre cercato di mascherarla. Ma la colpa non è di loro, è di chi dopo decenni di questa manfrina ha seguitato a dargli fiducia e a votarli, mentre ha ostentatamente ignorato e respinto “Alternativa per l’Italia”, che presentava l’unico programma votabile dal punto di vista etico e antropologico, vedi qui:

    C’era tutto, difesa della maternità, promozione del lavoro per i giovani, sostegno alle piccole e piccolissime aziende familiari, difesa degli interessi nazionali, e pure il buono scuola a costo standard per allievo, per l’effettiva libertà di educazione.

    Nonostante questo, pochissimi, cattolici ci hanno considerati e ci hanno votati, finendo noi quindi allo 0,15% a livello nazionale. Se anche gli italiani hanno voluto farsi del male, ringraziamo comunque la Provvidenza, per averci dato la possibilità di partecipare, sia pure in condizioni svantaggiosissime, alla competizione elettorale. E seguitiamo ad operare.

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    1. Adinolfi et similia sono ex democristiani di sinistra che hanno fatto e fanno il gioco della sinistra con questi partitini che non servono a niente.

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