Francesco combatte la “mentalità preconciliare” nella Chiesa

Papa Francesco ha fretta che le “riforme” volute dal Vaticano II si realizzino pienamente.

Venerdì 1° luglio 2022 — In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il 3 maggio 2022, oltre alla guerra in Ucraina e ai suoi problemi di salute, papa Francesco è tornato sulle questioni ecclesiali che lo riguardano ricorrentemente.

Il Sommo Pontefice lascia intendere che l’attuazione degli orientamenti dati dal Concilio Vaticano II è stata “forse più difficile” in Italia che in America Latina o in Africa: “Spesso ho trovato una mentalità preconciliare che si travestiva da conciliare”.

Sottolinea tuttavia le qualità di molti sacerdoti, parroci, religiose e laici italiani e assicura di non voler attuare sostituzioni troppo rapide all’interno della gerarchia episcopale. Il Papa, però, ha voluto “il rinnovamento della Chiesa italiana” nominando semplici sacerdoti direttamente a capo delle grandi diocesi, come recentemente a Torino con il teologo Roberto Repole, o a Genova nel 2020 con il francescano Marco Tasca.

Per la conferenza episcopale, di cui il cardinale Bassetti deve lasciare la presidenza, il Papa sperava di trovare un cardinale “che voglia fare un bel cambiamento”. Dopo questa intervista, ha nominato il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, perfetto prototipo del prelato “bergogliano”, e portavoce della Comunità di Sant’Egidio, all’origine dell’incontro interreligioso di Assisi nel 1986, e di quelli che ne sono seguiti…

Francesco esprime anche il suo attaccamento alla figura del cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo gesuita di Milano dal 1979 al 2002, scomparso quasi dieci anni fa, e che durante il pontificato è stato la figura centrale dell’ala progressista dell’episcopato italiano, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II.

Il “restaurazionismo” è venuto a imbavagliare il Concilio

La rivista gesuita italiana La Civiltà Cattolica ha pubblicato il 14 giugno una lunga intervista concessa dal Santo Padre il 19 maggio, sulla guerra in Ucraina, sul rinnovamento della Chiesa, sul Cammino sinodale in Germania, da molti giudicato “eretico”, e sull’evangelizzazione dei giovani. Descrive in questa occasione le tentazioni del “restaurazionismo” che vengono “a imbavagliare il Concilio”. Citiamo qui alcuni passaggi significativi, pubblicati da Vatican News lo stesso 14 giugno.

“È molto difficile vedere un rinnovamento spirituale usando schemi molto antiquati. Bisogna rinnovare il nostro modo di vedere la realtà, di valutarla. Nella Chiesa europea vedo più rinnovamento nelle cose spontanee che stanno nascendo: movimenti, gruppi, nuovi vescovi che ricordano che c’è un Concilio alle loro spalle. Perché il Concilio che alcuni pastori ricordano meglio è quello di Trento. E non è un’assurdità quella che sto dicendo.”

“Il restaurazionismo è arrivato a imbavagliare il Concilio. Il numero di gruppi di ‘restauratori’ – ad esempio, negli Stati Uniti ce ne sono tanti – è impressionante. Un vescovo argentino mi raccontava che gli era stato chiesto di amministrare una diocesi che era caduta nelle mani di questi ‘restauratori'”.

“Non avevano mai accettato il Concilio. Ci sono idee, comportamenti che nascono da un restaurazionismo che in fondo non ha accettato il Concilio. Il problema è proprio questo: che in alcuni contesti il Concilio non è stato ancora accettato. È anche vero che ci vuole un secolo perché un Concilio si radichi. Abbiamo ancora quarant’anni per farlo attecchire, dunque!”

“Segni di rinnovamento sono anche i gruppi che attraverso l’assistenza sociale o pastorale danno un nuovo volto alla Chiesa. I francesi sono molto creativi in questo.”

Questo odiato “restaurazionismo” designa forse il versetto di san Paolo (Ep 1, 10): Omnia instaurare in Christo, preso come motto del suo pontificato da san Pio X, nella sua prima enciclica E supremi apostolatus (4 ottobre 1903)?

A questo proposito mons. Brunero Gherardini, nel suo libro Concilio Vaticano II. Il discorso mancato (Lindau ed., 2011), si è chiesto “se davvero tutti i Padri conciliari si fossero resi conto che si stavano oggettivamente staccando da quella mentalità plurisecolare che fino ad allora aveva espresso la motivazione fondamentale della vita, della preghiera, dell’insegnamento e del governo della Chiesa.”

“In definitiva, riproponevano la mentalità modernista, quella contro la quale san Pio X aveva tuttavia preso una posizione molto netta esprimendo la sua intenzione di instaurare omnia in Christo, restaurare tutto in Cristo. Era dunque [nel pensiero del santo papa] una chiara manifestazione di gegen-geist [contro lo spirito del Concilio].”

(Fonte: FSSPX)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...