La conferenza episcopale procede da sola verso le “riforme”

La conferenza episcopale tedesca, una delle più ricche del mondo, nel Cammino Sinodale intrapreso dal 2019, invoca cambiamenti su temi quali il ruolo della donna nella Chiesa, il sacerdozio e la morale sessuale. Il presidente, Georg Bätzing, ritiene che anche il Papa sia troppo “timido” sulle “riforme”.

di Nico Spuntoni (28-05-2022)

La Chiesa tedesca è tra le più ricche del mondo e non fa nulla per nasconderlo. Per l’organizzazione del pachidermico Synodaler Weg iniziato l’1 dicembre 2019 e criticato pubblicamente dai vescovi di mezzo mondo, infatti, non si è badato a spese: secondo i numeri che è riuscita a visionare l’agenzia CNA, sarebbero stati spesi finora oltre 5,7 milioni di euro. E più passano gli anni, più il Cammino Sinodale, con cui la Germania sta sfidando Roma, costa. Secondo Catholic News Agency, sarebbero stati spesi 703.195 euro nel 2019, 878.035 euro nel 2020, 2.231.400 euro nel 2021 e 1.900.245 euro nell’anno in corso. A queste rivelazioni è seguita la replica del portavoce della Conferenza Episcopale tedesca, Matthias Kopp che ha spiegato come in questa cifra rientri anche quanto speso per lo studio MHG.

Si tratta dell’indagine condotta dai ricercatori di Heidelberg, Mannheim e Gießen – e accusata da più parti di essere poco scientifica – sulle cui conclusioni fa leva quella parte maggioritaria di episcopato e mondo laicale tedesco che invoca cambiamenti su temi quali il ruolo della donna nella Chiesa, il sacerdozio e la morale sessuale. La Chiesa cattolica in Germania è la più ricca del Paese, arrivando ad incassare 242 milioni di euro di contributi statali nel 2021, da sommare a quanto incassato tramite la tassa ecclesiastica che nel 2020 aveva portato nelle casse circa 6,45 miliardi di euro. I vertici della Conferenza Episcopale tedesca, noti per le battaglie aperturiste sui sacramenti, non si sono rivelati in questi anni altrettanto misericordiosi con chi, per non pagare la Kirchensteuer, si disiscrive come cattolico dal registro apposito: nel 2012 avevano varato un decreto nel quale si precisava che chi dichiara all’anagrafe civile di non appartenere più alla Chiesa cattolica “non può ricevere i sacramenti della penitenza, dell’eucaristia, della confermazione e dell’unzione degli infermi, tranne in pericolo di morte”.

Una linea dura che appare ben distante dalle parole d’ordine che hanno contraddistinto l’orientamento del Cammino Sinodale durante il quale, a più riprese, si è arrivati ad invocare la revisione della disciplina del celibato, l’apertura alla contraccezione, l’introduzione del sacerdozio femminile e la modifica del Catechismo sull’omosessualità. Inoltre, nonostante il Santo Padre nella sua Lettera al Popolo di Dio che è in cammino in Germania avesse indicato tra gli obiettivi da perseguire con l’assise “l’imparare ad ascoltare”, di recente il presidente della Conferenza Episcopale tedesca mons. Georg Bätzing si è dimostrato piuttosto insofferente alle manifestazioni di parresia dei suoi confratelli di tutto il mondo che gli hanno scritto pubblicamente per esprimere preoccupazione sull’andamento del Synodaler Weg. Rispondendo all’ultima lettera critica dell’arcivescovo di Denver monsignor Samuel J. Aquila, infatti, il capo dei vescovi tedeschi lo ha liquidato con un perentorio “poi non risponderò più”.

Non solo le perplessità dei suoi confratelli vescovi: Bätzing ha avuto da ridire anche sul comportamento di Papa Francesco. In un’intervista su Deutschlandfunk, il vescovo di Limburgo ha ammesso di essere deluso dal Papa. Secondo Bätzing, “il Papa non è colui che potrebbe capovolgere la Chiesa, anche con tutti i diritti che gli sono dovuti, che noi auspichiamo; fa quello che può, mette in moto un processo in cui tutte queste domande emergono sul tavolo”. Ed ha citato l’esempio dell’esortazione Querida Amazonia per rendere palese la sua delusione. Rispondendo ad una domanda di Christiane Florin, il presidente della Dbk ha detto: “L’ultima volta, quando le diocesi amazzoniche erano riunite, si trattava della questione del celibato. E c’era una maggioranza a favore della nomina di uomini sposati come sacerdoti in questa regione a determinate condizioni. Il Papa non ha deciso di registrarlo. Ma la domanda è lì. La domanda non diminuirà solo perché lo dice il Papa. La questione delle donne in carica non diminuirà solo perché il Papa assume una posizione diversa. Ho avuto modo di parlare con il Papa ormai alcune volte e so che lui ha decisamente una posizione diversa”. Un siluro verso Santa Marta che dimostra la determinazione con cui la Conferenza Episcopale tedesca si muova per portare a casa le richieste emerse durante il Cammino Sinodale iniziato nel 2019. Con o senza Roma. 

(Fonte: La Nuova BQ)

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