Zuppi, il cardinale che piace alla gente che piace

Come da pronostico papa Francesco ha scelto l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi della Comunità di Sant’Egidio, quale successore del cardinale Bassetti alla guida della Conferenza Episcopale Italiana. E subito dovrà misurarsi con dossier delicati, come la richiesta di indagini sugli abusi sessuali.

di Nico Spuntoni (25-05-2022)

E Zuppi fu. Alla fine Papa Francesco ha scelto l’arcivescovo di Bologna come nuovo presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Lo ha comunicato ai vescovi riuniti in assemblea generale all’Hilton Rome Airport di Fiumicino il presidente uscente, l’ottantenne cardinale Gualtiero Bassetti.

Il nome di Matteo Zuppi, 66 anni, era all’interno della terna scelta dai vescovi e sottoposta al Pontefice per la decisione finale. Gli altri due nomi erano quelli del cardinale Paolo Lojudice, l’arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa e di monsignor Nino Raspanti, vescovo di Acireale. In realtà, a restringere il campo della scelta era stato lo stesso Francesco con le sue parole nell’intervista concessa al Corriere della Sera lo scorso 3 maggio quando aveva confidato al direttore Luciano Fontana di preferire “un cardinale”. Pochi giorni dopo c’era stata la nomina di monsignor Stefano Russo alla diocesi suburbicaria di Velletri-Segni a conferma di quanto anticipato nell’intervista: sarà il nuovo presidente a scegliere il segretario.

Zuppi, il progressista dal volto umano

Le reazioni bipartisan della politica italiana alla notizia del nuovo capo dei vescovi italiani danno l’idea della capacità di Zuppi di sapersi far apprezzare da tutti gli schieramenti. Il suo operato da vescovo ausiliare di Roma Centro e poi come arcivescovo di Bologna ha riscosso consensi allargati e la sua figura piace anche oltre i confini delle diocesi che lo hanno conosciuto da vicino.

Con l’approdo di Zuppi alla guida della CEI, un altro esponente della Comunità di Sant’Egidio arriva ad occupare un’altra posizione di grande rilevanza nella Chiesa. Si conferma ancora la forte crescita d’influenza della Comunità durante l’attuale pontificato. In precedenza, il Papa argentino aveva pescato a Trastevere anche per scegliere il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

Il nome del prelato romano, nipote del cardinale Carlo Confalonieri, veniva considerato nei giorni scorsi leggermente indietro rispetto a quello di Lojudice. Francesco, però, deve aver preferito andare a colpo sicuro, scegliendo un profilo da lui considerato autorevole. A differenza di Lojudice, l’arcivescovo di Bologna non ha bisogno di presentazioni al grande pubblico.

La nuova presidenza CEI dovrà affrontare dossier delicati come quello relativo alla richiesta di un’indagine sugli abusi sessuali commessi da chierici nelle diocesi italiane analogamente a quanto avvenuto in Francia. Nell’immediato, poi, c’è la guerra in Ucraina e ciò che ne consegue non solo in termini di accoglienza dei rifugiati ma anche in merito alle relazioni con un governo favorevole all’invio di armi. In questo senso, il cardinale Zuppi ha assunto una posizione simile a quella del Santo Padre, tenendoci a ricordare che “la guerra non si supera con la guerra”. Nelle sue prime dichiarazioni da presidente, il cardinale Zuppi ha detto di essere incoraggiato a credere che “la Chiesa con tanti compagni di viaggio, consapevoli e non consapevoli, per noi e per loro, farà risplendere la Misericordia di Dio, ciò di cui c’è più bisogno” ed ha invocato l’accompagnamento della Madonna in questo nuovo cammino.

(Fonte: La Nuova BQ)

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