La nuova Bibbia di Gerusalemme è politicamente corretta

Diversi lettori hanno infatti notato una strana novità nella nuova edizione della Bibbia di Gerusalemme: in Matteo 4,19, là dove Gesù Cristo, come noto, dice ai suoi discepoli: «Vi farò pescatori di uomini». Ebbene, oggi quelle parole sono state cambiate e in «Vi farò pescatori di persone».

di Giuliano Guzzo (19-05-2022)

Il politicamente corretto ha allungato i suoi tentacoli fin dentro le Sacre Scritture? Per quanto sconfortante, è un dubbio con cui con l’ultima Bibbia di Gerusalemme curata dalle edizioni Desclée de Brouwer, che, uscita per la prima volta in francese nel 1956, dal ’67 è stata poi pubblicata in spagnolo senza sostanziali modifiche. Questo fin ad oggi, s’intende.

Diversi lettori hanno infatti notato una strana novità in Matteo 4,19, là dove Gesù Cristo, come noto, dice ai suoi discepoli: «Vi farò pescatori di uomini». Ebbene, oggi quelle parole sono state cambiate e in «Vi farò pescatori di persone». Ora, appare scontato segnalare come con il termine «uomini» sia stato oggi sempre letto sotto una prospettiva inclusiva, egualmente valida per maschi come per femmine.

Anche per questo la nuova versione versetto, secondo molti, ha l’amaro sapore del pegno pagato alla cultura dominante, che vede nel maschio – e quindi nell’uomo – colui che agisce violenza ai danni della donna, in pratica un potenziale femminicida. Molto meglio allora ripiegare nel più generico e neutro «persone». Solo che questa interpretazione non trova tutti d’accordo.

L’agenzia di stampa AciPrensa, quando ha contattato Javier Gogeaskoetxea, l’amministratore delegato della Desclée De Brouwer, si è sentita rispondere che il cambiamento in questione è «dovuto al fatto che la Scuola Biblica e Archeologica di Gerusalemme cerca soprattutto la fedeltà ai testi originali. Accade così che nel testo originale “greco” la parola usata non includa il genere. Quindi neppure le traduzioni dovrebbero farlo».

Tanto rumore per nulla, dunque, secondo la casa editrice. Non la pensa però così P. Jesús Silva, sacerdote spagnolo laureato in Teologia Patristica, secondo cui, è vero, il termine che si va a tradurre «anthropos, si riferisce a un ‘essere umano’ indipendentemente dal sesso». «Tuttavia», fa presente padre Silva «la traduzione come ‘persone’ ha i suoi problemi. A quali persone si riferiva Gesù: umane, angeliche o divine?». In altre parole, secondo lo studioso, nella nuova traduzione del testo di fatto «non è escluso che Gesù chiami i discepoli ad evangelizzare gli angeli o Dio stesso».

Ecco che allora quello che dovrebbe essere un aggiornamento più fedele della Bibbia di Gerusalemme rischia invece di essere un ritocco confusionario, che per affrontare una questione tutto sommato marginale finisce con l’aprirne di nuove, e non solo linguistiche ma pure teologiche.

Se a ciò si aggiunge che l’iniziativa della Desclée de Brouwer arriva in un momento di grande confusione, che vede taluni affermare perfino che Dio sarebbe da intendersi in accezione femminile — o da scriversi Dio+ –, si può ben capire come essa rischi seriamente di risultare inopportuna, oltre che un clamoroso assist al politicamente corretto. Che è quell’ideologia che, con ogni termine reso neutro, fa ogni volta un passo avanti. Purtroppo, ormai, perfino nel Vangelo.

(fonte: iltimone.org)

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