L’ateologia di Joe Biden

Non soddisfatto di dichiararsi cattolico anche se contrasta apertamente la dottrina, il Presidente democratico statunitense si pone ora come “interprete della teologia”.

di Francisco Veneto (06-05-2022)

Il Presidente democratico statunitense Joe Biden, che si dichiara cattolico anche se contrasta apertamente la dottrina della Chiesa, si è ora posto come “interprete della teologia” e ha affermato che l’aborto è compatibile con la fede perché a suo avviso le “religioni principali” non sanno quando inizia la vita umana.

Anche da un punto di vista meramente umano e senza entrare nella prospettiva della Rivelazione e della Salvezza, la Chiesa cattolica rappresenta statisticamente la religione principale del pianeta, una delle influenze più ampie e profonde nel percorso della civiltà. Nella peculiare visione del mondo di Joe Biden, non figurerebbe nemmeno tra quelle principali – in fondo, il criterio che usa per individuare le “religioni principali” è “non sapere quando inizia la vita umana”.

La dottrina cattolica – quella vera, non quella deturpata dal politico democratico – riconosce e ribadisce in modo esplicito ed enfatico l’ovvietà per cui un essere umano vivo è tale fin dal momento del concepimento. La Chiesa cattolica, quindi, afferma che è al concepimento che inizia la vita umana – il che abbatte, senza margine per tergiversare, la menzogna di Joe Biden per cui le “religioni principali” non sanno da quale momento un essere umano è tale.

È bene ricordare, poi, che è proprio per via di questo dato di vita reale che la Chiesa si vede né più né meno costretta dai fatti da dichiarare che l’aborto provocato volontariamente è l’assassinio di un essere umano innocente nei primi stadi del suo sviluppo. Non è nemmeno una questione di teologia.

Contesto e ideologia

Le dichiarazioni di Joe Biden basate su ciò che dicono a suo avviso le “religioni principali” hanno un contesto autoesplicativo: l’imminenza di una decisione della Corte Suprema statunitense, prevista per giugno, che potrebbe rovesciare la controversa sentenza Roe vs Wade, del 1973, che ha legalizzato l’aborto in tutti gli Stati Uniti anche se la richiedente aveva inventato lo stupro da cui sarebbe derivata la gravidanza.

I Democratici, partito di Sinistra a cui appartiene Joe Biden, si stanno mobilitando ampiamente per evitare che la Corte Suprema riconosca l’autonomia di ogni Stato statunitense per legiferare sull’aborto. Il panico democratico deriva dal timore di veder distruggere le sue narrative ideologiche su quello che ritengono un “diritto riproduttivo”, visto che molti Stati del Paese hanno limitato l’accesso all’aborto proprio perché riconoscono il bambino in gestazione come un essere umano con diritti reali – cosa che l’aborto non è.

Joe Biden ha proferito la sua menzogna sul posizionamento della religioni riguardo alla vita umana in alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa nella base aerea Andrews, in Maryland. Poco prima di salire a bordo dell’aereo presidenziale, ha affermato, secondo quanto riportato dalla Catholic News Agency (CNA):

“[La sentenza] Roe [versus Wade] dice che tutte le religioni principali di base hanno concluso storicamente che l’esistenza di una vita e di un essere umano è un dubbio. Avviene al momento del concepimento? Avviene a sei mesi? A sei settimane? È la vivificazione, come ha affermato [San Tommaso d’] Aquino?”

Cosa dicono di fatto la fede cristiana e la biologia?

Molto distante dalla menzogna proferita impavidamente da Joe Biden, la dottrina cristiana è cristallina nel riconoscere e affermare che un essere umano è tale a partire dall’istante del concepimento.

E non è perché la Chiesa ha inventato e imposto una conclusione dogmatica per puro e semplice capriccio o per interpretazioni maldestre: una fede coerente con la ragione com’è quella cattolica è costretta dalla realtà dei fatti a riconoscere l’ovvietà della biologia.

Quest’ultima sostiene che un essere umano è se stesso e non un’altra cosa dal momento in cui viene formato, come zigote, dalla fusione dell’ovulo con lo spermatozoo, costituendo, quindi, un nuovo essere umano fin dall’istante del suo concepimento. È questo il contesto della nascita di una nuova vita umana, e non un momento arbitrario fissato per una convenzione basata su parametri ideologici di legislatori o giudici, che variano da cultura a cultura e da epoca a epoca.

La scienza biologica ha affermato e ribadito innumerevoli volte questa semplice constatazione della realtà. Un esempio ufficiale è quanto dichiarato dai partecipanti al VII Conclave Brasiliano delle Accademie di Medicina, svoltosi a Rio de Janeiro del 7 al 9 maggio 1998:

“È un fatto scientificamente verificato che la vita umana ha inizio con la fusione dell’ovulo con lo spermatozoo, quando si forma lo zigote, che inizia a esistere e a operare come un’unità dal momento della fecondazione. Possiede un genoma specificatamente umano, che gli conferisce un’identità biologica unica e irripetibile, e quindi un’individualità all’interno della sua specie. È l’esecutore del proprio sviluppo in modo coordinato, graduale e senza soluzione di continuità”.

Joe Biden cambierà anche la biologia?

(fonte: aleteia.org)

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