Pell vs. Becciu, spettaccolo indecoroso

Il cardinale Pell ora sta combattendo una battaglia, in primis contro la persona sbagliata e in secundis in modalità che non possono essere utilizzate da un Principe della Chiesa.

di S. I. (06-05-2022)

Le due lettere di cui ha parlato Becciu in aula. Ecco cosa è accaduto ieri nel Tribunale Vaticano.

Caduta di stile per il cardinale australiano George Pell, il quale continua a lanciare invettive a tutti convinto di non aver null’altro da perdere. Certo, Pell ormai è fuori gioco e sembra non essere neppure in piena forma mentalmente ma certamente sta buttando tutta la sua carriera a servizio della Chiesa e della Santa Sede. Ieri il Cardinale Angelo Becciu in aula ha riferito che George Pell approvò il progetto e il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali chiese alla Segreteria di Stato di pagare. Questa mattina il porporato australiano a diramato un comunicato che trovate in lingua inglese e italiana in fondo all’articolo.

Come al solito qualche giornalista ha scritto a suo piacimento e ha riferito che fu Pell a firmare il bonifico. In realtà, come dimostra la lettera che oggi pubblichiamo in esclusiva, Pell approvò il progetto. Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Becciu (oggi cardinale) diede le istruzioni per effettuare il bonifico.

È doveroso evidenziare come S.E.R. il Sig. Cardinale George Pell stia portando avanti una battaglia contro un suo confratello e in modalità assolutamente inaccettabili. Il cardinale australiano è stato ingiustamente detenuto in Australia e siamo certi che questa sia stata una pessima e vergognosa scelta del Paese per punire tutti i casi di pedofilia nella Chiesa utilizzando un capro espiatorio. Pell fece mesi e mesi di detenzione da innocente e se si leggono gli atti di quel processo si capisce come tutto fu ovviamente studiato ad arte. Non è pensabile, per chi conosce l’ambiente ecclesiale, ritenere che un vescovo possa abusare di due bambini dopo una celebrazione eucaristica in una sagrestia. Con il via vai che c’è nelle sagrestie quando vi sono i vescovi in visita.

Ciò non toglie che il cardinale ora sta combattendo una battaglia, in primis contro la persona sbagliata e in secundis in modalità che non possono essere utilizzate da un Principe della Chiesa. Angelo Becciu ieri ha trattato la questione in sede giudiziaria, non per ai giornali, affrontando questa tematica per chiarire che sono state molteplici le accuse nei suoi confronti, seppur questa ovviamente non è una contestazione che gli fa il Tribunale vaticano. Un discorso ampio che il porporato ha fatto quando ha riferito che molto si è speculato in merito alle sue dimissioni. In questo caso, quindi, emerge chiaramente lo stile che viene, per fortuna, insegnato in accademia. Becciu ieri avrebbe potuto parlare del Papa, molto ci sarebbe stato da dire, ma ha preferito tacere. Ed una di queste contestazioni che ora gli muove il suo confratello Pell, si riferisce proprio a questo. Ieri Becciu ha chiaramente detto in aula che preferiva non rispondere in merito alla vicenda del revisore Libero Milone per rispetto al Papa. Non è difficile quindi capire che le decisioni sono partite da Santa Marta. Probabilmente Pell dovrebbe bussare alla porta di Francesco e chiedergli anche questo oltre a domandare perchè nei suoi confronti non ha ritenuto di garantire la protezione diplomatica. Potrebbe chiedergli anche perchè a Mons. Zanchetta ha garantito protezione in questi anni e a lui no. Sono molte le domande da fare ma non pensiamo sia Becciu la persona a cui deve riferirsi.

Come mai la Segreteria di Stato ha pagato? Caro Pell, forse dovrebbe studiarsi un pò di cose perchè qui siamo proprio alle basi. I Pontifici Consigli, i quali fra poco spariranno, non godevano di un budget e quindi era la Segreteria di Stato di Sua Santità a dover provvedere per le spese straordinarie.

Quale fu il ruolo di Becciu nel licenziamento dei revisori Price WaterhouseCoopers? Nessun ruolo ebbe il Sostituto, fu piuttosto il Cardinale Pietro Parolin che con una lettera (rinvenibile in archivio) li bloccò.

Ed è proprio il Cardinale Parolin che, piuttosto che andare in visita alle comunità monastiche che con sotterfugi tentano di accaparrarsi denaro pubblico, dovrebbe richiamare il Cardinale Pell invitandolo a mettere in pratica quello che è il messaggio evangelico e non a lanciare invettive nei confronti dei confratelli.

(fonte: silerenonpossum.it)

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