Il Traditionis Custodes? Un motu improprio

Il sacerdote don Francesco Cupello analizza tutte le ambiguità e contraddizione del Traditionis Custodes di papa Francesco.

L’autore, nella Prefazione, dichiara di aver percepito il motu proprio Traditionis Custodes di papa Francesco come uno schiaffo a Benedetto XVI, che dichiarò di aver emanato il precedente motu proprio, Summorum Pontificum, dopo aver a lungo riflettuto, dopo essersi a lungo consultato e soprattutto dopo aver invocato lo Spirito Santo, contando sull’aiuto di Dio ed affidandosi all’intercessione di Maria.

Edizioni Fede&Cultura (Verona 2021, p. 80, 14€)

Precisa don Cupello come questo schiaffo gli avesse richiamato «quello ricevuto da Gesù davanti al sommo sacerdote Caifa. E come Gesù rispose pacatamente a chi Lo aveva colpito, invitandolo a ragionare, così ho pensato di fare io, rispondendo a papa Francesco, che in tal modo ha schiaffeggiato tutti coloro che devotamente – e tra questi mi annovero anch’io – senza alcun fanatismo, senza alcuna intenzione di opporsi alle indicazioni pastorali del Concilio Vaticano II e senza per nulla sognarsi di ripudiare il messale di Paolo VI, semplicemente in talune circostanze si trovano meglio a celebrare Messa con il plurisecolare messale di Pio V, traendone grandi benefici spirituali».

Don Cupello pertanto ha analizzato una ad una le ragioni addotte da papa Bergoglio, per cancellare di fatto le disposizioni assunte dal suo predecessore ancora vivente, evidenziandone «inesattezze e contraddizioni, sulle quali non si può sorvolare».

«A prima vista Traditionis Custodes mi è sembrato in alcuni punti contraddittorio, in altri dottrinalmente debole, in altri ancora piuttosto precipitoso», col rischio implicito che tutto questo possa produrre gravi divisioni, rischio che non era proprio il caso di correre e divisioni di cui si sarebbe fatto volentieri a meno.

(Fonte: RadioRomaLibera.org)


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