Perché Benedetto XVI non piace al mondo. E al clero.

Benedetto XVI deve scomparire. Per ciò che è e rappresenta.

di Guido Horst (21-01-2022)

Il giorno stesso della pubblicazione da parte dello studio legale Westpfahl Spilker Wastl (WSW), commissionato dall’Arcidiocesi di Monaco di Baviera, in Germania un’ondata di indignazione senza precedenti ha travolto la memoria del proprio connazionale sulla Cattedra di Pietro. Nell’orario più seguito delle trasmissioni, i media del servizio pubblico hanno pronunciato la sentenza su Benedetto XVI: colpevole. Non ci sono prove. Più precisamente, non ce n’è neppure una.

Nonostante ciò, l’opinione pubblica ha seguito la sentenza del Tribunale di Monaco, che pur non essendo un tribunale, ma un organo di perizia legale, ha affermato con vigore che l’Arcivescovo emerito di Monaco avrebbe saputo di alcuni abusi compiuti da preti avvenuti durante l’esercizio pastorale. Se il WSW fosse stato un tribunale ordinario, l‘«imputato» Benedetto XVI sarebbe stato assolto per mancanza di prove.

Ma non funziona così quando si tratta di un uomo di chiesa la cui teologia è ancora ortodossa e la cui immagine ecclesiale è sorretta dalla fede nella Rivelazione: egli deve semplicemente andarsene, affinché il suo testamento e la sua eredità non diano fastidio, quando emerge palesemente dai piani alti dell’episcopato tedesco la volontà di fondare un nuovo modello di Chiesa cattolica, orientato al progressista-protestante. Un uomo come Ratzinger dà fastidio. Giovedì i media l’hanno distrutto con l’aiuto di teologi precipitosi.

Il cardinale Ratzinger fu uno dei primi a Roma, più di vent’anni fa, a rendersi conto che gli abusi e l’insabbiamento nella Chiesa cattolica non potevano continuare. Come Papa, ha poi avviato la svolta che porta avanti Francesco. Dopo la condanna preliminare da parte del pubblico mediatico di giovedì, ora chi vuole stare nel giusto cominci a leggere la perizia del WSW e la presa di posizione di Ratzinger. Vedrete che sono solo congetture alle quali l’allora arcivescovo di Monaco di Baviera avrebbe fatto riferimento durante il suo mandato. Per esempio durante la Sessione Ordinaria del 15 gennaio 1980.

Evidentemente la posizione di Benedetto su questo punto non è stata esposta correttamente. Ratzinger era presente alla riunione. E, come si apprende da Roma, si provvederà a rettificare anche questo. Ma ciò significa che si fosse parlato durante la riunione della persona X? Né il verbale dell’udienza, né le testimonianze, forniscono alcuna prova che l’arcivescovo di allora sapesse esattamente chi fosse entrato nella sua diocesi e quale storia si portasse dietro.

Il Papa emerito deve ora fungere da capro espiatorio per una Chiesa che ha scandalosamente ignorato le vittime, protetto i carnefici e mantenuto l’immagine di un’amministrazione ecclesiastica internamente corrotta contro ogni buon senso. Hanno colpito la persona sbagliata. Sfidando le maggiori resistenze, il Cardinale Ratzinger/Papa Benedetto vent’anni fa era riuscito a estrarre il cancro del fondatore dei Legionari di Cristo dal corpo della Chiesa e del suo entourage in Vaticano. Quest’uomo non merita di essere messo alla gogna. Soprattutto quando non c’è una sola prova di colpevolezza plausibile e provata.

(fonte: die-tagespost.de; traduzione: iltimone.org)


Raccolta fondi di gennaio 2022

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