Le derive “gender neutral” della Chiesa tedesca: la denuncia e il grido d’allarme del vescovo di Ratisbona

Le discussioni non si placano sul Cammino sinodale della Chiesa tedesca. Ancora una volta si è levata forte la voce del vescovo di Ratisbona, Rudolf Voderholzer, per le derive progressiste intraprese dalla Chiesa cattolica in Germania.

di Manuela Antonacci (14-01-2022)

Voderholzer, strenuo difensore della fedeltà al Magistero, in una lettera aperta del 7 gennaio, come ha riferito CNA Deutsch, ha accusato gli organizzatori del Cammino sinodale tedesco, di aver volutamente evitato il dibattito sulla questione fondamentale dell’eventuale uso di un linguaggio gender neutral nei documenti del Sinodo, “Protesto contro questo approccio — ha dichiarato il vescovo di Ratisbona — ancora una volta, la [direzione del Cammino sinodale] non tiene conto di una richiesta dei membri dell’Assemblea sinodale”, ha affermato il vescovo di Ratisbona.

La questione sarebbe tutt’altro che irrilevante perché farebbe riferimento alla proposta avanzata da alcune associazioni cattoliche tedesche, di utilizzare il famoso asterisco, nei sostantivi, al posto delle desinenze, nei documenti del Cammino sinodale. Il che, se avvenisse, sarebbe una presa di posizione clamorosa, della Chiesa tedesca, a favore dell’ideologia gender, un vero e proprio impegno ad aderirvi e a diffonderla.

Mons. Voderholzer

Addirittura, ultimamente, alcune associazioni cattoliche giovanili, hanno proposto persino di inserire l’asterisco al termine della parola Dio. Perciò in un comunicato stampa, del 10 gennaio, proprio la diocesi di Ratisbona aveva sottolineato che il dibattito era “urgente” poiché riguardava “non solo lo stile e la leggibilità dei testi da votare”, infatti se venissero redatti documenti simili ci si troverebbe di fronte, come si è tenuto a sottolineare nella lettera, all’accettazione a alla diffusione, di una visione dell’umano “in contraddizione con l’antropologia basata sulla Bibbia”.

Voderholzer, ben consapevole di essere una “pietra d’inciampo” ha indirizzato la sua lettera del 7 gennaio, di aperta denuncia verso tutte le ambiguità del percorso intrapreso, ai membri del Comitato sinodale, l’organismo preposto alla preparazione delle riunioni dell’Assemblea sinodale, peraltro, organo decisionale supremo del Cammino sinodale stesso.

La preoccupazione è tanta e non solo da parte di Voderholzer, infatti, il Cammino sinodale dovrebbe terminare nel 2023 e la Conferenza episcopale tedesca ha affermato che tutto si concluderà con una serie di voti “vincolanti”, suscitando il timore, ben fondato, in Vaticano, che le risoluzioni possano essere in aperta contraddizione con l’insegnamento della Chiesa. Peraltro già le premesse non sono delle migliori se si pensa che la seconda riunione dell’Assemblea sinodale si è conclusa, in modo agitato, nell’ottobre 2021 dopo i voti a favore di un testo che approva le benedizioni tra persone dello stesso sesso. Riguardo ciò, proprio Voderholzer, ha fatto notare come il punto non era nemmeno inserito nell’ordine del giorno.

Per tutti questi motivi il vescovo di Ratisbona ha chiesto ufficialmente che “La terza Assemblea sinodale, come annunciato e registrato nel verbale della seconda Assemblea sinodale, affronti il ​​tema del linguaggio di genere nei testi del Cammino sinodale […] prima dell’adozione definitiva dei testi del Cammino sinodale”.

(fonte: catholicnewsagency.com; traduzione: iltimone.org)


Raccolta fondi di gennaio 2022

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