Abusi sessuali in Francia: parte l’assalto alla Confessione

Il vertice tra il Ministro degli Interni francese e il presidente della Conferenza episcopale si conclude con un’intimazione: «I preti cattolici devono riferire le accuse di abuso sentite in confessione». La vocazione sacerdotale viene definita una professione e quindi il segreto della Confessione un segreto professionale. Ma le cose non stanno così. È evidente che con la scusa di un report ancora tutto ambiguo nei casi e nei numeri è partito l’assalto alla Chiesa. Che purtroppo ha replicato debolmente…

di Luca Volontè (13-10-2021)

I preti cattolici in Francia «devono riferire le accuse di abuso sentite in confessione». È questa la pretesa assoluta del Ministro degli Interni della Repubblica francese al Presidente della Conferenza Episcopale durante l’incontro di ieri pomeriggio al Ministero dell’Interno. Per il Ministro del governo Macron, nulla può esser al di sopra delle leggi delle Repubblica, nemmeno l’ordine di Gesù del segreto confessionale, come invece aveva e ha ribadito il Presidente dei Vescovi cattolici.

Secondo le interpretazioni giornalistiche, fatte trapelare dal governo, i sacerdoti cattolici devono riferire alla polizia tutte le accuse di abusi sessuali su minori, anche se ne vengono a conoscenza nella segretezza della confessione. La Francia è scossa dalla pubblicazione la scorsa settimana di un rapporto indipendente sugli abusi nella chiesa su 330.000 minori e adulti vulnerabili negli ultimi 70 anni, su cui però permangono molti dubbi. La Chiesa cattolica francese ha espresso “vergogna” dopo la pubblicazione del rapporto.

Il Presidente dei Vescovi francesi, Eric de Moulins-Beaufort, che aveva inizialmente espresso «vergogna e orrore» per il rapporto,  ha però ribadito di non poter accettare una delle raccomandazioni della Commissione di indagine indipendente nominata dalla stessa Conferenza Episcopale, con la quale si chiedeva ai sacerdoti di informare la polizia di tutti i casi di abuso sui minori di cui vengono a conoscenza durante il sacramento della Confessione.

Il Vescovo Moulins-Beaufort, capo della Conferenza episcopale di Francia, aveva detto il 6 ottobre a Franceinfo che «il segreto della Confessione è un requisito e rimarrà un requisito – in un certo senso, è al di sopra delle leggi della Repubblica. Crea uno spazio libero per parlare davanti a Dio, ci è imposto».

A seguito di questa semplice e sincera affermazione, il Ministro dell’Interno, aveva deciso di convocare ieri il Presidente della Chiesa cattolica per una lunga riunione in cui ha chiarito che «il segreto professionale – compreso quello del confessionale cattolico – non si applica alle rivelazioni di casi potenzialmente criminali di violenza sessuale sui minori e che i preti sono obbligati a denunciare alla polizia e alla giustizia».

Segreto professionale? La vocazione sacerdotale è una professione? Il comando evangelico della Confessione sarebbe un segreto professionale tra il sacerdote e il penitente? No, qui mancano i fondamentali della comprensione della religione cattolica e del dettato evangelico. La scelta di chiedere ed accettare dalla Commissione di esperti un elenco di raccomandazioni anche dottrinali è fuori da ogni logica e da ogni mandato di indagine sui casi di abusi.

Il Presidente della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa (Ciase) Jean-Marc Sauvé aveva ribadito ancora lunedì 11 ottobre la sua raccomandazione sulla revoca del segreto confessionale, in un’intervista a Famille Chretienne dicendo : «L’obbligo di proteggere la vita delle persone è, dal nostro punto di vista, superiore all’obbligo del segreto della confessione, che mira in particolare a proteggere la reputazione del penitente».

Si vuole assalire la Chiesa Cattolica e la sua dottrina per colpa e con la scusa di una mai dimostrata e finora ipotetica massa di preti abusatori? Sì. Subito dopo l’incontro con il Presidente dei Vescovi francesi, il Ministro Darmanin si è recato alla Assemblea Nazionale per raccontare come abbia strigliato i vescovi cattolici e la Chiesa di Francia ed è stato applaudito dai parlamentari presenti quando ha detto: «Gli ho detto quello che dico a tutte le religioni: non c’è nessuna legge che sia superiore alle leggi dell’Assemblea Nazionale e del Senato … La Repubblica francese rispetta tutte le religioni nel momento in cui rispettano la Repubblica e le leggi della Repubblica».

Prima della convocazione al Ministero degli Interni, la Chiesa Cattolica e la dottrina del segreto confessionale erano state attaccate duramente dal Ministro della Giustizia Eric Dupond-Moretti in una intervista dell’8 ottobre nella quale diceva che «gli ecclesiastici cattolici hanno un obbligo imperativo, quando sono a conoscenza di atti pedocriminali in corso durante la confessione, di avvisare le autorità per porre fine a questi atti. Se un sacerdote riceve nel contesto della confessione, sia da una vittima che da un esecutore, la conoscenza dell’esistenza di atti pedofili e di abusi allora ha l’obbligo imperativo di denunciare e se non  lo fa può essere condannato».

Il comunicato della Conferenza Episcopale Francese, diffuso nella serata di ieri, a seguito dell’incontro pomeridiano tra il Presidente dei vescovi ed il Ministro degli Interni, lascia esterrefatti: «Mons. Éric de Moulins-Beaufort ha potuto discutere con M. Gérald Darmanin la formulazione maldestra della sua risposta su France Info mercoledì mattina [inviolabilità del segreto della Confessione]. Il compito dello Stato è di organizzare la vita sociale e regolare l’ordine pubblico. Per noi cristiani, la fede fa appello alla coscienza di ogni persona, chiama alla ricerca del bene senza tregua, che non può essere fatto senza rispettare le leggi del Paese. È quindi necessario lavorare per conciliare la natura della Confessione con la necessità di proteggere i minori e gli adulti vulnerabili. Esiste già una stretta collaborazione con le autorità francesi. Questo è il senso, per esempio, dei protocolli che collegano già 17 diocesi in Francia con le procure, per facilitare e accelerare il trattamento delle segnalazioni di qualsiasi atto denunciato. I vescovi di Francia, riuniti in assemblea plenaria dal 3 all’8 novembre 2021, lavoreranno insieme, sulla base del rapporto ICASE e delle sue 45 raccomandazioni, sulle misure e le riforme da perseguire e intraprendere, in stretta comunione con la Chiesa universale».

Cosa c’è di ‘maldestro’ nel difendere il segreto confessionale e il comando di Gesù? Dunque, la Chiesa di Francia cederà alle minacce e pretese di Macron, dopo che migliaia di sacerdoti perirono per aver rifiutato le pretese di Robespierre?

(Fonte: La Nuova BQ)

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