Papa Francesco e le unioni (in)civili

In alcune occasioni Francesco si è dichiarato più volte favorevole alle unioni civili, cioè ad un certo riconoscimento giuridico delle convivenze omosessuali. Duole dirlo, ma si tratta, da parte di un papa, di un allontanamento non indifferente dalla dottrina autenticamente cattolica.

di Corrado Gnerre (10-10-2021)

Sappiamo che papa Francesco, pur condannando l’omosessualità e pur rifiutando il cosiddetto “matrimonio omosessuale”, si è dichiarato più volte favorevole alle unioni civili, cioè ad un certo riconoscimento giuridico delle convivenze omosessuali.

Duole dirlo, ma si tratta a riguardo di un allontanamento non indifferente dalla dottrina autenticamente cattolica.

In un documento del 2003 (Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni civili tra persone omosessuali), la Congregazione per la Dottrina della Fede afferma che la questione delle unioni civili riguarda la legge naturale e quindi il bene comune. Il documento dice esplicitamente così:

“Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all’applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il diritto all’obiezione di coscienza.”

Insomma, si coglie bene che, stante a queste parole, certe dichiarazioni di papa Francesco sono una vera e propria cooperazione formale all’approvazione delle unioni civili e quindi la posizione del Papa un problema non indifferente.

Qualcuno però potrebbe fare questa obiezione: se è vero che papa Francesco sbaglia dichiarandosi a favore delle unioni civili, è pur vero che comunque condanna la pratica omosessuale. A tal riguardo si potrebbe rispondere: e ci mancherebbe! Ma andiamo oltre. Se ci si riflette, il problema si aggrava. Vediamo perché. In un certo senso l’approvazione legale di tali unioni è più grave dell’omosessualità che si pratica a livello privato. Per due motivi.

Primo, perché le leggi positive (cioè poste dallo Stato) fanno tendenza e quindi, quando sono contro la legge naturale, si pongono nella dimensione dello scandalo pubblico. Secondo, perché se lo Stato riconosce le unioni civili omosessuali, impegnandosi quindi a sostenerle con il denaro pubblico, allora vuol dire che tali unioni sarebbero un beneficio per la comunità e quindi sarebbero conformi ad un corretto concetto di bene comune.

Insomma… sono dolenti note!

(Fonte: Il Cammino dei Tre Sentieri)

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