Cortocircuito nella Chiesa: ecco cosa succede al Papa

Papa Francesco ora è “bersagliato” pure dal “fronte progressista”. Forse c’è chi aspetta la rivoluzione…

di Francesco Boezio (20-06-2021)

Il dibattito è il sale della Chiesa cattolica. Anche quando a stimolare la dialettica interna sono attori inaspettati. Certo il sovrano pontefice è uno, ma negare il carattere plurale delle riflessioni attorno al cattolicesimo ed alle sue istituzioni sarebbe come omettere un dato centrale. In questa epoca come forse mai.

Papa Francesco è l’immagine della “Chiesa in uscita”, quella che smette di essere autoreferenziale per dirigersi verso le periferie del pianeta. Eppure, anche dalle voci che lo hanno sempre sostenuto l’azione del pontefice, è arrivato qualche commento inaspettato. Molti opinionisti specializzati — si legga pure vaticanisti e dintorni — hanno impegnato la settimana, commentando soprattutto una notizia: la rottura di un fronte. Se ne sono occupati in molti, se non altro perché lo scenario è apparso come inatteso.

C’è una frizione interna al mondo progressista. In realtà, l’attrito era abbastanza noto: Jorge Mario Bergoglio non ha dato seguito alla sfilza di riforme dottrinali che la cosiddetta “ala sinistra” della Chiesa si sarebbe aspettata. Il Sinodo biennale tedesco e le sue velleità, in questo senso, sono abbastanza esplicativi. Il “fronte progressista” — come si chiama per semplificazione — ha iniziato a sgomitare. Il piano della discussione era fermo alle Conferenze episcopali — quella tedesca in primis — e alle loro rivendicazioni, con il cardinale Reinhard Marx che ha provato a dimettersi per il “punto morto” cui la Chiesa cattolica sarebbe arrivata in materia di lotta agli abusi sui minori. Una mossa simbolica e significativa che però Francesco ha respinto, rifiutando le dimissioni del porporato teutonico.

“Continua come tu proponi — ha replicato Bergoglio al cardinale Marx — ma come Arcivescovo di Monaco e Frisinga. E se sei tentato di pensare che, nel confermare la tua missione e nel non accettare la tua rinuncia, questo Vescovo di Roma (tuo fratello che ti ama) non ti capisca, pensa quello che ha provato Pietro davanti al Signore quando, a suo modo, gli presentò la sua rinuncia: ‘Stammi lontano che sono un peccatore’, e ascolta la risposta: ‘Pasci le mie pecore’. Con affetto fraterno”, ha chiosato il Papa. Sono parole al miele che ricompattano l’asse tra l’argentino ed il tedesco. Poi però la cronaca nazionale non ha potuto fare a meno di notare le riflessioni di Alberto Melloni, che dalle pagine di Repubblica ha elencato una serie di ragioni per cui questo “giugno”, per la Chiesa, sarebbe “nero”. E allora lo stupore generale ha prevalso. Perché il professor Melloni, in ottica di “schieramenti vaticani”, è spesso stato considerato un “bergogliano”.

Melloni, che più di qualche commentatore ha associato giustamente alla “Scuola di Bologna”, parte da un presupposto granitico, citando la “cristianità ineguagliata” di questo pontificato. L’articolo, nella sua interezza, può essere letto pure su IlSismografo. Poi però, dopo la premessa e citando il “caso Marx”, Melloni ha aggiunto pure quanto segue: “Dimettendosi per denunciare l’inerzia della Chiesa, (Marx, ndr) ha di fatto chiesto le dimissioni del Papa. Insegnando a Francesco come si “assume la colpa”, gli ha imputato impotenza in quei metodi spicci che, diventati l’unica cura dell’omertà sui crimini pedofili, non possono più discernere fra calunnie e denunce”. In pratica, il cardinale Reinhard Marx, invece che propiziare un’iniziativa simbolica conclusasi con il respingimento delle dimissioni, avrebbe domandato a Bergoglio di scendere dal soglio di Pietro. Il che — converrete — stupisce. Soprattutto perché la disamina non proviene da “destra”, ossia dal fronte che è stato accusato di aver osteggiato il papa regnante sin dai tempi del Sinodo sulla Famiglia.

Ma non finisce qui. Melloni ha presentato un elenco che va dalla riforma che potrebbe destrutturare le regole per le leadership cattoliche di movimenti chiave per la fase odierna (da Comunione e Liberazione a Sant’Egidio, passando per il Rinnovamento nello Spirito e così via) al caso della “cacciata” di Enzo Bianchi sino ad altre questioni di stretta attualità. Sembrerebbe la mappatura di una crisi complessiva. La sinistra ecclesiastica sta mollando questo pontificato? Presto per dirlo. Come sempre la Chiesa non si presta a semplificazioni politologiche. Però un segnale c’è stato.

(Fonte: Il Giornale)


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