La Chiesa Sacra e la “chiesa” secolare

C’è una Chiesa Cattolica sacra, ortodossa, e c’è una chiesa Cattolica mondana o secolare. La “chiesa” cattolica secolarizzata di oggi non è precisamente un parallelo, né un surrogato di istituzione religiosa. Questa chiesa secolare è una perversione profana, una caricatura sacrilega, che tenta non solo di sostituire la Chiesa di Cristo ma di “santificare” il pansessualismo, il poliamore, il neopelagianesimo, il socialismo e il sincretismo. È la pula in mezzo al grano.

di James H. Toner (08-02-2021)

Oggi c’è una Chiesa Cattolica sacra, ortodossa, e c’è una chiesa Cattolica mondana o secolare. La “chiesa” cattolica secolarizzata di oggi non è precisamente un parallelo, né un surrogato di istituzione religiosa. Questa chiesa secolare è una perversione profana, una caricatura sacrilega, che tenta non solo di sostituire la Chiesa di Cristo ma di “santificare” il pansessualismo, il poliamore, il neopelagianesimo, il socialismo e il sincretismo. È la pula in mezzo al grano.

È, infatti, un “falso”: una versione inferiore, anche se superficialmente simile, della “cosa vera”. Come lo specioso argomento dell’abito senza cuciture, che apparentemente permette ai finti politici cattolici di sostenere l’aborto a causa delle loro posizioni progressiste su altre questioni, la chiesa secolare offre anche una sorta di copertura: i cattolici moralmente imbarazzati dalla loro fede o preoccupati di perdere favore o prestigio promuovendo e praticando l’insegnamento cattolico ortodosso possono trovare rifugio nella chiesa secolarizzata “dottrinalmente progressista”, dove ci sarà la Santa Comunione e sermoni pieni di cose insipide per tutti.

A un certo punto, San Paolo, disgustato dalla rapida adulterazione (cfr. Gal 1, 6) del vero insegnamento e dalla conseguente venalità dilagante del giorno, ordinò a Timoteo di prendere misure appropriate:

“Alcune persone… insegnano false dottrine, e tu devi ordinare loro di smettere… Vogliono essere maestri della legge di Dio, ma non comprendono le loro stesse parole né gli argomenti di cui parlano con tanta sicurezza” (1Tm 1, 3, 7 GNB).

Ai nostri giorni, molti falsi maestri si sono insinuati tra noi, “persone che distorcono il messaggio sulla grazia del nostro Dio per giustificare i loro modi immorali, e che rifiutano Gesù Cristo” (Gda 4). San Giuda condanna con forza tutti i tentativi deliberati di distorcere l’insegnamento morale che cercano malevolmente di giustificare “l’immoralità sessuale e la perversione”. Il risultato è che “essi soffrono la punizione del fuoco eterno come chiaro avvertimento per tutti” (Gda 7; cfr. Ap 21, 8).

Per maestro, intendiamo sia coloro che sono incaricati di preservare e promulgare il Vangelo (sia ordinati che laici) sia i cosiddetti cattolici che guidano la nostra società. Questi sedicenti cattolici dovrebbero fondare i loro giudizi politici sulla legge morale naturale, piuttosto che sul mero vantaggio personale o sulla brama di potere. Elencare i falsi prelati, sacerdoti, professori, opinionisti e politici — enumerare tutti coloro a cui “dobbiamo ordinare di smettere” — richiederebbe decine di pagine. Considerate l’attualità di Malachia: “Ma ora voi sacerdoti vi siete allontanati dalla retta via. Il vostro insegnamento ha indotto molti a sbagliare” (2, 8).

Sono sorte intorno a noi, nella Chiesa stessa e nelle imprese ausiliarie della Chiesa cattolica (come l’educazione cattolica, le pubblicazioni diocesane, le agenzie di carità e gli onnipresenti comitati per la liturgia) tali adulterazioni della dottrina e la conseguente pervasiva venalità che, in troppi luoghi, ora abbiamo un corpo ecclesiastico simulacro. Questo corpo ci dice ciò che abbiamo orecchie pruriginose per sentire; si adegua alle mode, alle tendenze e alle fantasie del giorno; approva le menzogne, le eresie e gli ignes fatui del nostro tempo; e nega la giustizia divina che dà ad ogni persona ciò che gli spetta (Rm 2, 6)

Qui, quindi, sarà un – se non il – problema critico negli anni immediatamente a venire: chi sono i veri cattolici? È facile, anche se spaventoso, trovare la portata di questa calamità. Ci sono innumerevoli parrocchie cattoliche in cui gli omilisti non predicheranno mai la verità cattolica su questioni morali come l’omosessualità, il transgenderismo, o anche l’aborto o l’eutanasia (cfr. Lam 2, 14). Ci sono innumerevoli college che si definiscono “cattolici”, ma che impiegano docenti il cui insegnamento è in guerra con il deposito della fede. Ci sono innumerevoli vescovi che non sono disposti a rischiare la loro popolarità personale o la loro posizione sociale insegnando, governando o anche santificando in modo ortodosso.

E molto di questo lo abbiamo fatto a noi stessi, alla Pogo (“Abbiamo incontrato il nemico, ed egli è noi”). Non per niente il Vangelo ci avverte che “I peggiori nemici di un uomo saranno i membri della sua stessa casa” – o diocesi (Mt 10, 36; cfr. Sal 55, 12-14). Così abbiamo lo scandaloso rimprovero del cardinale Cupich alla dichiarazione dilatoria dell’USCCB (Conferenza Episcopale USA, ndr) in occasione dell’inaugurazione di Biden. Evidentemente, Cupich è scioccato — scioccato! — che la dichiarazione (dell’arciv. Gomez, ndr) ci ricordi che “siamo prima di tutto cattolici”.

Nella chiesa secolarizzata, i partecipanti non sentiranno nulla che disturbi le loro coscienze già permissive riguardo all’autentica dottrina morale. La speciosa predicazione lì esalta la privacy della coscienza, radicata in una teologia spiritualmente sediziosa e permissiva che celebra una libertà fraudolenta. I partecipanti non incontreranno nessun sacerdote che li preoccupi sul peccato e sulla salvezza (cfr. Ez 33, 7-9), e non avranno a che fare con nessuno che ponga difficili domande etiche sulla legislazione attuale o sulla politica pubblica. Eppure affermeranno ancora imperiosamente di essere devoti, assicurandosi che essi, come Edward Kennedy (nella foto), riceveranno messe funebri apparentemente cattoliche e sepoltura in terra consacrata dopo fulgidi elogi. Si tratta, naturalmente, di un’illusione satanica, perché Dio non si fa beffe (Gal 6, 7).

La lista dei famosi falsi cattolici non è solo lunga; essa costituisce ormai una maggioranza di credenti che, per cinquant’anni, hanno sentito poco altro che una proclamazione teologicamente devitalizzata e moralmente sradicata della fede che ci viene dagli apostoli. Molte di queste persone sono, naturalmente, malvagie; altre, tuttavia, sono in realtà persone ben intenzionate ma totalmente ignoranti teologicamente, o moralmente indolenti. Il risultato è che la nostra terra è “piena di idoli” (Is 2, 8).

Ora abbiamo un presidente (Biden, ndr) che è cattolico per battesimo. Abbiamo sei giudici [alla Corte Suprema, ndr] (Roberts, Alito, Thomas, Sotomayor, Kavanaugh e Barrett) che si professano cattolici (e Gorsuch è stato “cresciuto cattolico”). Circa il 30% del Congresso è cattolico (come circa il 21% dei cattolici adulti). Dovremmo quindi aspettarci che la politica pubblica sia veramente fondata su principi morali cattolici duraturi? Se voi rispondete correttamente “no”, allora capite l’influenza nefasta e il potere pervasivo della chiesa secolarizzata, che è una minaccia incombente come non ne abbiamo mai viste prima. È massiccia, con tentacoli che raggiungono ogni diocesi, ogni collegio e seminario cattolico, e quasi ogni strumento catechistico esistente. Ora cerca di ridefinire sia chi sono i cattolici legittimi sia che cosa sia l’ortodossia — e la sua ridefinizione è debosciata.

La chiesa secolarizzata tradisce il cattolicesimo. I suoi preti e prelati desiderano l’approvazione dell’élite del potere, non di Dio (cfr. Gv 12, 43). La sua dottrina è di questo mondo (per esempio, il “cambiamento climatico”), con pochissima preoccupazione per la salvezza delle anime (niente inferno – nessuna preoccupazione!), e preoccupata principalmente, se non esclusivamente, di uno spirito metastatizzato di giustizia sociale e “liberazione”, dimenticando completamente il monito della Evangelii Nuntiandi (1975, n. 32):

[Coloro che desiderano impegnare la Chiesa nella giustizia sociale e nella liberazione] hanno spesso la tentazione di ridurre la sua missione alle dimensioni di un progetto semplicemente temporale; i suoi compiti a un disegno antropologico; la salvezza, di cui essa è messaggera e sacramento, a un benessere materiale; la sua attività, trascurando ogni preoccupazione spirituale e religiosa, a iniziative di ordine politico o sociale. Ma se così fosse, la Chiesa perderebbe la sua significazione fondamentale. Il suo messaggio di liberazione non avrebbe più alcuna originalità e finirebbe facilmente per essere accaparrato e manipolato da sistemi ideologici e da partiti politici.

Possiamo immaginare che il messaggio salvifico della Chiesa una, santa, cattolica e apostolica di Cristo possa essere “aperto alla monopolizzazione e alla manipolazione da parte di… partiti politici?” Non è esattamente quello che è successo? Non è forse questa la storia dell’ascesa della chiesa secolarizzata, che ci dice tutto ciò che gli ideologi socialisti dominanti vogliono ed esigono di sentire? Non è esattamente questo il cammino verso la perdizione che abbiamo scelto accettando le sirene teologiche di una chiesa secolare, dove non c’è dolore ma solo allegria; dove non c’è nessun avvertimento sul peccato, ma solo pubblicità per il piacere; dove non c’è un inferno finale, ma solo un paradiso politicizzato; e dove la fede religiosa nel nostro Dio benevolo si dissolve in una fiducia ossequiosa nel nostro governo onnipotente?

E molti, moltissimi, vescovi e sacerdoti si congratulano, lodano o condonano questa farsa con la loro partecipazione attiva o con il loro silenzio consensuale. Nell’approvare amorevolmente la chiesa contraffatta, essi tradiscono nostro Signore con un bacio.

Nella nostra ricerca di avere una religione vacua, insipida e puerile (ma con musica allegra e omelie felici), che ci permetta di fare tutto ciò che vogliamo, abbiamo fatto a noi stessi ciò che nessun aspirante conquistatore, fino ad oggi, è mai riuscito a fare: renderci completamente stupidi con il narcotico di una religione caricaturale insipida, incompetente e iniqua. Siamo idolatri, volontariamente e con piacere imprigionati dalle conquiste narcisistiche.

Che tale idolatria porti alla rovina, non lo capiamo; né ci interessa (Sal 115, 8; 135, 18; Sap 14, 27):

“Fuori dalla città [di Dio] ci sono i perversi e coloro che praticano la magia, gli immorali e gli assassini, coloro che adorano gli idoli e coloro che sono bugiardi sia in parole che in opere” (Ap 22, 15; cfr. Mt 8, 12).

Marx aveva ragione, dopo tutto: la religione secolarizzata è diventata l’oppio dei popoli (cattolici).

Eppure, ci sono quelli — ci saranno sempre quelli, perché abbiamo la Sua indefettibile promessa — che dicono, con il giudizioso Richard Hooker (1554-1600): “I posteri sappiano che non abbiamo permesso che le cose passassero come in un sogno”.

Nonostante l’apostasia che ci circonda, crediamo anche noi nella dolce profezia della Madonna:

“Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà”.

(fonte: crisismagazine.com; traduzione: sabinopaciolla.com)

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