Steve Skojec: l’Amoris Laetitia, l’esortazione malvagia che non morirà mai

Quest’articolo del giornalista americano Steve Skojec, tradotto Vincenzo Fedele per il blog Stilum Curiae di Marco Tosatti, contiene espressioni forti che non condividiamo in toto, però non pare sembra giusto edulcorare o minimizzare, per non tradire l’intento dell’autore; ed è anche importante sapere cosa scrivono e cosa pensano dall’altra sponda dell’oceano.

di Steve Skojec (28-12-2020)

Papa Francesco ha annunciato che a partire dal 19 marzo 2021, un intero anno sarà dedicato alla “Famiglia Amoris Laetitia” (qualunque cosa questo significhi):

Nel suo discorso all’Angelus del 27 dicembre, festa della Sacra Famiglia, il Papa ha osservato che il 19 marzo 2021 saranno trascorsi cinque anni dalla firma di Amoris laetitia promulgata a seguito dei sinodi sulla famiglia del 2014 e 2015.

Ha detto: “La festa di oggi ci ricorda l’esempio dell’evangelizzazione famigliare, riproponendoci l’ideale dell’amore coniugale e familiare, come sottolineato dall’esortazione apostolica Amoris laetitia, promulgata il 19 marzo di cinque anni fa. Sarà un anno di riflessione su Amoris laetitia e sarà l’occasione per approfondire i contenuti del documento. Le riflessioni che ne scaturiranno saranno messe a disposizione delle comunità ecclesiali e delle famiglie, per accompagnarle nel loro cammino ”.

“Fin da adesso invito tutti a prendere parte alle iniziative che verranno promosse durante l’Anno e che saranno coordinate dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. Affidiamo questo viaggio, in unione con le famiglie di tutto il mondo, alla Sacra Famiglia di Nazareth, in particolare a San Giuseppe, il devoto sposo e padre ”.

Se fai una ricerca su 1P5 per la frase “Amoris Laetitia”, otterrai 493 risultati univoci. È un numero impressionante per una piccola pubblicazione come la nostra, e sottolinea l’importanza di quel documento.

Più di ogni altro aspetto all’ordine del giorno dell’attuale pontificato, il gigantesco cavallo di Troia di questa esortazione apostolica post-sinodale è stato il Magnum Opus di quello che probabilmente sarà visto come il pontificato teologicamente più disastroso nei 2000 anni di storia della Chiesa. (Dico “probabilmente” perché Paolo VI dà del filo da torcere a Francesco in questa gara. Ma poi Francesco ha “canonizzato” Paolo VI, così in un certo senso è riuscito a fare un compendio di tutti gli orribili danni che quest’ultimo ha fatto e ad offrirlo in emulazione e venerazione ai fedeli.)

Fu la proposta del cardinale Kasper nel concistoro del febbraio 2014 ad aprire le porte ai divorziati risposati per ricevere la Santa Comunione – proposta adottata e promossa da Francesco – che pose le basi per il disastroso programma di “riforma” che è proseguito nei successivi sette anni.

È stato questo, per molti aspetti, a mettere in moto gli ingranaggi per la creazione di questo sito web.

Sempre, fin dall’inizio del suo pontificato, tra i suoi vari attacchi alla dottrina e alla prassi tradizionali, sono stati tre i pilastri della vita cattolica ad essere sotto il fuoco del papa per nostro castigo: il matrimonio e la famiglia, il sacerdozio e l’Eucaristia.

Posso indicare diverse ragioni per affermare che gli ultimi due sono nel suo mirino, ma per brevità – e poiché Suor Lucia di Fatima ha avvertito che gli attacchi al matrimonio e alla famiglia sarebbero stati gli assalti finali nella battaglia del diavolo contro Nostro Signore, permettetemi di concentrarmi qui solo sul primo punto.

Dai commenti sui cattolici che si accoppiano come conigli all’avallo ostentato della contraccezione da parte del papa di fronte al virus Zika, alla sua amicizia pubblica ed alla lode della più conosciuta e famigerata abortista Italiana, alla consegna della tribuna del Vaticano agli ideologi degli orribili metodi di controllo della popolazione come Paul Ehrlich e Jeffrey Sachs, alla promozione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite a favore dell’aborto sino allo sventramento e contraffazione della Pontificia Accademia per la Vita che diviene, con la nuova dirigenza, pro-aborto, pro-contraccezione e apertamente omosessualista, Francesco ha brandito e bastonato la vita e le questioni familiari come nessuno avrebbe mai immaginato che un Romano Pontefice avrebbe mai potuto fare. Fin dal suo inizio ha fatto commenti per sottolineare che la Chiesa si è focalizzata troppo su questi temi:

“Non possiamo insistere solo su questioni legate all’aborto, al matrimonio gay e all’uso di metodi contraccettivi. Non è possibile. Non ho parlato molto di queste cose e sono stato rimproverato per questo. Ma quando parliamo di questi problemi, dobbiamo parlarne all’interno di un contesto. L’insegnamento della chiesa, del resto, è chiaro e io sono un figlio della chiesa, ma non è necessario parlare sempre di questi problemi.

“Gli insegnamenti dogmatici e morali della chiesa non sono tutti equivalenti. Il ministero pastorale della Chiesa non può essere ossessionato dalla trasmissione di una molteplicità di dottrine da imporre con insistenza in modo incoerente”.

Sono stati commenti come questi che hanno portato allo sfruttamento del pensiero del papa da parte dei nemici Della Chiesa da vecchia data come questo:

(Nota di traduttore – all’articolo è allegato un post che recita: CARO PAPA FRANCESCO GRAZIE – cui segue :FIRMATO DONNE PER LA SCELTA OVUNQUE ed in basso compare il simbolino dell’associazione NARAL, fra cui primeggia anche la futura vice Presidente degli Stati Uniti Kamala Harris che i lettori di Stilum Curiae conoscono bene).

Ma era Amoris Laetitia che sembrava essere la punta di lancia nel suo assalto alla famiglia. Perché è stato attraverso questo documento che ha effettivamente ridefinito la famiglia – al di fuori della concezione cattolica e di ciò che Dio ha progettato che fosse – ed ha sostanzialmente eliminato il peccato di adulterio (anzi addirittura lo promuove!) Sulla base di qualche ammiccamento ondivago in un contesto complicato. (Nel trattato ha lasciato l’Eucaristia esposta al sacrilegio; ma non possiamo dimenticare nemmeno le anime danneggiate da tale sacrilegio approvato dal papa.)

Papa Francesco si è già accertato che conoscessimo la sua posizione; inserendo negli atti ufficiali della Santa Sede la sua lettera, dove elogia i vescovi argentini per aver creato le linee guida di Amoris Laetitia che consentono a coloro che vivono in adulterio di ricevere la Comunione, stava pubblicamente facendo una grossa pernacchia a chiunque cercasse di fare i salti mortali per provare a dare un’interpretazione ortodossa del suo documento. Usando due mani per aumentarne la sonorità.

Conosciamo gli sforzi fatti per rispondere. Sappiamo dei Dubia, che ha visto due dei quattro cardinali – gli unici quattro in tutta la Chiesa abbastanza coraggiosi da alzare la voce, differenziandosi dai sommessi e privati piagnucolii! – morire aspettando un’udienza con il papa anche solo per discuterne. (Abbiamo anche visto i cardinali rimasti in vita rinunciare alla promessa correzione formale del papa, forse comprendendo l’inutilità di un simile gesto).

Abbiamo visto un documento redatto da 45 teologi internazionali e da studiosi cattolici che elencava scrupolosamente le censure teologiche contro le proposizioni all’interno di Amoris Laetitia. Documento inviato al collegio cardinalizio con il solo risultato di essere completamente ignorato.

Abbiamo visto una petizione con 800.000 firme (di cui 200 sacerdoti cattolici) che chiedeva al papa di riaffermare la dottrina tradizionale sul matrimonio, trattata come se non esistesse.

Ci sono state molte altre iniziative, analisi e commenti simili. Troppe per poterle elencare qui.

Uno dei principali filosofi cattolici del mondo, il defunto Robert Spaemann, disse senza mezzi termini che Amoris Laetitia avrebbe “diviso la Chiesa” – e “il papa avrebbe dovuto saperlo” che è esattamente quello che sarebbe accaduto. (Poi di nuovo, Francesco ha ammesso che potrebbe passare alla storia come colui che divide la Chiesa, quindi forse lo ha fatto in piena coscienza – e, in ogni caso, lo ha fatto comunque).

Un altro eminente filosofo cattolico, Josef Seifert, ha descritto il potenziale effetto del documento come “una bomba atomica teologico-morale che minaccia di abbattere l’intero edificio morale dei 10 comandamenti e della dottrina morale cattolica“.

E stiamo acquisendo un intero anno per festeggiarlo .

Un. Intero. Anno.

Sembra che abbiamo un papa che disprezza i fedeli, svilisce la fede cattolica e con molta probabilità odia realmente Dio stesso – o almeno, i suoi insegnamenti, come dati ai suoi figli sia dalla Scrittura che dalla Tradizione. Un papa con una tale enigmatica arroganza da pensare di poter rifare la Chiesa a propria immagine. Ed eccolo, ancora una volta, che ci mostra metaforicamente il dito medio, con entrambe le mani, perché sa che non c’è niente che possiamo fare per fermarlo.

Molti di noi sono migliorati nell’ignorarlo, è vero, ed in tanti ignoreremo questo ulteriore schiaffo papale come ne abbiamo ignorato tanti altri. Ma questo non lo rende più accettabile, come non è facile accettare di estraniarsi dal contesto, uscirne e non leggere più notizie cattoliche.

E a dispetto delle voci ricorrenti sulle sue imminenti dimissioni, siamo onesti su ciò che sappiamo: l’uomo ama il potere e ama fin troppo il suono della sua stessa voce. È altamente improbabile che stia pianificando di lasciare l’incarico che la sua implacabile ambizione gli ha permesso di raggiungere e, ora che finalmente ce l’ha, svanire silenziosamente nell’oscurità.

Sappiamo anche che, qualora finalmente andasse via, ha ammucchiato un bel po di suoi Cardinali nel mazzo del sacro collegio; probabilmente avremo un successore ideologico che la pensa allo stesso modo, anche se più giovane e forse un po’ più discreto, rendendolo molto più pericoloso.

Ma poi, di nuovo, “non” sappiamo cosa porterà effettivamente il 2021. Chi avrebbe potuto prevedere l’arrivo di questo 2020? Le probabilità dicono che sarà un altro anno selvaggio. Allacciamo le cinture.

(Fonte: OnePeterFive; traduzione: StilumCuriae)

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