Omoeresia, stupidario clericale

Dopo le parole di papa Francesco di sostegno alle unioni civili omosessuali, grande è la confusione sotto il cielo.

di Sabino Paciolla (02-11-2020)

Dopo le parole dette dal Papa nel docufilm Francesco, che sostengono le unioni civili omosessuali, per le quali dice di essersi battuto, come era prevedibile, la confusione nella Chiesa sta facendo passi da gigante. Gli esiti nefasti di questa babele non potranno che abbattersi rovinosamente sul popolo dei fedeli, in particolare su coloro che sono i più semplici, su coloro cioè che non hanno i mezzi o gli attrezzi culturali per capire certe sottigliezze.

A tal proposito, in questi giorni sono tanti gli episodi che destano molta preoccupazione.

Cominciamo con l’arcivescovo Bernard A. Hebda di Saint Paul and Minneapolis, Minnesota, USA, il quale ha emesso un breve comunicato che fa strabuzzare gli occhi. Ve lo riporto nella mia traduzione:

«Le osservazioni di Papa Francesco che danno un sostegno qualificato alle unioni civili di coppie dello stesso sesso non sono le sue prime come Papa. Pur affermando l’insegnamento della Chiesa che il matrimonio può essere solo tra un uomo e una donna (Intervista 2019), egli, insieme ad altri che difendono il matrimonio tradizionale, ha mostrato apertura alle unioni civili come una sorta di via di mezzo che permetterebbe alle persone dello stesso sesso in relazioni di lungo termine di avere benefici legali senza una ridefinizione civile del matrimonio stesso. Mentre l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio è chiaro e irreformabile, il confronto deve continuare sui modi migliori per portare grande rispetto alla dignità di coloro che hanno relazioni omosessuali in modo che non siano soggetti ad alcuna ingiusta discriminazione (Catechismo della Chiesa Cattolica 2358). Il Papa sembra sottolineare che siamo chiamati a trovare il modo di estendere il vero senso della famiglia a coloro che si trovano ai margini, affinché possano sperimentare la sicurezza dell’appartenenza e la gioia di incontrare la misericordia di Gesù Cristo che cambia la vita». (grassetto mio)

Ora, che si debba portare rispetto per la dignità delle singole persone che sperimentano una attrazione per lo stesso sesso, come per qualsiasi altra persona, proprio in quanto persona, è assolutamente fuor di dubbio. Altra cosa è parlare di relazioni omosessuali. E che siano di breve o lungo termine non fa alcuna differenza. Sempre di atti “intrinsecamente disordinati”, come li definisce il Catechismo al 2357, si tratta. Questo sembra sfuggire ad alcuni parroci, vescovi e pure cardinali.

Ma la cosa raccapricciante è che un vescovo della Chiesa cattolica, facendo leva sulle parole di Papa Francesco, parli di “trovare il modo di estendere il vero senso della famiglia”. E che significa? Non sa forse che la famiglia naturale è una sola, ed è quella formata da un uomo ed una donna, che formano una unione naturale e sacramentale nel matrimonio, aperta alla vita, disegnata sapientemente da Dio creatore nostro Padre? Ogni nostra altra “estensione” del senso della famiglia finalizzata ad includere le coppie omosessuali si rivela frutto di ideologia che, come tutte le ideologie, è fonte di violenza perché priva i figli, per sempre, di una delle due figure genitoriali, la mamma o il papà, cui hanno diritto. Per un bambino a cui venga negata per sempre la figura della mamma o del papà si potrà mai parlare di “vero senso della famiglia”?

Questo concetto dovrebbe essere chiaro a chiunque, in particolare quando si tratti di un vescovo. Eppure sembra che non sia così.

Ma continuiamo.

Le unioni civili non sono altro che una versione “latte scremato” del matrimonio

Alla voce del vescovo, si aggiunge quella del gesuita P. James Martin che, come noto, è molto stimato da Papa Francesco.

P. Martin e Alphonso David, capo della più potente lobby americana del mondo LGBT, la Human Rights Campaign, hanno vergato un editoriale su Religion News Service in cui, tra le altre cose, scrivono:

«In un passo significativo per la Chiesa cattolica, Papa Francesco ha segnalato il suo sostegno alle unioni civili per le coppie dello stesso sesso in un documentario uscito la settimana scorsa. Questa è la prima volta che Papa Francesco ha riconosciuto così chiaramente e pubblicamente il valore delle protezioni legali civili per le coppie dello stesso sesso».

E poi:

«Come arcivescovo di Buenos Aires, Francesco (allora Jorge Mario Bergoglio) fece dichiarazioni simili in privato. Più tardi, come papa, ha menzionato queste protezioni legali in modo sottile nei libri, nelle interviste e nelle conferenze stampa, ma mai in modo così chiaro come nel nuovo documentario “Francesco”, che include commenti sulle unioni civili tratti da un’intervista a una giornalista messicana dell’anno scorso».

E ancora:

«Molte persone LGBTQ oggi sarebbero d’accordo con il famoso commento del giudice Ruth Bader Ginsburg (icona liberal, abortista, deceduta da poco e qualche giorno fa sostituita dalla cattolica pro-life Amy Coney Barrett, ndr) che le unioni civili non sono altro che una versione “latte scremato” del matrimonio. Ma, per quanto piccolo, questo passo del papa aiuta a stabilire un terreno comune tra il movimento LGBTQ e la chiesa, per quanto tenue».

Proseguono:

«Il sostegno alla protezione civile [di Papa Francesco] non è altro che un’estensione del suo ministero pastorale generale alle persone LGBTQ, che sta cercando di conciliare l’insegnamento della Chiesa sulla dignità umana e la non discriminazione con la pratica della Chiesa».

E infine, dopo aver detto che “Vale la pena notare che questo è il primo papa in assoluto ad usare pubblicamente la parola ‘gay’”, i due concludono:

«… il movimento LGBTQ e il Papa possono trovare un terreno comune. I leader all’interno di tutte le chiese e nella piazza pubblica possono vedere nelle parole di Francesco un invito a difendere i diritti e la dignità della comunità LGBTQ…».

Come si vede, il padre gesuita si associa con una delle potenze del mondo LGBT per sostenere la normalizzazione dell’omosessualità e del transgenderismo all’interno della Chiesa. In questa sua “missione” trova molto gradite e utili alla sua causa le parole del Papa. P. Martin è colui che alla espressione di tristezza di un omosessuale che al momento dello scambio della pace durante la celebrazione della messa trovava difficile abbracciarsi e baciarsi con il suo compagno come fanno gli altri, risponde: “Spero che tra dieci anni riuscirai a baciare il tuo partner o, lo sai, presto anche tuo marito. Perché no?”.

P. James Martin è anche colui che ha pregato per la vittoria di Biden e Kamala Harris alla convention democratica per la sfida contro Trump e Pence. Joe Biden, che si dichiara cattolico, è favorevole e acceso sostenitore dell’aborto fino al nono mese. Mentre Kamala Harris è campione di settarismo anticattolico. Per inciso, Biden è anche colui che si è vantato di aver ricevuto in precedenza la Comunione da Papa Francesco quando gli è stata negata da uno sconosciuto giovane sacerdote a causa del suo sostegno all’aborto. Inoltre, qualche giorno fa, proprio per guadagnarsi i voti dei cattolici, ha detto che la sua carriera politica giocato la carta del Papa citando Fratelli tutti, l’ultima enciclica. Biden ha detto: “Pensando al futuro, in certi giorni le domande devono essere: “A che scopo? Verso dove sto puntando realmente?”.… Francesco ha fatto domande cui chiunque cerca di guidare questa grande Nazione dovrebbe rispondere”.

(Fonte: Il Blog di Sabino Paciolla)



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Un pensiero riguardo “Omoeresia, stupidario clericale

  1. Mi spiace doverlo dire, ma i migliori collaborari, a tanta voluta “confusione” ecclesiale, che altro non è che svergognato intento di distruzione della Fede nella Dottrina Cattolica, sono proprio quelli che si ostinano a volerlo chiamare “papa”…

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