La fede al tempo del Coronavirus/24

Sentita l’omelia del Papa, anche il quotidiano dei vescovi italiani vira e spiega che la Messa è ben più di una “manifestazione pubblica”, dopo settimane di «si può pregare anche a casa». Ma se si vuole davvero, non c’è bisogno di aspettare il 4 maggio ed eventuali concessioni del governo (Riccardo Cascioli, Messe, adesso sì: il clericalismo di Avvenire, La Nuova BQ, 19-04-2020).

La polizia spagnola ha interrotto alcune Messe illegalmente perché il Regio Decreto permette il culto pubblico (a differenza che in Italia). Ma lo stato di allarme per il Coronavirus ha creato una situazione ottima per la “rivoluzione” bolivariana di Podemos al governo. E la sensazione collettiva di “chiese chiuse” data dai vescovi (salvo eccezioni) ha fatto il resto (Carmelo Lopez Arias, Anche in Spagna polizia in chiesa. E i vescovi hanno colpe, La Nuova BQ, 19-04-2020).

Parroci multati in processione, Messe interrotte, fedeli segnalati, preti sanzionati: almeno 40 casi sotto la lente ai quali si aggiungono molti episodi che non sono finiti sui giornali. Ora per loro c’è un pool di avvocati che sta studiando una class action. «In tutti i casi è un abuso: le violazioni sono inesistenti. Al parroco di Rocca Imperiale abbiamo detto di non pagare». Ecco perché la “polizia religiosa” ha compresso la libertà di culto (Andrea Zambrano, Messe interrotte e preti multati: parte la class action, La Nuova BQ, 18-04-2020).

La carità al tempo del Coronavirus

 

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