La fede al tempo del Coronavirus/21

Intervista al parroco multato per la processione con il Crocifisso: «Un atto di benedizione sulla città, con me solo un aiutante a distanza, eppure i carabinieri mi hanno sfilato i documenti e fatto una ammenda da 400€», dice don Domenico Cirigliano, parroco a Rocca Imperiale. «Il sindaco mi ha intimato una quarantena di 14 giorni. Ma la multa non la pago, vogliono punire la Chiesa». Parroci sanzionati, altri “graziati”: diritto di culto a rischio tra anarchia e persecuzione (Andrea Zambrano, “Io multato per aver benedetto la città, ma non pagherò: vogliono punire la Chiesa”, La Nuova BQ, 04-04-2020).

Il decreto legge del 25 marzo e la Nota del ministero dell’Interno sulla possibilità di recarsi in chiesa violano gravemente la libertà religiosa e di culto. Lo scrive l’associazione “Avvocatura in missione” in una lettera al presidente della CEI, in cui si spronano i vescovi a difendere la libertà della Chiesa («La CEI esiga dal governo il libero accesso alle chiese», La Nuova BQ, 04-04-2020).

La crisi sanitaria attuale fa emergere con chiarezza la divisione e l’incomunicabilità tra il credente e l’ateo (anche se va a Messa). In tempi di pericolo, il primo vuole le chiese aperte e l’altro le vuole chiuse (Rino Cammilleri, Il coronavirus divide il mondo tra atei e credenti, La Nuova BQ, 04-04-2020).

La carità al tempo del Coronavirus

 

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