Assemblamenti? E allora denunciate il vescovo Delpini

L’arcivescovo di Milano Delpini ha benedetto i locali del nuovo ospedale per malati di Covid-19 realizzato nella Fiera di Milano, alla presenza del governatore della Lombardia e di un centinaio di lavoratori e volontari, come si vede dalla foto. Se è possibile questo assembramento, perché vietare le messe con 10-15 persone?

di Riccardo Cascioli (01-04-2020)

Bene, allora adesso denunciate anche l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, e il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. Motivo? Reato di assembramento. Se a Giulianova sono stati denunciati parroco e sindaco per l’affidamento della città a Maria in una chiesa in cui erano in tutto 12 persone ben distanziate, che dire della benedizione nel nuovo ospedale per melati di Covid-19 realizzato in tempi record alla Fiera di Milano?

La benedizione di mons. Delpini in Fiera a MilanoLa fotografia è più che eloquente. Ci sono un centinaio di persone radunate davanti a monsignor Delpini, senza troppi problemi di “rarefazione sociale” (per dirla con i termini ufficiali della burocrazia di stato). Quindi siate coerenti: denunciate anche l’arcivescovo di Milano e il governatore della Lombardia. Ovviamente è una provocazione, perché c’è un’alternativa più ragionevole, smetterla con questa ipocrisia.

Nessuno chiede il diritto di assembramento, sarebbe irresponsabile. Ma le messe a numero chiuso, per poter rispettare le distanze di sicurezza, sarebbero tranquillamente possibili senza mettere a rischio la salute di alcuno. Certamente meno rischiose delle visite al supermercato, e infinitamente meno rischiose delle benedizioni di nuovi ospedali.

L’arcivescovo Delpini non ha avuto problemi a trovarsi con un centinaio di lavoratori, perché allora proibisce messe con 10-15 persone in chiese che potrebbero contenerne 20 o 30 volte tanto? Perché tante storie per le messe feriali? Perché è diventato mission impossibile confessarsi, pur con tutte le cautele del caso? Non si tirino in ballo le norme emanate dal governo, la decisione di sospendere le messe è dei vescovi che hanno voluto interpretare nel senso più restrittivo delle indicazioni generiche. E non hanno neanche la forza di contestare la Nota del ministero dell’Interno che limita l’accesso alle chiese e non riconosce la libertà di culto.

Almeno questa foto rende tutto più chiaro.

(Fonte: LaNuovaBQ)

La carità al tempo del Coronavirus

 

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