La fede al tempo del Coronavirus/15

Siamo in balia della paura e del panico, allora dobbiamo cercare di comprendere il linguaggio di Dio, domandargli con cuore disponibile e umile: Signore, cosa vuoi che faccia? Facciamo una cosa vantaggiosa: facciamo voti. Dio sta parlando in modo eloquente: siamo chiusi in casa? Allora facciamo voto di dedicarGli più tempo alla domenica. Siamo privati delle Messe? Facciamo voto di tornare a delle celebrazioni senza la superbia di noi stessi (Luisella Scrosati, “Signore, così è dura, cosa vuoi che faccia? Farò un voto”, La Nuova BQ, 21-03-2020).

Indulgenza plenaria ai fedeli affetti da Coronavirus, ai familiari e ai medici che li curano. E se si è nell’impossibilità di ricevere l’assoluzione, vale il votum sacramentum, un atto di contrizione con promessa di accostarsi al Sacramento non appena sarà possibile. Indulgenza anche a chiunque offrirà preghiere per la fine del Coronavirus (Nico Spuntoni, Indulgenza e assoluzione: la Confessione si adegua al Covid-19, La Nuova BQ, 21-03-2020).

Tra le vittime del coronavirus non c’è solo un’economia a tutti gli effetti paralizzata, ma anche un sistema sanitario che, essendo al collasso, è costretto a rimandare non solo gli interventi chirurgici, ma addirittura le chemioterapie. E gli aborti? Per quale ragione le soppressioni prenatali possono continuare tranquillamente? Perché chi è intenzionato ad abortire vede soddisfatte le proprie istanze più di chi chiede solo cure? (Giuliano Guzzo, Per salvare vite blocchiamo tutto, ma non gli aborti, La Nuova BQ, 21-03-2020).

Una riflessione del vescovo Athanasius Schneider sull’inaudito divieto ai fedeli di partecipare alla Messa, in nome di una “dittatura sanitaria” senza precedenti attraverso cui “i poteri di questo mondo hanno ora forzatamente separato i fedeli dai loro pastori”, i quali non hanno peraltro resistito, tranne rare eccezioni. Queste “tribolazioni”, afferma il vescovo ausiliare di Astana, porteranno “grandi benefici spirituali” a coloro che rimarranno fedeli e che comprenderanno l’assoluta centralità del sacrificio eucaristico proprio attraverso la privazione. Egli vede in essa una “purificazione” della Chiesa mediante un “intervento divino nell’attuale crisi senza precedenti della Chiesa” (Mons. Athanasius Schneider, “Noi ci gloriamo nelle tribolazioni”, OnePeter5, Chiesa e post-concilio).

La carità al tempo del Coronavirus

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