La fede al tempo del Coronavirus/11

Le calamità sono un invito alla conversione, un invito forte e affettuoso di Dio espresso in termini di profezia più che di comando, quasi a sottolineare che Dio nella sofferenza darà la grazia della conversione. Perché non applicare tutto questo all’attuale sofferenza indotta dal Coronavirus? Perché non riflettere sul fatto che un certo tipo di conversione non può non passare attraverso la sofferenza? Perché non valutare che è questo il vero “Andrà tutto bene” dei cristiani? Ecco quando la Scrittura ci viene in aiuto per calamità e conversioni (Padre Riccardo Barile OP, #Andràtuttobene solo se nella calamità ci convertiremo, La NuovaBQ, 18-03-2020).

In Spagna, 11 diocesi hanno deciso di mantenere le Messe con popolo. Merito del decreto del governo che non le ha sospese e della Conferenza episcopale che ha lasciato libertà ai singoli vescovi. Assicurare al popolo — pur con le accortezze del caso — il Sacrificio Eucaristico si può (Andrea Zambrano, Fede e salute: per quei vescovi la Messa non è finita, La NuovaBQ, 18-03-2020).

Si prova angoscia nel pensare a chi muore senza parenti e sacramenti, per via della mancanza di ausili e del divieto di far entrare i cappellani nei reparti. Ma la CEI richiama a fare tutto il possibile per amministrarli. Dove l’impedimento è invece oggettivo c’è un modo per aiutare i malati a vivere o morire in Dio. A questo proposito fu profetico Giussani: «Cristo è venerato e cercato e amato secondo la qualità del desiderio santo…Anche quando gli uomini ci lasceranno da soli» (Benedetta Frigerio, La CEI invita a dare i sacramenti, ma che fare se mancano?, La NuovaBQ, 18-03-2020).

Se guardiamo cosa sta succedendo attorno a noi ci accorgiamo che il bene comune si impone nuovamente come fine morale. Si tratta di riscoprire che la società ha dei fini che non si è data mediante una deliberazione umana. Questa epidemia ci divide fisicamente perché abbiamo paura del contagio reciproco, ma in un altro senso ci unisce verso un obiettivo comune, e questa è la funzione del bene comune: legare gli uomini tra loro in vista di un unico fine (Stefano Fontana, Toh! Il virus ci ha imposto il bene comune, La NuovaBQ, 18-03-2020).

Desolazione, dolore e lutto: sono questi i sentimenti, che dominano a Cremona, città posta quasi subito in prima linea in questa lotta titanica contro il microscopico Coronavirus, poiché qui, presso il locale Ospedale, sono giunti molti, moltissimi dei contagiati e dei malati provenienti dal vicino epicentro, collocato a livello nazionale a Codogno e Lodi (Mauro Faverzani, Dalla prima linea dell’epidemia, Corrispondenza Romana, 18-03-2020).

«Senza di me non potete far nulla» (Gv 15, 5) dice Gesù e questa è una verità che molti credenti, impauriti, stanno riscoprendo durante la pandemia del Covid-19, così come si riscopre l’importanza della preghiera, della recita del Santo Rosario o della coroncina della Divina Misericordia, come pure si rivitalizzano le antiche devozioni, alle quali nessuno pensava più di dover ricorrere pensando che le pestilenze appartenessero soltanto più al passato (Cristina Siccardi, La risposta della preghiera nell’epoca del Coronavirus, Corrispondenza Romana, 18-03-2020).

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