La fede al tempo del Coronavirus/10

Il blitz della polizia nella chiesa di Cerveteri e la totale assenza di reazioni da parte di Chiesa e istituzioni è un segnale allarmante su quella che ormai è la cultura dello “stato di emergenza”. In nome della lotta al coronavirus si tollerano veri e propri abusi di potere. Senza voler minimizzare la gravità della pandemia in atto, si deve però riconoscere che ci stiamo abituando a vivere in stato di emergenza: appena finirà l’epidemia in corso, ritorneremo all’emergenza climatica, dichiarata già dal nostro parlamento e da quello europeo. Un’altra paura su cui si governerà spingendo i paesi occidentali verso una nuova forma di totalitarismo (Riccardo Cascioli, Lo stato di emergenza non finirà con il coronavirus, La NuovaBQ, 17-03-2020).

Cambiare stile di vita ok, ma non se si tratta di convertirci. Eppure di motivi per correggere il tiro ce ne sarebbero: una Chiesa che ha adorato la Pachamama ora si ritrova San Pietro chiusa; si è banchettato nelle chiese e queste adesso sono senza Messa col popolo; si è pensato di dare la comunione a tutti e ora non la fa nessuno. Una purificazione di Dio porta con sé sempre la sua redenzione, ma, dato che ce lo dicono da 50 anni, forse è ora di cogliere i segni dei tempi (Andrea Zambrano, La purificazione al tempo del virus (e della Pachamama), La NuovaBQ, 17-09-2020).

Si sente dire che chi domanda che si tornino a celebrare le Messe, chi si reca in chiesa, cercando magari un sacerdote a cui chiedere confessione ed Eucarestia, è un egoista. Eppure, pensando a noi, alle persone care o più a rischio, ciò che fa più paura non è la morte ma il lasciare questo mondo terrorizzati e senza essere preparati. La morte non deve diventare un tabù per la Chiesa: di questa abbiamo bisogno di sentir parlare e della speranza nella vita eterna (Benedetta Frigerio, Morire pronti, è di questo che abbiamo bisogno, La NuovaBQ, 17-03-2020).

Questo Tempo del Virus svela alcune cose meno gioiose anche per i cristiani, fallimenti della nostra comune testimonianza nel corso degli anni. Come mai abbiamo così poco da dire nella forma della preghiera su queste cose? (Ephraim Radner, Il tempo del virus, First Things, Il Blog di Sabino Paciolla, 17-03-2020).

 

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