Il Papato schiaffeggiato dai papi…

La papolatria e l’irrisione all’istituzione del Papato oggi vanno di pari passo.

di Roberto de Mattei (03-01-2020)

Il 2020 si è aperto con uno sconcertante video di papa Francesco che ha fatto il giro del mondo. Non sono i tradizionali auguri del nuovo anno, ma alcune immagini di una scomposta reazione del Papa, avvenuta il 31 dicembre. dopo il tradizionale Te Deum, a piazza San Pietro. Nella prima scena Papa Francesco percuote una signora asiatica che gli aveva afferrato una mano. Nella seconda scena si vede lo sguardo iracondo del papa che si allontana dopo lo schiaffo dato alla signora.

Le reazioni sono dilagate sul web, tutte improntate allo scherzo e all’ironia, talvolta argute e spiritose, talvolta più grossolane. Qualcuno, per giustificare papa Francesco, cita i momenti di ira e di indignazione di Nostro Signore Gesù Cristo, come quando cacciò i mercanti dal tempio, ma non ci si rende conto di essere blasfemi con questo paragone. Quella del Signore era santa ira contro chi mercanteggiava nel luogo santo. Ma quando ciò che fu offesa fu la sua Persona, il Signore non rispose mai ad uno schiaffo con uno schiaffo: fu mite e mansueto come un agnello.

Papa Francesco ha invece reagito con ira a ciò che gli è sembrata una violenza fatta alla sua persona, ma non si sdegna ad esempio con lo stesso vigore, quando i cattolici vengono perseguitati in tutto il mondo o quando la Chiesa viene umiliata e oltraggiata. Del resto lo stesso Papa Bergoglio ha ammesso di avere sbagliato con il suo gesto. Il giorno successivo all’Angelus ha infatti detto: “A volte perdiamo la pazienza. Anche io e chiedo scusa per il cattivo esempio di ieri”.

Alcuni di coloro che lo difendono sempre ad oltranza, hanno cercato di scusarlo, dicendo:. “E’ un uomo come tutti gli altri, tutti possono sbagliare”. E’ vero il Papa non è assistito in ogni suo atto o parola dallo Spirito Santo. Il Papa può sbagliare. Ma il Papa è “il dolce Cristo in terra” e non può permettersi pubblicamente certi errori, perché dovrebbe sempre edificare con il suo esempio.

D’altra parte gli stessi che difendono la possibilità di sbagliare di papa Francesco, negano che egli possa mai dire qualcosa di sbagliato. Ma se il Papa stesso ammette che ciò che fa non è sempre ben fatto, bisogna ammettere che anche ciò che dice non è sempre ben detto. Come quando ha negato alla Madonna il titolo di Corredentrice. L’indignazione di tanti cattolici di fronte a questo affronto a Nostra Signora è ben più giustificata della reazione di papa Francesco in San Pietro.

Le vignette satiriche colgono queste contraddizioni. Eppure l’ironia che dilaga sul web, accanto al sorriso deve suscitare in noi una nota di tristezza. E’ difficile scindere la persona del Papa dal suo ufficio. Tutto ciò che riguarda la figura del Papa, nel bene o nel male, si ripercuote inevitabilmente sul Papato. Il Papa è un uomo, ma l’istituzione che egli rappresenta è divina. A partire degli anni Sessanta del Novecento è iniziato purtroppo un processo di desacralizzazione del Papato. Forse il primo atto di questo processo è avvenuto durante il concilio Vaticano II, il 13 novembre 1964, quando Paolo VI scese dal trono pontificio posto sotto il baldacchino di bronzo di San Pietro e depose “sull’altare del Concilio” la tiara che gli era stata donata dai milanesi in occasione della sua incoronazione a Pontefice. Egli confuse l’omaggio che veniva reso all’istituzione con quello reso alla sua persona. Da allora si iniziò a divinizzare l’uomo e a umanizzare l’istituzione. Ma la papolatria e l’irrisione all’istituzione del Papato oggi vanno di pari passo. Chiediamo in questo 2020 alla Divina Provvidenza di umiliare gli uomini e di esaltare la Chiesa, seguendo l’esempio di Nostro Signore di cui vogliamo essere umili ma fermi seguaci.

(fonte: RadioRomaLibera.org)

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