Se anche alle claustrali “non basta più pregare”

A parte i soliti luoghi comuni e la disinformazione su cui si basa, la lettera-appello di decine di monasteri di clarisse e carmelitane scalze a favore dell’accoglienza di tutti gli immigrati, rivela una disistima verso la preghiera, che pure dovrebbe essere il fondamento della vita contemplativa. Un pericolo per tutti i cattolici.

di Riccardo Cascioli (23-05-2019)

Nel 1972 usciva anche in Italia un film cileno Non basta più pregare: la storia di un prete che, confrontandosi con situazioni pesanti di povertà e ingiustizia sociale, cerca prima di realizzare opere sociali per risolvere i problemi, per poi passare all’attivismo politico e infine alla rivoluzione. Era l’esaltazione della parabola di un certo cattolicesimo latino-americano, quello da cui nasce la teologia della liberazione, e che sembra oggi rinascere qui da noi, sull’onda dell’isteria immigrazionista che ha colpito una parte importante del mondo cattolico.

Quel film torna in mente rileggendo la lettera che diversi monasteri di clarisse e carmelitane scalze hanno inviato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, spinte dalla «preoccupazione per il diffondersi in Italia di sentimenti di intolleranza, rifiuto e violenta discriminazione nei confronti dei migranti e rifugiati che cercano nelle nostre terre accoglienza e protezione».

Di questa lettera e successive adesioni non colpisce tanto il mettere insieme una serie di luoghi comuni su ponti e muri, che è ormai diventata una consuetudine; neanche sorprende la confusione che si fa tra rifugiati e migranti, tra chi è già inserito regolarmente in Italia e chi cerca di entrarvi irregolarmente, oppure la descrizione stereotipata di profili e sentimenti di chi tenta di arrivare sui barconi (se nei conventi leggono Avvenire la disinformazione è l’ovvia conseguenza); non sorprende neanche l’ignorare appelli e opere dei vescovi africani per impedire l’emigrazione dei giovani attratti da illusorie promesse: come sopra, sono notizie che sul giornale dei vescovi italiani non trovano spazio.

La locandina del film cileno emblema della teologia della liberazione.

Quello che invece colpisce è il pensiero che soggiace a tutto l’appello, all’insegna – appunto – del “non basta più pregare”, affermato da suore che sono state chiamate alla vita contemplativa. Cosa possono fare i monasteri, si chiedono. E la risposta è il desiderio e, in alcuni casi, la realizzazione di trasformare i monasteri in centri di accoglienza. Parliamo, lo ripeto, di religiose contemplative, non di suore già impegnate in qualche opera di carità.

Colpisce soprattutto la perentorietà di questa frase: «Desideriamo dissociarci da ogni forma di utilizzo della fede cristiana che non si traduca in carità e servizio». A parte la facile strumentalizzazione politica a cui si presta, si tratta di una affermazione che tradisce la disistima della propria vocazione a una vita di preghiera. Certamente è in sintonia con il processo avviato con la riforma degli istituti di vita consacrata, all’insegna del “meno preghiera, più aiuti ai poveri”, ma ciononostante fa impressione vedere così tanti monasteri di clausura sottostimare la forza della preghiera come vero motore della storia.

C’è sotto una concezione disincarnata della preghiera, come se fosse un sottrarsi alle vicende di questo mondo invece che una più profonda comprensione della realtà. Sembra quasi che le monache debbano scusarsi per vivere chiuse in un monastero, e giustificare la loro esistenza esibendo una immacolata coscienza sociale. C’è una concezione del cristianesimo tutta orizzontale, come se Cristo fosse venuto per risolvere i problemi di questo mondo e non a salvarci dal peccato.

Non è un problema che riguarda solo la loro vocazione, riguarda tutti noi. Perché chiunque si trovi a doversi sporcare le mani con il mondo, finora sapeva di poter contare sulla forza che emana dai monasteri di clausura, un corpo speciale esperto in quell’arma potente in grado perfino di fermare le guerre. Ora invece dobbiamo fare i conti con il venir meno di una parte di questo esercito, che ha deciso che “non basta più pregare”. Davanti a questo pericolo mortale, si comprendono meglio anche i tanti messaggi della Madonna nelle sue apparizioni, quando invita tutti costantemente a pregare, pregare, pregare. Non c’è soltanto il Nemico di fronte, c’è anche da supplire a chi sta disertando nelle nostre fila.

(fonte: lanuovabq.it)

3 pensieri riguardo “Se anche alle claustrali “non basta più pregare”

  1. Solo tristezza, un’immensa tristezza. In un attimo rinnegare sé stesse per trasformarsi da pilastri dell’umanità intera a esseri sperduti in balia del mondo e delle trame d’individui miserabili pronti ad asservire tutto e tutti per il raggiungimento dei propri infami obiettivi.

    "Mi piace"

  2. Articolo da sottoscrivere parola per parola.
    Aggiungo: la lettera scritta a Mattarella da quei diversi monasteri di clausura confessa – nei fatti – le dimissioni dalla propria vocazione di tante monache che si sono lasciate sedurre dalla grancassa del mondo. L’importante per loro oggi è entrare in barricata, ovviamente quella demenzialprogressista con tutto il suo bagaglio di idiozie pseudocattobuoniste, dobbiamo essere accoglioni perché “migranti e rifugiati cercano nelle nostre terre accoglienza e protezione”.
    Del resto, cosa possono saperne queste monache – che leggeranno di sicuro solo l’Osservatore romano, l’Avvenire, Famiglia Cristiana e Repubblica, dei finanziamenti occulti di un Soros alle Ong per incrementare parossisticamente il mercato di carne umana verso l’Europa per i biechi fini dei potentati mondiali? O delle mangiatoie di denaro pubblico a cui mangiano da anni a quattro ganasce cooperative ‘di accoglienza’ (!) di tutti i colori politici, comprese quelle cattobuonist-sinistroidi col placet di molti vescovi? E che ne sapranno delle terribili ricadute sulla sicurezza nazionale prodotte da orde di gente (proveniente culturalmente dall’età della pietra, detto senza dispregio) catapultata in un mondo totalmente alieno (vedi statistiche pubbliche)? O del mercato clandestino di organi umani, che ha come prime vittime persone giunte senza documenti e senza identità? O del cannibalismo praticato, su persone italiane, dalla mafia nigeriana anche per motivi di iniziazione rituale al male, dato noto a livello governativo e alle Forze dell’ordine ma tenuto celato alla pubblica opinione per non scatenare guerre civili? O del mare di altri gravissimi problemi (sanitari e oltre) che questa bomba umana porta con sé?

    Sommesso personale suggerimento: le monache – e le suore – se vogliono rimanere tali, non si facciano abbindolare dalla grancass cattodeviante, non portino il cervello all’ammasso e preghino perché – come saggiamente dice un prete secondo il cuore di Dio – il Signore apra gli occhi a questo papa o glieli chiuda per sempre (mai come oggi l’obbedienza verso questa persona non è più una virtù).
    Altrimenti – se le sirene del mondo cantano troppo forte – smettano l’abito, prendano in mano la loro valigia e se ne escano dai monasteri per andare a dare man forte all’esercito di volontari che ogni giorno si prende cura dei fratelli più fragili.
    Fratelli i quali – prendano nota le monache, se credono – spesso sono il nostro prossimo più vicino, che non ha i soldi per pagare l’affitto o le mille bollette, o per pagare il ticket per le medicine, magari a causa della pensione da fame che si ritrova, e che per questi motivi – più spesso di quanto non si immagini – finisce per diventare un ‘senza fissa dimora’…

    "Mi piace"

  3. Non ci vedo niente di strano. Se le notizie sono vere, significa solo che queste “suore” non erano coscienti di ciò che erano. D’altronde il cattolicesimo venuto dopo il “Concilio” (quello unico ormai) ha azzerato il monachesimo, quindi che apettarsi.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...