Italia, paese dei vescovi asfaltati

Le prime reazioni dei vescovi ai risultati elettorali per il Parlamento europeo preoccupano ancor più della campagna elettorale sfacciatamente condotta a favore della sinistra.

di Riccardo Cascioli (28-05-2019)

C’è un Paese dove i vescovi fanno i politici e perdono le elezioni; dove il quotidiano della Cei dopo l’onore perde anche il senso del ridicolo; dove i pastori parlano di annunciare il Vangelo e sostengono chi vuole droga libera, eutanasia, aborto, utero in affitto, oltre a un esercito di immigrati irregolari. È l’Italia dell’8xMille, il Paese dei Vescovi Asfaltati.

Ma non staremo a infierire sullo smacco subito dalle gerarchie ecclesiastiche che hanno trascinato la Chiesa in una battaglia partitica insensata, favorendo una sorta di referendum su Matteo Salvini, con i risultati che abbiamo visto. Avevamo già espresso la nostra amarezza (clicca qui) per questa riduzione della missione della Chiesa, giudizio che sarebbe stato lo stesso anche se i cattolici e gli italiani avessero seguito fedelmente le indicazioni dei vertici dell’episcopato.

Piuttosto, notiamo che neanche dopo la pesante scoppola c’è stato un sussulto; al contrario, si persevera con analisi fantasiose, e soprattutto non si prende atto della semplice realtà. La linea della CEI è stata sintetizzata dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio (clicca qui): si concede che Salvini abbia vinto in Italia (almeno questo), ma avrebbe ben poco da gioire perché nell’insieme in Europa il sovranismo sarebbe stato pesantemente sconfitto. E di conseguenza – spiega Tarquinio – l’Italia si troverà emarginata in Europa, perché ovviamente non potrà essere accettata dai governi europeisti che continueranno a guidare l’Unione.

Come d’uso, una volta che il capo ha dato la linea, tutti i soldatini si muovono per diffonderla ovunque, felici di aver trovato la soluzione per esorcizzare la vittoria del nemico. Solo che spesso i soldatini si fanno prendere dall’entusiasmo e, sprezzanti del ridicolo, si lanciano in affermazioni degne della Pravda dei tempi d’oro.

A mo’ di esempio citerò soltanto un tweet, lanciato da un inviato che per conto di Avvenire sponsorizza soprattutto i viaggi nel Mediterraneo. Attenzione, ci dice costui, perché cercheranno di farci credere che in Europa ci sia stata una vittoria sovranista: «Altrimenti chi pensa di aver vinto in Italia, come farà ad accettare di aver perso in Europa?». Insomma i risultati delle elezioni sarebbero un pensiero, non la realtà, che invece corrisponderebbe alla sconfitta di Salvini in Europa.

Come si può notare si tratta di affermazioni prive di senso, che sfidano la logica. Come spieghiamo negli altri articoli che vi proponiamo oggi, in realtà la situazione è molto più complessa (clicca qui) perché i cosiddetti “sovranisti” si trovano diffusi in diversi gruppi parlamentari e nazionali (clicca qui) e l’unico dato certo è che i vecchi grandi partiti europei hanno subito un forte ridimensionamento.

Poi non poteva mancare il vescovo, e questo è anche il presidente dei vescovi della comunità europea (il lussemburghese Jean-Claude Hollericq), che inneggia al balzo in avanti dei Verdi, il che – sembra dire Hollericq – dovrebbe essere di speranza, perché è un voto che va nella direzione voluta dall’enciclica Laudato Sì, di papa Francesco.

Torniamo alla questione centrale: ciò che preoccupa ancor più della campagna elettorale appena finita, e del modo in cui è stata condotta, è l’incapacità dei vescovi-politici (e dei loro seguaci) di fare i conti con la semplice realtà: si può essere più o meno felici, più o meno delusi, che le elezioni siano andate in un certo modo, ma i numeri sono numeri, gli eletti sono eletti, dati che non si possono cambiare. E da qui dovrebbe partire anche una seria riflessione: non sull’Europa ma sulla Chiesa stessa.

(fonte: lanuovabq.it)

4 pensieri riguardo “Italia, paese dei vescovi asfaltati

  1. QUI DI SEGUITO PAROLE DI GRANDE EQUILIBRIO E SAGGEZZA CONTRO LA DEMENZA DEI NOSTRI VESCOVI ITALIANI :
    “Dire, come hanno fatto il direttore di Civiltà cattolica, padre Antonio Spadaro, e il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, che Matteo Salvini non è cristiano perché è contro l‘immigrazione, è stato un errore. In questa fase la Chiesa fa troppa politica e si occupa troppo poco di fede”
    S.E. mons. Gerhard Müller

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  2. “Solo che spesso i soldatini si fanno prendere dall’entusiasmo e, sprezzanti del ridicolo, si lanciano in affermazioni degne della Pravda dei tempi d’oro”.

    Gente che ha fatto la fuga a gambe levate dal Palazzo di Realtà per rintanarsi nell’Antro Oscuro dell’Illusione.
    Poooveri.

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  3. Quanto al capo dei soldatini:

    “(……) Quali che siano le sue intenzioni profonde, che Dio solo giudica – e Dio è senza dubbio più misericordioso degli storici – il riformatore che spezza l’unità ed esce dalla comunità della Chiesa, cede a molti demoni, specialmente a quello dell’impazienza.

    Egli parte sbattendo le porte e scuotendo la polvere dalle sue scarpe.
    Già in partenza rinuncia, di fatto, alla sua opera di riforma. Non rifarà la sua casa paterna, ma edificherà una casa che le si oppone, che le fa concorrenza. Di colpo, ecco la sua impresa colpita da sterilità proprio per questa concorrenza e per la divisione che viene così a consacrare.
    Ogni regno diviso contro se stesso è votato alla morte. Simile a molti uomini – for each man kills the thing he loves – il riformatore impaziente uccide ciò che ha la pretesa di amare.
    Alla radice della sua impazienza c’è disperazione e orgoglio. La disperazione lo porta a romperla definitivamente con una Chiesa che egli giudica non suscettibile di riforme; l’orgoglio gli fa preferire la sua purezza alle macchie della massa, che egli abbandona al principe di questo mondo.
    Questo tipo di riformatore abbandona i suoi fratelli al diavolo. Fa la parte del diavolo.

    Il santo non cede a Satana né un uomo né un pollice di terreno.
    (…….) Troppo facile e troppo comodo collocarsi a un tempo fuori e dentro la Chiesa, fuori per scansare il mio fardello di responsabilità comuni col pretesto di non conoscere quei peccatori di cui si compone la Chiesa, dentro per proclamare che condivido la fede, la speranza e la carità della comunità pura. (…….)

    Joseph Folliet
    da “Cristiani al bivio”, Borla, pp. 186-187

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  4. Ormai , non è solo questione di pseudovescovi seguaci del gesuita eretico KARL RHANER, che come tale hanno perso la fede, in quanto modernisti e QUINDI di FATTO ERETICI. A questi manca la RAGIONE, persi in buonismi e follie politiche , per di piu’ con partiti CHE SONO SEMPRE CONTRO TUTTI E DIECI I COMANDAMENTI DIVINI,ormai votati al pauperismo per di piu’ di pseudo migranti islamici. Dal mio punto di vista nessuno dia credito, ubbidienza e soldi a questi bergogiiani eretici, si GUADAGNASSERO DA VIVERE, CON IL SUDORE DELLA FRONTE, visto che ormai sono solo politicanti da quattro soldi, altro che fede e salvezza delle anime immortali, povera Chiesa in mano a dei poveri eretici.

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