“Ecco perché anch’io, monaca, mi sento sradicata”

Una monaca ha sentito il bisogno di aprire il suo cuore, confidando tutto lo sconcerto e il dolore che prova per la situazione in cui si trova la Sposa di Cristo.

di Aldo Maria Valli (19-03-2019)

Cari lettori, mi ha scritto una monaca. Vive da molti anni in una certosa e ha sentito il bisogno di aprire il suo cuore, confidando tutto lo sconcerto e il dolore che prova per la situazione in cui si trova la Sposa di Cristo. A.M.V.

***

Caro fratello, la dichiarazione di Abu Dhabi mi ha lasciato sgomenta. Chi è questo Dio nel nome del quale è stata siglata la dichiarazione emiratina? Non può essere il Dio cattolico, che d’altra parte cattolico non è, come disse Bergoglio a Scalfari. Ha, piuttosto, tutte le sembianze del Dio modernista, prodotto della coscienza (o delle logge), che vive e parla dentro il sentimento religioso di ciascuno, che recluta ovunque i suoi adepti per farne una fratellanza universale; la cui volontà positiva è quella di forgiare una Nuova Religione della Tolleranza (multietnica, pacifista, ecologista e, già che ci siamo, pure vegan) che abbraccia tutte le religioni come altrettante esternazioni di un’intima esperienza religiosa da includere. Nella fede in questa divinità risiede la soluzione a tutti i problemi che attanagliano il mondo. Il Catechismo della Chiesa cattolica (ebbene sì, poiché sono una bigotta démodée mi riferisco ancora al Catechismo) ne parla come di un’insidiosissima impostura religiosa (CCC, 657).

Abbiamo saputo che il vescovo ausiliare di Astana, l’Atanasio dei nostri funesti giorni che molto assomigliano a quelli del IV secolo ariano, ha incontrato il pontefice. Molto bene. Fu un’esperienza spirituale. Dice pure, il vescovo, di aver pregato secondo le intenzioni del Papa per ottenere l’indulgenza plenaria (indulgenze? Queste si che sono démodées. Adesso c’è misericordismo per tutti!). Comunque il Vicario di Cristo sulla terra è stato molto fraterno e gentile con lui. Atmosfera molto cordiale. Francesco lo ha invitato ad esprimersi liberamente, anche con le critiche. Lui infatti gradisce una conversazione molto libera…

Non sto facendo alcuna caricatura irriverente. Tutto questo lo si evince dall’intervista che monsignor Athanasius Schneider ha rilasciato a LifeSiteNews. (Ma, tra parentesi, Schneider non era mica finito ai domiciliari, non molto tempo fa, per aver parlato con troppa parresia? Non gli fu mica ingiunto di astenersi dal viaggiare e fare conferenze, nelle quali si permette di scagliare pietre, diffondendo dottrine troppo rigide?).

Monsignor Schneider vorrebbe “ermeneutizzare” il documento di Abu Dhabi. A oggi, il testo non è stato né corretto né aggiornato, e mai lo sarà. Con tutto il rispetto e la stima che nutro per monsignor Schneider, vera punta di diamante, mi pare che pecchi di ingenuità.

Caro fratello, nel tuo articolo ti congedi con una domanda: questo modo di concepire il munus docendi da parte del Papa non sarà forse un tantino… disinvolto?

Oh, no di certo, caro fratello! Per Bergoglio la Chiesa è un poliedro, con tutte le sue policrome e differenti sfaccettature che lo rendono così vario e interessante per la sua pluralità, non cattolicamente monolitico (cosa da aborrire).

In più il Papa, oltre che abile a maneggiare il poliedro, è peronista. Secondo opportunità, dà ragione a tutti, sia a chi dice A sia a chi dice B, dove B è l’esatto contrario di A.

Invece a me, povera bigotta, il poliedro evoca disordine, decostruzione, cacofonia, bruttezza. E in effetti le opere della Divina Sapienza sono un’altra cosa.

Che fremito! Tra il peronismo delle mezze verità che sono mezze bugie, la figura bislacca del poliedro e i principi non cattolici (quelli secondo cui la realtà è superiore all’idea eccetera) ebbene, ci sono tutti gli ingredienti di una mente luciferina. Mi pare di sentire il Signore, divinamente indignato: “Vade retro! Tu non pensi secondo Dio!”.

Caro Fratello, siamo in molti a sentirci scoraggiati e stanchi, ma soprattutto confusi, “sradicati”.

C’è papolatria, assuefazione alla retorica in voga, desistenza supina, accecamento anche in monastero. E questo mi inquieta tantissimo, perché stiamo confondendo l’autentica obbedienza ecclesiale e quella del clericalismo totalitario. Anche a me tocca resistere e battagliare: passo per una ribelle perché proprio non riesco a “brindare per il Papa” secondo l’espressione del cardinale Newman. Il primo di tutti i vicari di Cristo mi costringe a preferire l’incondizionata sottomissione alla Verità e alla Divina Volontà, che questa Chiesa non mi insegna più e di cui non vuole più farsi interprete per noi.

Il fuoco di fila quotidiano è logorante. Tu ne sai qualcosa. Quando, giornalmente, vado al tuo blog, mi pare di vederti rincorrere il degrado, una distesa sterminata. Altro che Duc in altum…

Ma disertare non è possibile.

C’è una cosa che mi turba molto e mi angoscia: la Chiesa è finita sotto il giudizio dei tribunali secolari. È di questi giorni la notizia che la Francia ha chiesto alla Santa Sede di levare l’immunità diplomatica al Nunzio, accusato di aggressioni sessuali.

Con l’affaire Barbarin, per non dire della versione australiana ancora più abbietta, la Chiesa lascia che sia lo Stato a decidere tutto. E tace. È divenuta una specie di azienda responsabile delle malefatte dei suoi sottoposti. Avendo tristemente venduto la sua sovranità e la sua inalienabile libertà, non ha più il coraggio di sfidare il giudizio dei tribunali del mondo. Si è dimenticata che non è il mondo a giudicare la Chiesa, ma la Chiesa a giudicare il mondo. “Ma chi sono io per giudicare?”.

È diventata irriconoscibile la Sposa di Cristo, così avvilita e sottomessa al Mondo. Questa resa della Chiesa l’ha anche portata a indossare le armi del Mondo, con le quali esso procede alla demolizione e all’annientamento della Casa di Dio.

Diamo voce alla nostra Madre, libera, senza bavagli, imprendibile, indistruttibile, santa e vittoriosa.

Pio XII esortava così: “Confidate dunque, siate forti e costanti. Nessuno fra di voi diventi disertore. Il vostro battesimo sia come un’arma, la fede come un elmo, la carità come una lancia, la pazienza come una completa armatura. Le vostre opere siano i vostri tesori affinché meritiate una degna mercede”.

Ogni tanto, per zittirmi, mi dicono che non sono santa Caterina da Siena. Certamente no! Però nemmeno lei lo era quando ebbe l’ardire che le conosciamo. Mettiamoci sempre di nuovo nelle mani del Signore e chiediamogli di abbreviare questa notte oscura. Alla fine il suo Cuore trionferà mentre di già la Verità ci fa liberi.

La tua sempre affezionata, ed orante

Sorella nascosta

(fonte: aldomariavalli.it)

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