Il selfie di papa Francesco con la spilla “Apriamo i porti”

Senza ritegno…. E ulteriore disorientamento e confusione per molti.

di MIC (17-02-2019)

Un conto è richiamarsi al dovere Cristiano del buon Samaritano, altro fare propaganda su accoglienza che nasconde tutt’altro, come tratta di essere umani, prostituzione, droga e altro. E contraddice anche il Catechismo della Chiesa Cattolica che non sancisce l’accoglienza indiscriminata ma quella nei limiti del possibile.

Don Nandino Capovilla si è avvicinato Francesco, che “ha visto la spilletta che tenevo in mano, l’ha presa e si è fatto scattare una foto tenendola in mano”. Questo slogan è piaciuto tantissimo a Bergoglio, riferisce il prete, “perché ha chiesto di tenere per sé la spilla con cui ci ha regalato l’emozione di questa foto”.

È successo il 15 febbraio a Sacrofano, in Provincia di Roma, all’apertura del Meeting Liberi dalla paura, promosso e organizzato dalla Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, dalla Caritas Italiana e dal Centro Astalli. Don Nandino Capovilla, parroco a Marghera (Verona), si è avvicinato a Papa Francesco che ha notato la spilletta che teneva in mano. Da lì la foto a lato. Ma non finisce qui. Nella Messa da lui celebrata Bergoglio ha paragonato la Chiesa cattolica che s’identifica nell’accoglienza incondizionata dei migranti al popolo di Israele che sognava e a cui è stata data la Terra promessa: «Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d’Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libertà. Proviamo legittima paura di fronte a situazioni che ci sembrano senza via d’uscita». Si tratta di un paragone che, mentre ci confonde sul piano della logica, ci preoccupa sul piano delle conseguenze concrete materiali ma anche spirituali. Perché la vera terra promessa, per noi, è la salvezza in Cristo Signore!

E individuare l’Europa come la nuova Terra promessa cui far accedere anche i migranti, significa continuare a incentivarne l’esodo massiccio che rischia di provocare la sostituzione etnica della popolazione europea, minacciare la nostra civiltà che storicamente si fonda sulle radici cristiane, a fronte di una prevaricatrice invasione islamica.

Un papa non può insistere nel fare politica attiva schierandosi con un contesto mondialista e interferendo pesantemente negli affari interni dell’Italia, che fino a prova contraria è e deve restare uno Stato sovrano; il che vale anche per tutti gli stati d’Europa. Mentre per contrastare il declino demografico basta aiutare le famiglie a ritrovare le condizioni socio-economiche che rendano possibile una nuova fecondità.

(fonte: chiesaepostconcilio.blogspot.com)

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