Amoris Laetitia, il Vaticano in pressing sui vescovi polacchi

Il Papa-dittatore non ammette disobbedienze, neppure se il prezzo da pagare è la fedeltà a Gesù Cristo…

di Bruno Volpe (29-06-2018)

Siamo in grado di svelare, in esclusiva, i retroscena ed i motivi che hanno portato la KEP (la Conferenza Episcopale della Polonia) a redigere un nuovo documento interpretativo di Amoris Laetitia molto diverso dalla bozza – schema apparsa sui giornali lo scorso autunno, bozza che non era stata affatto gradita in Vaticano.

Che cosa è accaduto in questi mesi di laborioso silenzio una volta trapelato il testo autunnale, molto restrittivo e fermo nel dire di no alla comunione per il divorziato risposato civilmente? Verso i vescovi polacchi è partito un forte pressing da Roma. Ottime ed attendibili fonti sulla riva della Vistola ci dicono che si sia mosso proprio il Segretario di Stato cardinale Piero Parolin con messaggi di questo genere rivolti ai vescovi polacchi: ”Davvero volete rompere l’ unità col Papa, ve ne rendete conto?”. A tutto questo si è aggiunta un’incessante opera di convincimento del Nunzio Apostolico a Varsavia Monsignor Salvatore Pennacchio, presente alle plenarie della KEP e molto attivo nel contattare i vescovi meno disponibili al cambio.

Non a caso, verso la Chiesa polacca sono arrivati recentemente segni di apertura sotto forma di nomine di prestigio, per esempio una elevazione cardinalizia e quella pesante di Monsignor Hoser a Medjugorje: un caso? A volte si è sfiorata la rottura, ma alla fine i vescovi polacchi hanno scelto la via della obbedienza, formalmente all’unanimità, ma con molti mal di pancia. Mal di pancia che restano nel clero di base, specie nelle campagne e nella potente Radiomarija che non ha gradito, alla pari di Nasz Dziennik.

Un vescovo polacco ci ha rivelato che l’approvazione del documento, senza la indicazione della interpretazione del capitolo 8, è stata fatta per evitare il bis di quanto avvenuto in Germania per la intercomunione. Ma molti ordinari continuano a nutrire dubbi e perplessità soprattutto sui concetti di accompagnare, discernere, integrare che reputano scatole vuote, perché è impossibile per loro andare contro la dottrina dei sacramenti. Sempre le nostre fonti rivelano che qualche vescovo ha usato questa espressione per giustificare l’approvazione: ”Meglio non buttare olio sul fuoco”. E così, seguendo i ”suggerimenti” di Roma, il nuovo documento, depurato dalle parti poco… misericordiose, è stato affidato per la redazione a Monsignor Wiktor Skworc, ordinario di Katowice, molto apprezzato da Bergoglio, e al suo gruppo di lavoro. Per la cronaca, Monsignor Skworc si è ultimamente messo in luce per aver allontanato, senza motivo, il direttore del giornale diocesano Goscniedzielny, allineato su posizioni più tradizionaliste. Da quel momento, il giornale ha perso molte vendite ed è in crisi.

(fonte: lafedequotidiana.it)

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