Le “imprecisioni” di Bergoglio sui dubia

Francesco ha dichiarato alla Reuters di non aver risposto ai cinque dubia dei quattro cardinali perché ha saputo della loro esistenza dai giornali. Abbiamo un papa che mente sapendo di mentire? Il commento del vaticanista Marco Tosatti.

di Marco Tosatti (21-06-2018)

I DUBIA E LE RIFORME — Francesco ha parlato anche dei “dubia” circa il suo magistero messi su carta da alcuni cardinali fra cui il conservatore americano Leo Burke. Ha detto di aver sentito parlare della lettera dei cardinali che lo criticano “dai giornali … un modo di fare cose che è, diciamo, non ecclesiale, ma facciamo tutti degli errori”, ha detto”.

Ecco, questo lo abbiamo letto su un giornale italiano il cui fondatore chiacchiera con il Pontefice, è l’intervista concessa alla Reuters. E dobbiamo dire che questa frase ci ha colpito molto. Vi spiego perché.

La lettera contenente i Dubia su Amoris Laetitia è stata spedita da quattro cardinali –Burke, Brandmüller, Caffarra, Meisner – il 19 settembre 2016. Era indirizzata al Pontefice e al prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il card. Gerhard Ludwig Müller.

Siamo andati a consultare i nostri appunti dell’epoca. Troviamo che questa lettera è stata ricevuta sia dal Pontefice che dal Prefetto, e che a quest’ultimo è stato chiesto/ordinato di non rispondere.

I cardinali firmatari hanno atteso varie settimane, e alla fine, il 14 novembre 2016 – due mesi dopo la consegna della lettera – hanno deciso di renderla pubblica.

Mentire? Si può fare, dopo aver fatto discernimento.

Ora abbiamo il Pontefice: Ha detto di aver sentito parlare della lettera dei cardinali che lo criticano “dai giornali … un modo di fare cose che è, diciamo, non ecclesiale, ma facciamo tutti degli errori”, ha detto”. Se queste parole non vengono corrette e smentite, siamo di fronte a qualche cosa di molto grave.

È grave se il Pontefice non ricorda esattamente – a soli due anni di distanza – di aver ricevuto una lettera che è diventata uno dei punti di maggior polemica del suo regno.

È grave se lo ricorda, e afferma di aver saputo della lettera dai giornali.

Per rispetto al ruolo che ricopre, non parleremo di menzogna, ma di imprecisione.

È grave se tramite questa imprecisione si accusano ingiustamente dei cardinali – calunnia? Ne ha parlato qualcuno di recente…? – di essersi comportati in maniera scorretta nei suoi confronti. Ma vi immaginate i cardinali Burke, Brandmüller, Caffarra e Meisner, tutto quanto ci sia di più ligio alle regole della Chiesa e alla devozione per il ruolo del Papa, comportarsi in quel modo?

Non è credibile. E – come ho detto prima – so che non è vero.

Allora? Le risposte, le vie di uscita da questo interrogativo sono tutte molto tristi. Scegliete quella che preferite. Che pena!

(fonte: marcotosatti.com)

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