Il card. Nichols difende gli assassini di Alfie Evans. La vergogna di un cattolico inglese

Sconcertanti dichiarazioni del cardinale Nichols sul caso Alfie: sostiene a spada tratta medici e giudici con la loro teoria del “miglior interesse” e attacca quanti hanno lottato per la vita del piccolo Alfie.

di Marco Tosatti (01-05-2018)

Il cardinale di Westminster, Vincent Nichols, dice di credere che tutto il possibile è stato fatto per aiutare Alfie Evans; e ha criticato – senza specificare a chi si riferisse – coloro che hanno “cercato vantaggi politici” dalla tragedia, “senza conoscere i fatti”. Il porporato si trovava in Polonia, come inviato papale, e ha parlato all’agenzia KAI.

Il cardinale, con una visione tutta personale del catechismo e della situazione di Alfie, ha detto: “È importante ricordare che l’Alder Hey Hospital si è occupato di Alfie non solo per due settimane o due mesi, ma per diciotto mesi, consultandosi con i migliori specialisti del mondo – così che la posizione dei suoi dottori, secondo cui non poteva essere dato nessun aiuto medico ulteriore era molto importante. La Chiesa dice molto chiaramente che non abbiamo un obbligo morale di continuare una severa terapia quando non ha nessun effetto, mentre il Catechismo della Chiesa insegna anche che le cure palliative, che non sono una negazione di aiuto, possono essere un atto di pietà. Un’azione razionale, purificata dall’emozione, può essere un’espressione di amore; sono sicuro che Alfie ha ricevuto questo tipo di attenzione”.

Vincent Nichols

Nichols era a Gniezno, come rappresentante del Pontefice per il sesto centenario della sede primaziale polacca. Ha detto che molti dei medici e delle infermiere che si sono occupati di Alfie erano cattolici, e che sono rimasti “profondamente offesi” dalle accuse mosse contro di loro, e ha detto di essere stato felice che i genitori del bambino alla fine abbiano raggiunto “accordo e armonia” con l’Alder Hey. Evidentemente non sa proprio nulla dell’epilogo della vicenda.

“È molto difficile – ha proseguito Nichols facendo propria l’ideologia del “miglior interesse” – agire nel miglior interesse di un bambino quando questo non è sempre quello che i genitori desiderano, ed è per questo che un tribunale deve decidere quello che è meglio non per i genitori, ma per il bambino”. Ha aggiunto: “La saggezza ci mette in grado di prendere decisioni basate sulla piena informazione, e molte persone hanno preso posizione sul caso di Alfie nelle settimane passate senza avere tali informazioni e non hanno agito per il bene di questo bambino. Sfortunatamente ci sono state anche persone che hanno usato la situazione per scopi politici”. In realtà a non essere informato sembra proprio il cardinale.

Il cardinale non ha spiegato – forse non gli è stato chiesto – come fosse possibile che la diocesi e i vescovi ignorassero che Tom e Alfie fossero cattolici (l’hanno scritto nel comunicato), così come non si è espresso sulla proibizione imposta ai genitori, nonostante l’intervento del Pontefice, del Bambin Gesù e dell’Italia, di portare Alfie a Roma. Una proibizione che molti anche nella Chiesa – il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin proprio oggi – hanno giudicato, e giudicano incomprensibile. E che alimenta, ovviamente, ogni genere di sospetti sull’Alder Hey Hospital. A questo punto c’è anche da chiedersi quali siano i motivi che portano la diocesi di Liverpool e la Chiesa di Inghilterra e Galles a schierarsi con tanta veemenza a fianco dell’ospedale. Coinvolto in passato in numerosi clamorosi scandali, relativi anche alla cura dei bambini.

(fonte: lanuovabq.it)


«Mi vergogno di essere un cattolico inglese»

Quella che segue è la lettera aperta che un cittadino cattolico di Londra, Jean Pierre Casey, ha scritto ai vescovi cattolici di Inghilterra e Galles lo scorso 27 aprile criticando il loro atteggiamento nel caso di Alfie Evans. La lettera è stata pubblicata da Lifesitenews. Casey è il nipote del filosofo tedesco, fiero avversario di Hilter, Dietrich von Hildebrand (1889-1977). La lettera, seppure scritta prima, vale anche come risposta alle ultime, stupefacenti, dichiarazioni del cardinale Vincent Nichols, primate della Chiesa cattolica d’Inghilterra, che riportiamo in altro articolo.

Vostre Eccellenze,

benché possa comprendere il desiderio di abbandonare i toni concilianti quando sia la posta in gioco sia le emozioni sono alle stelle, definire spiacevoli le parole che avete usato nella dichiarazione sul caso di Alfie Evans sarebbe una minimizzazione volgare, soprattutto data l’enfasi posta sulla manifesta «integrità» del personale medico e amministrativo dell’ospedale Alder Hey.

Un ospedale che si comporta come un carcere, imprigionando un bambino contro i desideri dei genitori e contro ogni buon senso non agisce con integrità.

Un ospedale che ricorre all’ingiunzione di un tribunale per impedire a quei genitori di esercitare il proprio dovere legittimo di agire nel migliore interesse del proprio figlio non agisce con integrità

Un ospedale che rifiuta di mettere in discussione la propria (possibile anche se improbabile cattiva) diagnosi non agisce con integrità.

Un ospedale che cerca di cacciare il cappellano che sta portando conforto spirituale a una famiglia che soffre e che amministra i sacramenti non agisce con integrità.

Un ospedale che rifiuta di prendere in considerazione alternative non agisce con integrità.

Un ospedale che richiede la presenza della polizia per impedire ai genitori di esercitare il proprio diritto legittimo di togliere il proprio figlio alle cure di esso – minacciando di denunciare quei genitori per aggressione se soltanto avessero toccato il bambino – non agisce con integrità.

Un ospedale che rifiuta di facilitare l’incontro fra il proprio personale medico e la direzione di un altro ospedale pronto a prendere il bambino in cura non agisce con integrità.

Un ospedale che non coopera con altri ospedali che hanno inviato personale, attrezzatura e mezzi di trasporto medici per sostenere il desiderio di quei genitori di avvalersi di altre forme di cura non agisce con integrità.

Un ospedale che rifiuta d’idratare e di nutrire un bambino non agisce con integrità.

Ancora più importante – e fattore peggiore della scelta spiacevole delle parole usate nella vostra dichiarazione – è il modo umiliante con cui avete evitato il nocciolo della questione: il legame privilegiato che esiste tra i bambini e i genitori, che sono i custodi loro assegnati da Dio.

Nella dichiarazione non si fa parola della sacralità e della dignità della vita umana.

Non si fa parola dei diritti dei genitori in quanto educatori primari e unici custodi legittimi del bambino.

Non si fa parola del diritto primario dei genitori – non dello Stato, dei medici o di giudici non eletti e in disaccordo tra loro – di decidere ciò che ritengono essere l’interesse migliore del proprio figlio.

Poiché manca completamente di affermare l’insegnamento cattolico sulla vita e sulla famiglia, quella non deve essere considerata una dichiarazione cattolica. Definirla così sarebbe profondamente fuorviante.

Più evidente ancora è che, oltre alle migliaia di aborti che procurarono ogni anno, gli ospedali facenti parte del servizio sanitario nazionale britannico stanno diventando industrie della morte non solo per i bambini non ancora nati, ma anche per quelli che già vivono. Adesso ogni genitore del Regno Unito, cattolico o altro, si domanderà giustamente se, facendo ricoverare il proprio figlio in un ospedale del sistema sanitario nazionale del Paese, a quel bambino verrà poi permesso di uscire a rivedere la luce del giorno. Che i nostri vescovi continuino a mostrarsi alleati del sistema sanitario nazionale britannico, difendendo l’indifendibile, va al di là di ogni mia comprensione.

Nichols e Bergoglio

Laddove potreste essere tentati di etichettare il sottoscritto e gli altri che condividono le mie opinioni come “sempliciotti” le cui facoltà intellettive non sono sufficienti ad afferrare le sottigliezze etiche e mediche di questo caso, io risponderei: quando vedo la tirannia la riconosco. Quando vedo l’oppressione la riconosco. Quando vedo l’ingiustizia la riconosco. E lo stesso fanno migliaia di altre persone nel mondo. Se le guide della nostra Chiesa, cioè tutti voi, restano zitte davanti a questa tirannia, a quest’oppressione e a questa ingiustizia, allora non solo vengono meno alla missione di proclamare il Vangelo di Gesù Cristo, non solo vengono meno al dovere di difendere pubblicamente la sacralità e la dignità di ogni vita umana, non solo mancano di difendere i diritti dei genitori in quanto educatori primari e unici custodi legittimi dei figli – mancanze da considerare ognuna un grave peccato di omissione -, ma diventano anche complici di atti gravemente malvagi, in realtà partecipando attivamente a essi.

Mi rammarico di dire che con questo tipo di guida – o, meglio, nell’assenza totale di guida che i nostri vescovi stanno dimostrando -, in gravi frangenti di rilevanza pubblica dove una forte testimonianza pubblica a difesa della vita, della famiglia e dei diritti parentali dati da Dio ai genitori sarebbe non solo necessaria quanto in verità un obbligo morale, non meraviglia che il gregge dei cattolici praticanti stia calando tanto velocemente. Chi vorrebbe infatti seguire pastori così?

Temo di dover dire che, essendo tutto questo accaduto a così breve distanza dal caso di Charlie Gard, e avendo questo caso avuto un finale sostanzialmente identico a quello – ovvero la totale mancanza di guida, di convinzione e di coraggio cui stiamo assistendo da parte dei nostri vescovi -, mi vergogno di essere un cattolico inglese.

Come ha detto Edmund Burke, «l’unica cosa necessaria affinché il male trionfi è che i buoni non facciano nulla».

Con la piena speranza che lo Spirito Santo vi induca a mettere in atto le parole profetiche di san Giovanni Paolo II: «Se vuoi la pace, lavora per la giustizia. Se vuoi la pace, difendi la vita. Se vuoi la vita, abbraccia la verità, la verità rivelata da Dio».

NON ABBIATE PAURA!!! *

JP Casey

Londra, 27 aprile 2018

(Traduzione di Marco Respinti)

* In italiano nel testo (Ndt)

(fonte: lanuovabq.it)

3 pensieri riguardo “Il card. Nichols difende gli assassini di Alfie Evans. La vergogna di un cattolico inglese

  1. Hanno rimandato in Italia don Gabriele, sembra in modus da punizione.
    Deve essere stato scioccante per una certa gerarchia ecclesiastica inglese incontrare e vedere le azioni di un prete cattolico. Deve essere stato scioccante per loro anche vedere l atteggiamento a difesa della vita da parte di molti inglesi ancora cattolici, ma quelli non possono mandarli in Italia anzi lungi da loro proporlo per Alfie. A loro il trattamento é diverso, di fronte alle pecore che belano il pastore ha consegnato l agnellino ai lupi e spiritualmente percosso il gregge.

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