Giornata dei poveri, i preti di Bologna: aiuto ai veri poveri

L’arcivescovo Zuppi lancia l’iniziativa Ospita a pranzo uno straniero. Ma aderiscono solo 20 preti su 90: “Che senso ha accogliere un islamico in una chiesa?”.

di Sergio Rame (19-11-2017)

Tutto nasce da un’iniziativa di papa Francesco. Oggi, infatti, si celebra la Giornata mondiale dei poveri. È stata istituita proprio quest’anno dal Santo Padre e a Bologna è stata il pretesto per creare una forte divisione all’interno della Curia. La rivolta della stragrande maggioranza dei parroci, però, non è contro Bergoglio ma contro l’arcivescovo Matteo Zuppi che, come racconta il Corriere della Sera, ha chiesto ai preti della città di ospitare a pranzo i migranti dell’hub di via Mattei. Il risultato è stato imbonente. Appena venti parrocchie su novanta hanno, infatti, aderito all’iniziativa.

Mons. Zuppi saluta papa Francesco.

Come fa notare Renato Farina su Libero, “tanti vescovi italiani, credendo forse di farsi belli con il Papa argentino, identificano i poveri con i migranti e privilegiano tra loro i musulmani”. E così succede a Bologna dove la Giornata mondiale dei poveri è stata affidata a don Matteo Prodi. A fine settembre il nipote dell’ex premier Romano si era dimesso dall’incarico di parroco di una frazione di Zola Predosa dopo le polemiche che aveva scatenato per aver accolto in parrocchia i profughi. “Non sono una persona che coltiva rancori o cerca vendette – aveva scritto in una lettera ai fedeli riportata da QN – mi chiedo solo perché e a che cosa è servito…”. Adesso è di nuovo nell’occhio de ciclone per colpa di una iniziativa fortemente voluta dall’arcivescovo Zuppi. Iniziativa, quella di offrire un pasto caldo ai migranti del centro di accoglienza di via Mattei, che non è piaciuta ai più.

I dubbi dei parroci sono molti. “Può essere una bella iniziativa, ma bisogna chiedersi quale sia il senso dell’accoglienza di un musulmano in chiesa – spiega al Corriere della Sera don Antonio Rota del Sacro Cuore – non è facile mettere insieme due mondi religiosi”. D’altra parte anche per il vicario Giovanni Silvagni è “sbagliata e indebita l’equazione ‘poveri uguale, migranti uguale musulmani'”. Le stragrande maggioranza delle parrocchie si è infatti messa in gioco invitando a pranzo persone e famiglie con problemi economici. “Non per forza migranti”, mette in chiaro il vicario. “Non sono bocche da sfamare – puntualizza – ma vite e storie da accogliere”.

(fonte: ilgiornale.it)

Stipendi bassi e troppe tasse. Ora in Italia è allarme lavoro (Il Giornale, 19-11-2017)


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3 pensieri riguardo “Giornata dei poveri, i preti di Bologna: aiuto ai veri poveri

  1. La Nuova chiesa di bergoglio e dei suoi scagnozzi è rappresentata da una banda di impostori al servizio del baraccone Onusiano, Inventarsi la giornata dei poveri nell’anno 2017 dà molto a pensare sull’onestà di codesto strano, spinto, eretico papato. Restiamo fermamente ancorati al Magistero della Chiesa, che non è quella che impazza sulla piazza e sui media, impregnata di ideologia e votata alle tecniche di marketing. Crollerà sotto le sue contraddizioni, come la torre di Babele.

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  2. Io posso anche invitare un musulmano a pranzo, ma… deve mangiare quello che mangio io. Perché devo cambiare il mio menu solo perché lui non vuole mangiare quello che io mangio quotidianamente?
    Forse meglio che lo invita un altro musulmano o il vescovo di Bologna.

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  3. Fa piacere sapere che la gran parte dei sacerdoti bolognesi non appartiene all’ipocrita congrega dei ‘Sen-non-ora-quando?’, il cui primo obiettivo non è quello della ricerca del Vero di Nostro Signore ma di lisciare il papa per il ‘verso del pelo’ per accumulare punti pro carriera.
    ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~
    Ogni povero ha diritto al cibo. Detto questo, tutta la fanfara -insistita oltre ogni ragionevole limite – sui poveri ‘rifugiati’ africani che rifugiati non sono se non in minima parte – assomiglia moltissimo all’interesse della sinistra politica ad accreditarsi verso di essi come unico futuro interlocutore, in favor di botteghino elettorale.
    E questa è, ad oggi, l’unica direzione verificabile che ha imboccato la neo-chiesa (chiesa?): grancassa della sinistra politica anziché tromba dello Spirito Santo.
    C’è da farsi cadere le braccia, e non per modo di dire.

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