Mons. Livi sulla deriva dei gesuiti: “Papa Francesco non rimprovera Sosa perché la pensa come lui”

Mons. Antonio Livi, uno dei più grandi tomisti italiani, in quest’intervista a La Fede Quotidiana, affronta il caso della deriva della Compagnia di Gesù e del “disorientamento pastorale” che alberga indisturbato nella Chiesa cattolica.

di Bruno Volpe (29-07-2019)

Come noto, il Generale dei Gesuiti, Padre Sosa, ultimamente, si è fatto fotografare, con altro sacerdote, in preghiera, in un tempio dedicato a Buddha. La Fede Quotidiana ha chiesto un commento al noto teologo, filosofo e fondatore dell’Associazione Fides et Ratio, Monsignor Antonio Livi.

Mons. Antonio Livi

Monsignor Livi, ha visto quella foto?

Certo. E lo ritengo un fatto grave, che va contro la Chiesa cattolica, commesso dal Generale dei Gesuiti Padre Sosa, del resto, non è nuovo ad uscite simili. Infatti Sosa nel recente passato, ha detto cose errate e persino eretiche. Evidentemente si deve sentire appoggiato.

Che cosa intende dire?

Le cose che Sosa afferma ed ora fa, sono scandalose, ma non del tutto sorprendenti visti i tempi che vive attualmente la Chiesa. Si tratta di falsi e cattivi maestri che probabilmente non amano la dottrina cattolica.

Ma il Papa non lo ha censurato o bacchettato…

Credo che non lo faccia perché, tutto sommato, Sosa afferma chiaramente e in modo esplicito, quello che Bergoglio probabilmente pensa in modo implicito.

In che cosa consiste la gravità del gesto di Padre Sosa di pregare in un tempio dedicato a Buddha?

Causa sincretismo o peggio ancora indifferentismo religioso, fa credere in maniera ingannevole, che una religione vale l’altra. La Chiesa ha preso posizione contro questa visione e basta leggere il documento Dominus Jesus.

Ma Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e lo stesso Francesco hanno visitato templi dedicati ad altri culti…

Questo è vero, però al contrario di Sosa, lo hanno fatto con estrema cautela e prudenza. Certo, anche io nutro riserve sulla opportunità di questi gesti, però bisogna riconoscere che non hanno mai pregato in quel modo tanto vistoso e plateale, facendosi fotografare con altro sacerdote davanti ad una statua di Buddha. Ricordo che il buddhismo è ateo, e un ateo non prega Dio perché non riconosce che c’è Dio creatore e autore dell’ordine morale. La finta preghiera buddista, fatta da un religioso cattolico che si fa ritrarre in posa buddista, la valuto una cosa prima di tutto insensata, e poi anche una bestemmia, un gesto eretico. Così facendo padre Sosa ha preso in giro i cattolici che davvero pregano Dio in chiesa e a casa propria.

Lei ha parla di “disorientamento pastorale”, perché?

Lo ho spiegato in un libro scritto assieme a Danilo Quinto (Disorientamente pastorale. La fallacia umanistica al posto della verità rivelata?, Leonardo da Vinci, Roma 2106) . Da tempo mi preoccupo di questo disorientamento, perché la gente viene indotta credere che il dogma cattolico non vale più, e quindi nemmeno la morale ha più valore. Invece ciò che il cattolico deve credere non è cambiato: la dottrina del Catechismo della Chiesa Cattolica, voluto da papa Giovanni Paolo II e sostenuto da papa Benedetto XVI, è sempre valida e attuale. Bisogna che tutti i cattolici sappiano che la Chiesa non deve fare altro che annunciare la verità rivelata da Cristo e non fare da cassa di risonanza di ideologie secolaristiche. Purtroppo alcuni uomini di Chiesa hanno rinunciato al loro compito. Il Papa è imprudente, ma non ha mai detto cose formalmente eretiche, perché è dotato del carisma dell’infallibilità. Tuttavia, dà troppa retta ai teologi eretici che hanno dato vita a una scuola teologica dominante, che fa capo al gesuita Karl Rahner.

(fonte: lafedequotidiana.it)

2 pensieri riguardo “Mons. Livi sulla deriva dei gesuiti: “Papa Francesco non rimprovera Sosa perché la pensa come lui”

  1. Con tutta la stima che nutro per lui e la comprensione per la sua ovvia prudenza verso la figura del Papa, devo dire che Monsignor Livi in questa intervista mi sembra un po arrampicarsi sugli specchi: prima afferma che sostanzialmente Papa Bergoglio approva atti e comportamenti da biasimare (e che francamente proprio estranei alla pratica della Dottrina non sono) , poi sostiene che, pur imprudente, egli è comunque dotato del carisma dell’infallibilità; In tema di fede dunque non sbaglia mai, però da troppo retta ai teologi eretici che (ovviamente, se no che eretici sarebbero!) ritengono sbagliata (almeno in parte) o superata (ancora peggio) la dottrina del Catechismo della Chiesa Cattolica la quale (sia ben chiaro a tutti) è invece sempre valida e attuale. Bello slalom!

    Credo che nessuno voglia uno scisma, ma siamo onesti: proseguendo di questo passo quanto ne siamo ancora distanti?

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