Marcello Pera: “In atto un pesante attacco contro Benedetto XVI”

L’ex presidente del Senato, amico del papa emerito da molti anni, commenta il riemergere dello scandalo del coro di Ratisbona in quest’intervista a La Fede Quotidiana.

di Bruno Volpe (23-07-2017)

«Non amo la dietrologia, ma ho la sensazione che sia in atto un pesante attacco al Papa Emerito», lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana il senatore e filosofo Marcello Pera, Presidente Emerito del Senato, legato a Benedetto XVI da un rapporto di profonda stima ed amicizia. Pera commenta i recenti sviluppi, dopo la pubblicazione del rapporto della Chiesa tedesca sui presunti casi di abusi nel coro della Cattedrale di Ratisbona.

Pera, questo rapporto è uscito quasi in contemporanea col messaggio del Papa Emerito per la morte del cardinal Meisner, necrologio che ha creato qualche mal di pancia. Che ne pensa?

Io non amo e tanto meno non ho mai amato, la dietrologia, ma ho la sensazione che stia partendo o è già partito e sia in atto, un pesante attacco contro il Papa Emerito, un attacco che prende per bersaglio suo fratello e lo stesso cardinal Muller.

Spieghi meglio…

Il bersaglio, almeno in Germania, è il Papa Emerito. E non è qualcosa che nasce oggi, sia ben chiaro. Non escludo che quel rapporto possa essere utilizzato come strumento di offesa verso Benedetto XVI per macchiare la sua figura, utilizzando persone care a lui o vicine.

Il tutto dunque parte dalla Germania?

Una parte della Chiesa tedesca non hai veramente amato Benedetto XVI. Penso a Kasper che è sempre stato teologicamente un avversario di Benedetto XVI ed ora è totalmente allineato alle posizioni di Bergoglio. Per altro verso, anche la Curia romana è divisa al suo interno e non è esagerato parlare di lotte intestine.

Perché, a suo giudizio, potrebbe essere in atto un attacco al Papa Emerito?

Perché lui era ed è il bastione della dottrina cattolica, colui che ha sempre cercato in ogni modo di farla conoscere e non è mai venuto a compromessi, come oggi accade, con lo spirito dei tempi. Voler offuscare la sua immagine, sarebbe una vittoria degli ambienti secolari e forse protestanti. La Chiesa oggi è sotto assedio.

Lei è critico verso Bergoglio, perché?

Ho molte riserve sulla sua interpretazione della dottrina cattolica e sulla sua corretta interpretazione. Mi sembra che vada contro la giusta e consolidata tradizione ed occhieggia alla mondanità. Segue una sorta di umanesimo filantropico e nutro molte preoccupazioni. Anche nei riguardi dell’Islam e degli immigrati, Bergoglio ha un atteggiamento di resa che non mi piace affatto, alla pari del suo appiattimento su posizioni dottrinali discutibili. Fa molta politica e mi pare arrendevole sia sui principi, che sull’islam.

Lei parla con Benedetto XVI. È preoccupato dello stato della Chiesa cattolica?

Preferisco non rispondere.

Buttiamola giù allora così: pensa che il Papa Emerito sia preoccupato?

Io penso che lo sia. Lo dimostra il suo necrologio per la morte del cardinal Meisner. Dimostra che in lui esiste una viva preoccupazione per la situazione attuale della Chiesa.

(fonte: lafedequotidiana.it)

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