Il card. Coccopalmerio interpreta il capitolo VIII di Amoris laetitia

Il cardinale scrive che «i Padri sinodali hanno anche considerato la situazione solo civile o, fatte salve le differenze, persino di una semplice convivenza in cui quando l’unione raggiunge una notevole stabilità attraverso un vincolo pubblico, è connotata da affetto profondo, da responsabilità nei confronti della prole, da capacità di superare le prove, può essere vista come una occasione da accompagnare nello sviluppo verso il sacramento del matrimonio alla luce del Vangelo».

FALSO! I padri sinodali hanno detto NO a qualsiasi forma di convivenza fra uomo e donna senza il sigillo sacramentale!

È uscito mercoledì 8 febbraio, si tratta di un libretto intitolato Il capitolo ottavo della esortazione apostolica post sinodale Amoris Laetitia ed è stato stampato dalla Libreria Editrice Vaticana. L’autore è il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.

Coccopalmerio
Coccopalmerio

Il titolo è molto chiaro circa i contenuti di questo breve testo (30 pagine) che mira a dare una interpretazione del discusso capitolo dell’esortazione che riguarda l’accesso ai sacramenti per le coppie cosiddette irregolari, i divorziati-risposati in particolare. Secondo il vaticanista Orazio La Rocca, che presenta il testo sul settimanale Panorama, questa sarebbe «una iniziativa, spiegano in Vaticano, che punta a “chiarire” tutti i “dubbi” sollevati dalle componenti più tradizionaliste legate alla difesa ad oltranza della Dottrina ecclesiale».

Dopo una affermazione su cosa è il matrimonio cristiano, il cardinale scrive che «i Padri sinodali hanno anche considerato la situazione solo civile o, fatte salve le differenze, persino di una semplice convivenza in cui quando l’unione raggiunge una notevole stabilità attraverso un vincolo pubblico, è connotata da affetto profondo, da responsabilità nei confronti della prole, da capacità di superare le prove, può essere vista come una occasione da accompagnare nello sviluppo verso il sacramento del matrimonio alla luce del Vangelo».

Infine, scrive La Rocca, il capitolo VIII di AL apre «all’ammissione ai sacramenti di chi, pur vivendo in situazioni irregolari, chiede con sincerità l’ammissione nella pienezza della vita ecclesiale, un gesto di apertura e di profonda misericordia – si legge nella nota ministeriale – da parte di una Chiesa Madre che non lascia indietro nessuno dei suoi figli, consapevole che la perfezione assoluta è un dono prezioso ma che non può arrivare a tutti».

Si può dire che questa del cardinale Coccopalmerio rappresenta una risposta all’interpretazione del capitolo più controverso di Amoris laetitia, ma rimane qualche incertezza sul fatto che effettivamente chiarisca tutti i dubbi sollevati (Cfr. QUI).

(fonte: sinodo2015.lanuovabq.it)

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