Vaticano, quel pasticciaccio sull’Ordine di Malta

Come tutti gli autocrati, papa Francesco è un gran pasticcione…

di Lorenzo Bertocchi (13-01-2017)

p17-festing-800x500La destituzione del Gran Cancelliere del Sovrano Ordine di Malta, il tedesco Albrecht Freiherr von Boeselager, da parte del Gran Maestro Fra Matthew Festing (nella foto a lato, con Bergoglio) sta montando un vero caso internazionale. Dopo questo “licenziamento” il Vaticano ha attivato una commissione composta da cinque membri, tra cui l’Arcivescovo Silvano Tomasi e il gesuita padre Gianfranco Ghirlanda, per «raccogliere elementi atti ad informare compiutamente e in tempi brevi la Santa Sede». In risposta il Gran Magistero dell’Ordine il 10 gennaio ha comunicato che «ha ritenuto di non dover collaborare [con questa Commissione, nda], anche al fine di tutelare la propria sfera di sovranità rispetto ad iniziative che si atteggiano quali forme volte obiettivamente (e quindi al di là delle intenzioni, che sono giuridicamente irrilevanti) a porre in discussione o comunque a limitare detta sfera». In poche parole, l’Ordine di Malta ha rimandato al mittente la decisione della Santa Sede, opponendosi a quella che ritiene una vera e propria ingerenza.

IL SOVRANO ORDINE DI MALTA

L’Ordine, pur avendo una sua natura religiosa, ha una posizione del tutto particolare, infatti, gode di prerogative sovrane in quanto soggetto di diritto internazionale riconosciuto dagli Stati. E’ come se fosse uno Stato senza territorio, ma con una sua piena autonomia. Emette passaporti diplomatici, intrattiene relazioni con oltre cento stati ed esercita funzioni sovrane (potere esecutivo, legislativo e giudiziario). Questo suo particolare status vale anche con la Santa Sede, la quale nomina un Cardinale Patrono che oggi è il cardinale Raymond Leo Burke e l’Ordine un suo ambasciatore.

Il Vaticano ha una sua competenza sulla vita dell’Ordine solo per i membri che emettono i tre voti monastici, cioè i Cavalieri di Giustizia, mentre i membri del secondo ceto, i Cavalieri in Obbedienza sono subordinati solo ai superiori dell’Ordine. Albrecht Freiherr von Boeselager, l’ex Gran Cancelliere, è un membro del secondo ceto, per questo il Gran Magistero dell’Ordine ritiene che la defenestrazione di Boeselager è «un atto di amministrazione interna al governo del Sovrano Ordine di Malta e di conseguenza ricade esclusivamente nelle sue competenze».

I MOTIVI DELLA DESTITUZIONE DI BOESELAGER

Il 6 dicembre scorso Fra Matthew Festing, in presenza di due testimoni, di cui uno era il Cardinale Patrono Raymond Burke, ha convocato il Gran Cancelliere Boeselager per chiedergli le dimissioni per le risultanze di una inchiesta interna. Il Boeselager, durante il periodo della sua carica di Gran Ospedaliere dell’Ordine (1989-2014), avrebbe promosso la distribuzione di preservativi e contraccettivi (anche abortivi) in alcuni Paesi del Terzo Mondo, contravvenendo così all’insegnamento morale della Chiesa.

Dopo aver rifiutato di consegnare le sue dimissioni, il Gran Maestro ha sospeso Boeselager ritenendolo un atto di insubordinazione ai superiori. Ma l’ex Gran Cancelliere ha protestato sia riguardo ai motivi che gli vengono imputati, sia riguardo alla procedura con cui è stato allontanato.

IL PAPA, BURKE E PAROLIN

Dopo la sospensione da ogni ufficio, Boeselager si sarebbe rivolto al cardinale Segretario di Stato Piero Parolin affermando che il cardinale Patrono Burke avrebbe sostenuto che il Papa gli ordinava di dimettersi. A questo punto, siamo al 12 dicembre, Parolin scrive una lettera a Fra Matthew Festing a nome del Santo Padre, specificando che «sull’uso e la diffusione di metodi e mezzi in contrasto con la legge morale, Sua Santità ha chiesto un dialogo sul modo in cui possano essere affrontati e risolti eventuali problemi. Ma non ha mai detto di cacciare qualcuno!». Da parte sua il Gran Maestro diceva che la decisione sovrana che aveva preso era «pienamente in conformità con le istruzioni» portate dal cardinale Burke e ha chiesto un incontro con Parolin. Durante questo incontro il Segretario di Stato ha comunicato di voler istituire una commissione.

Secondo la ricostruzione del vaticanista Edward Pentin del National Catholic Register, lo scandalo della distribuzione dei contraccettivi era stata portata alla conoscenza del Papa nell’udienza concessa al cardinale Burke lo scorso 10 novembre. Durante l’udienza, è sempre Pentin a riportare queste indiscrezioni, «il Papa è stato “profondamente turbato” da ciò che il cardinale gli ha detto (…). Il Papa ha anche detto che voleva l’Ordine “ripulito” dalla Massoneria e ha chiesto azioni appropriate. L’incontro è stato seguito da una lettera del 1 dicembre al cardinale Burke, in cui il Papa avrebbe sottolineato come dovere costituzionale del cardinale di promuovere gli interessi spirituali dell’Ordine e rimuovere qualsiasi affiliazione con gruppi o pratiche contrarie alla legge morale».

Se nella lettera non vi era alcuna indicazione esplicita sulla rimozione del Boeselager, d’altra parte il cardinale Burke insiste nel dire che non ha mai detto che il Papa aveva richiesto espressamente l’allontanamento del Gran Cancelliere. La decisione della sospensione è stata delle autorità dell’Ordine che di fronte ai mancati chiarimenti del Boeselager lo hanno ritenuto responsabile dei fatti a lui contestati. La violazione della legge morale avvenuta in più occasioni mina la credibilità dell’Ordine.

LA COMMISSIONE

In data 22 dicembre il Gran Maestro e il cardinale Patrono ricevono la lettera che comunica l’istituzione della commissione e dice che tutto si sarebbe dovuto fermare in attesa delle risultanze di questa inchiesta. Ma l’Ordine, come abbiamo detto in apertura, ha rimandato al mittente quella che ritiene una ingerenza negli affari di uno Stato sovrano. Da parte sua la Commissione vaticana non ci sta e, tramite una lettera divulgata dal Catholic News Service, l’agenzia dei vescovi Usa, specifica che la decisione della istituzione della Commissione arriva non da un fraintendimento della Segreteria di Stato, ma direttamente dal Santo Padre. «La Commissione», si legge nella nota, «chiamata e formata dal Santo Padre è del tutto legittima e autorizzata dal Supremo Pastore a rendergli conto circa la procedura, e la sola procedura che ha portato alla sospensione del Gran Cancelliere dal suo incarico. Non si tratta di intromissione negli affari interni dell’Ordine, perché lo scopo della commissione, così come appare evidente, è quello di rendere conto al Santo Padre sulla procedura e non altro».

La querelle prosegue tra note legali, comunicati e lettere, e non è chiaro fin dove porterà. Al centro però c’è una questione semplice, semplice, e cioè se una istituzione cattolica possa tollerare la violazione dell’insegnamento della Chiesa in materia morale nello svolgimento delle sue attività. A questo proposito c’è chi vorrebbe imputare all’Ordine una linea contraria a quella indicata dal Papa per una chiesa in uscita, e maliziosamente si colpisce il bersaglio facile del cardinale Burke. Intanto con l’istituzione della commissione la Santa Sede entra duramente sulla vita dell’Ordine mettendo in dubbio la procedura che ha portato alla sospensione di Boeselager e, quindi, la scelta legittima del Gran Maestro.

(fonte: lanuovabq.it)

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