Mons. Nowak: “È necessario chiarire l’Amoris Laetitia”

Anche mons. Stanislaw Nowak, arcivescovo emerito di Czestochowa, ritiene giusto che papa Francesco risponda ai cinque dubia dei quattro cardinali. Del resto, aggiunge, «i documenti di Giovanni Paolo II non lasciavano spazio a dubbi».

di Bruno Volpe (02-01-2017)

«Opportuni chiarimenti sull’Amoris Laetitia. I Dubia? Non sono di ispirazione satanica. L’autista del tir polacco di Berlino eroe buono e silenzioso»: lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana mons. Stanislaw Nowak, arcivescovo emerito di Czestochowa, in Polonia.

Eccellenza, a Berlino ennesima strage del terrorismo islamico, qual è la sua idea?

«Che siamo alla barbarie e ne avevamo avuto cognizione in altre circostanze. E bisogna chiamare le cose col loro nome».

Cioè?

«Bisogna dire che i morti di Berlino non sono vittime di un generico terrorismo, ma di quello islamico e che questo è opera del demonio. Tutto quanto va contro la legge di Dio è del diavolo e dunque uccidere vittime innocenti urta la legge di Dio, ancora di più se lo si fa usando il nome della religione. In tutto questo bisogna ricordare le povere vite innocenti e l’autista del camion polacco, vittima silenziosa e buona».

Eccellenza, ultimamente il mondo cattolico sembra scosso dal tema Amoris Laetitia e i dubia dei quattro cardinali. Possibile dare la Comunione al divorziato risposato civilmente?

«Assolutamente impossibile! Chi lascia moglie o marito col divorzio e si risposa civilmente o convive more uxorio è in peccato mortale e allora non può ricevere la comunione che è una cosa seria e con la quale non è possibile giocare».

L’Amoris Laetitia, il documento del Papa, secondo lei ha bisogno di chiarimenti come si invoca da molte parti?

«Bisogna sempre essere obbedienti al Papa perché in lui vediamo il legame con Pietro».

Insomma, l’Amoris Laetitia merita o no chiarimenti?

«Penso che il capitolo 8° di quel documento, ribadita la piena obbedienza al Papa, meriti qualche chiarimento interpretativo, i chiarimenti sono opportuni. Ho la sensazione che il testo si presti a diverse applicazioni pratiche. Da questo punto di vista i documenti di Giovanni Paolo II non lasciavano spazio a dubbi».

E i dubia del 4 cardinali?

«Sui dubia, ripetuta la ferma obbedienza al Papa, non vedo problemi o motivi di indignazione, è un atto permesso dalla tradizione e dalla prassi costante della Chiesa rivolgere richieste di interpretazione sulla dottrina. Insomma, non capisco quale ispirazione diabolica possa esistere in una cosa normale e persino utile. Ritengo, per il bene della Chiesa e dei fedeli, che sia bene rispondere sul punto e dare dei chiarimenti interpretativi».

(fonte: lafedequotidiana.it)

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