C’era una volta la Chiesa cattolica… Intervista ad Alessandro Gnocchi

“Certificata una frattura nella Chiesa che durava da oltre trenta anni. I Dubia del cardinali? Giusti, ma tardivi”, lo afferma in questa intervista a La Fede Quotidiana il noto ed autorevole giornalista Alessandro Gnocchi.

di Bruno Volpe (26-12-2016)

“Certificata una frattura nella Chiesa che durava da oltre trenta anni. I Dubia del cardinali? Giusti, ma tardivi”, lo afferma in questa intervista a La Fede Quotidiana il noto ed autorevole giornalista Alessandro Gnocchi.

Gnocchi, durante i tradizionali auguri di Natale alla Curia il Papa, alludendo ai Dubia del cardinali ha parlato di ispirazione del demonio. Possiamo parlare di una frattura nella Chiesa?

«Certamente esiste questa frattura e quel discorso la certifica. Ma non vi è da meravigliarsi. La frattura esiste e dura da ben oltre trenta anni, non è cosa di oggi, nulla di rilevante o di realmente nuovo».

E i Dubia del cardinali?

«Possiamo definirla una buona e legittima iniziativa, anche lodevole e persino coraggiosa. Ma ritengo che sia stata tardiva. È giunta con ritardo a disastro quasi completato».

Perché tardiva?

«I 4 porporati hanno avanzato i Dubia sull’Amoris Laetitia che indubbiamente è un pessimo documento in contrasto con la dottrina cattolica, figlio di anni di cattiva gestione. Lo giudico un testo non soltanto ambiguo, ma persino non cattolico. Però ritengo che occorreva svegliarsi da prima e che ben altri erano i terreni su cui muoversi, dottrina e liturgia. L’Amoris Laetitia forse è persino secondario rispetto al resto».

Insomma, lei non è fiducioso sulla iniziativa dei quattro cardinali…

«Bergoglio se ne frega del diritto canonico e della disciplina. Non so se i quattro cardinali siano sostenuti da altri, può anche essere. Tuttavia mi domando: se Bergoglio non risponde, come è pensabile, che cosa accadrà? Nulla, e i cardinali resteranno col cerino acceso tra le mani. Lo ripeto: bisognava muoversi molto tempo prima».

E Papa Francesco?

«Lui odia la dottrina cattolica ed anche la Tradizione, anzi penso che sia qui per distruggerli e lo sta facendo con grande impegno e in modo efficace. Lui è la rappresentazione di una Chiesa che non è più veramente cattolica, si sta inventando una religione che non esiste».

E la resistenza dei cardinali con i Dubia?

«Come le ho detto si sono mossi tardi e sarebbe stato giusto farlo su temi maggiormente importanti, non sull’Amoris Laetitia».

Qual è in Europa a suo giudizio l’episcopato maggiormente critico verso Bergoglio?

«Direi che nell’Europa dell’est troviamo vescovi leali. Probabilmente, quello polacco, che denota maggior attaccamento al rispetto per la dottrina e la tradizione in una nazione come la Polonia che ancora è cattolica».

(fonte: lafedequotidiana.it)

Un pensiero riguardo “C’era una volta la Chiesa cattolica… Intervista ad Alessandro Gnocchi

  1. Dissento dalla valutazione di Alessandro Gnocchi, circa il presunto ritardo nell’azione dei Quattro. Non si poteva affrettare un passo del genere, che comunque è venuto a conclusione di molte e qualificate iniziative precedenti, che andavano nello stesso senso.

    Mi riferisco alla “Critica teologica all’Esortazione Amoris Laetitia”, inviata in forma di appello ai primi di luglio del 2016 da 45 teologi, filosofi, storici e pastori di anime cattolici a 218 cardinali e patriarchi, consiglieri ufficiali di papa Francesco, per sollecitarli a chiedere che il papa rivedesse l’Esortazione. Vedi qui il testo integrale http://www.corrispondenzaromana.it/lesortazione-apostolica-amoris-laetitia-una-critica-teologica/. E poi all’”Appello” dell’Istituto Plinio Correia De Oliveira http://www.corrispondenzaromana.it/appello-ai-prelati-e-ai-movimenti-silenziosi-dellistituto-plinio-correa-de-oliveira/ e alla più recente “Supplica filiale” http://www.supplicafiliale.org/, firmata, tra gli altri, dal prof. Joseph Seifert e dai cardinali Carlo Caffarra e Raymond Leo Burke, i quali ultimi due notoriamente fanno parte del gruppo dei Quattro.

    E’ vero che le suddette iniziative sono state censurate dal Vaticano e da tutti i principali media. Quelli cattolici compresi, esclusi i non allineati alla linea magisteriale del Regnante Pontefice, che tanto ricorda il “credere, obbedire, combattere” di ducesca memoria, visto che le domande di chiarimento non sono gradite, anzi non sono nemmeno previste dalla prassi da lui adottata.

    Ma niente è perduto. Anzi, il tempo sta maturando proprio ora, visto che è comunque tangibile la sensazione di essere giunti al culmine della stanchezza per la storia infinita delle ambiguità magisteriali del Regnante Pontefice, con l’equivalente perdita di tempo per il cattolico medio, che ha ben altro da fare.

    Non è, peraltro, questione di numeri e/o di rapporti di forza. I Quattro hanno intrapreso la loro iniziativa meritoria in spirito di coscienza, già facilitati in partenza, in quanto emeriti, e quindi anche più liberi da vincoli di incarico. E questo hanno fatto, evidentemente, prescindendo totalmente da valutazioni circa l’assenso o il dissenso pubblici con i quali si sarebbero dovuti confrontare. Grazie, dunque, Eminenze. Ma anche, se hanno deciso di intraprendere questa strada, erano già presumibilmente pronti in partenza ad avviare l'”Atto di correzione formale di errore grave” su AL, nel caso di mancata risposta da parte del Regnante Pontefice, come sta giustappunto accadendo. Era, peraltro, una delle ipotesi più plausibili.

    Quindi, è ragionevole ipotizzare che, passata l’Epifania, ogni giorno sarà buono per il passo successivo. Che accadrà dopo?… L'”Atto di correzione” verrà silenziato, rimbalzerà anch’esso contro un muro di gomma?… Beh, intanto questo non è poi così sicuro. Seconda di poi, dare questo per scontato vorrebbe dire non aver fiducia nella Provvidenza, che “move il sole e l’altre stelle”. Intanto chi ha fatto il suo dovere dormirà tranquillo… poi, si starà serenamente a vedere che succede.

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