Papa Francesco a scuola di globalizzazione. Bocciato come Pinocchio

Nell’eloquio di papa Francesco ricorrono spesso delle teorie dall’origine e dalla fondatezza vaghe, ma che in lui si sono solidificate come certezze incrollabili, esplicative del tutto.

di Sandro Magister

Nell’eloquio di papa Francesco ricorrono spesso delle teorie dall’origine e dalla fondatezza vaghe, ma che in lui si sono solidificate come certezze incrollabili, esplicative del tutto.

Ad esempio quella che ha richiamato un’ultima volta pochi giorni fa, in un’intervista al settimanale cattolico belga Tertio: “C’è una teoria economica che non ho provato a verificare, ma l’ho letta in diversi libri: che nella storia dell’umanità, quando uno Stato vedeva che i suoi bilanci non andavano, faceva una guerra e rimetteva in equilibrio i propri bilanci. Vale a dire, è uno dei modi più facili per produrre ricchezza”.

Oppure l’altra teoria che a giudizio del papa spiega la crescita delle povertà e delle disuguaglianze di pari passo con l’avanzare del progresso, ribadita un’ultima volta nell’omelia del 13 novembre nella messa per il giubileo delle persone socialmente escluse: “Così nasce la tragica contraddizione dei nostri tempi: quanto più aumentano il progresso e le possibilità, il che è un bene, tanto più vi sono coloro che non possono accedervi”.

pinocchioCuriosamente, però, pochi giorni fa, l’8 dicembre, nella prima puntata di una nuova trasmissione di Rai2, questo mantra di papa Francesco è stato garbatamente ma inesorabilmente demolito.

La trasmissione è Night Tabloid, un rotocalco da seconda serata condotto da Annalisa Bruchi, molto brava nello spiegare con semplicità e precisione le questioni economiche anche più complicate.

A un certo punto la conduttrice passa la parola al giovane Davide De Luca, dal piglio di ricercatore, che in un angolo della trasmissione rubricato come Pagella politica verifica a colpi di dati reali – Fact cheking – ciò che di vero o di falso c’è nell’una o nell’altra teoria in voga.

Ebbene, nella prima puntata della serie, a finire sotto esame è stato proprio papa Francesco, per la sua frase richiamata poco sopra e fatta riascoltare dalla sua viva voce. Con voto finale: “Pinocchio andante”. Come a dire: bugia. Nel video della puntata, la “Pagella politica” comincia al minuto 42’50”: > Night Tabloid, 8 dicembre 2016

La domanda iniziale posta dalla conduttrice all’esaminatore è: “Questa globalizzazione ci ha impoverito oppure ci ha arricchito, e chi?”. Ed ecco qui di seguito la trascrizione di come è andato l’esame. Con la bocciatura finale.


D. – Questa globalizzazione ci ha impoverito oppure ci ha arricchito, e chi?

R. – È una domanda a cui è difficile rispondere, ma ci possiamo provare. Di sicuro c’è una parte della popolazione dei paesi sviluppati che possiamo definire gli sconfitti della globalizzazione, cioè coloro che ci hanno perso.

Per esempio in Europa il 9,5 per cento della popolazione è a rischio di povertà nonostante abbia un lavoro. E questa categoria è in aumento: pensate che nel 2006 erano l’8,1 per cento. E in Italia la situazione è ancora peggiore, perché l’11,5 per cento della popolazione è a rischio di povertà nonostante abbia un lavoro, e nel 2006 erano il 9 per cento.

Secondo alcuni il problema è proprio la globalizzazione. Cioè, la globalizzazione ci ha aperto alla concorrenza con i paesi in via di sviluppo e quindi chi ha un lavoro a bassa qualificazione può essere oggetto di concorrenza da parte dei paesi in via di sviluppo.

Ma addirittura il papa, papa Francesco, è intervenuto proprio su questo tema e ci dice che non è un problema soltanto nostro ma è un problema mondiale: il progresso, la globalizzazione, sono un problema per tutti quanti. Ha detto: “Quanto più aumentano il progresso e le possibilità, il che è un bene, tanto più vi sono coloro che non possono accedervi”.

Il papa fa proprio un’equazione. Dice: più aumenta il progresso, più aumentano le persone che ne sono escluse.

E come abbiamo visto poco fa, è vero, in parte almeno, per i nostri paesi. Ma se allarghiamo lo sguardo al resto del mondo e guardiamo a che cosa è successo in tutto il pianeta, questa frase non sembra più così tanto corretta.

Prendiamo ad esempio il numero delle persone sottonutrite, cioè quelle che non hanno abbastanza per sfamarsi. Vediamo che nel 1990-92 erano il 18,6 per cento della popolazione dell’intero pianeta. Nel 2014-16, cioè venticinque anni dopo, si sono ridotte al 10,9 per cento.

Vediamo anche la povertà estrema, cioè di coloro che vivono con meno di 2 dollari al giorno. Nel 1990 erano il 35 per cento della popolazione di tutto il pianeta, uno su tre. Venticinque anni dopo, nel 2013, si sono ridotti al 10,7 per cento, uno su dieci. Perché sono tutti morti? No, perché in questo stesso periodo la popolazione mondiale è riuscita ad aumentare di 1,9 miliardi, e adesso siamo 7 miliardi di persone, molto meno povere, molto meno affamate.

Quindi, quando noi trasformiamo questa critica della globalizzazione, un po’ come fa il papa, in una critica assoluta e diciamo che tutti ci hanno rimesso, beh, insomma,  a costo di essere un po’ blasfemi, siamo costretti a dare al papa un: “Pinocchio andante”.

(fonte: settimocielo.it)

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Un pensiero riguardo “Papa Francesco a scuola di globalizzazione. Bocciato come Pinocchio

  1. In papa Bergoglio palesemente coesistono ALMENO due tendenze (una delle quali non può escludersi derivante da problematica senile):

    -una è quella dell’orecchiante non approfondente: “ho letto non so più in quale libro la seguente teoria…, ho ascoltato non so più dove la seguente frase …” per impossessarsene stabilmente e proporla/imporla come l’oro che cola dal crogiolo;

    – l’altra è quella appartenente alla serie “me la sono inventata cinque minuti fa per l’occorrenza ‘dialettica’ ” (in realtà monologica).

    Entrambe le tendenze appartengono alla parrocchia di San Cicero Pro Domo Sua.

    Mi piace

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