Dopo l’Amoris laetitia qualcuno vorrebbe rivedere il Catechismo. Nessun “dubia”.

L’Amoris Laetitia contraddice velatamente il depositum fidei? No problem: si cambia il depositum fidei.

In più occasioni il direttore de La Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro SJ, ha sottolineato che i dubia sollevati dai quattro cardinali sono solo di chi si ostina a non voler capire. Anzi, nella recente intervista concessa ad Austen Ivereigh sul portale Crux.com, il padre Spadaro ha specificato che “una coscienza sincera” può trovare tutte le risposte in Amoris laetitia.

Spadaro e papa Francesco lasciano il sinodo del 2015. Si fa sera...
Antonio Spadaro e papa Francesco lasciano il sinodo del 2015. Si fa sera…

Ma, come peraltro fa notare lo stesso direttore di Crux, il vaticanista John L. Allen, Jr., bisogna pur riconoscere che le interpretazioni dell’esortazione post-sinodale date da diversi vescovi non sono proprio omogenee, specialmente per il capitolo VIII. “Nonostante l’insistenza degli alleati papali”, scrive, “che tutto è perfettamente chiaro su ciò che riguarda l’accesso alla Comunione [ai conviventi more uxorio, ndr], c’è un importante segmento della Chiesa che crede che ciò non sia vero. Che si tratti di una maggioranza o di una minoranza per il momento non importa, non possono essere semplicemente licenziati, perché includono figure di alto livello nella gerarchia”.

A dimostrazione che forse non tutto è proprio chiaro e limpido a proposito dell’esortazione Amoris laetitia viene alle cronache una recente intervista di padre Martin Maria Lintner, teologo morale sudtirolese docente allo Studio teologico di Bressanone/Brixen e a Innsbruck in Austria. Per il giovane teologo, che già era intervenuto sul tema, non c’è alcun dubbio: l’AL è “un punto di non ritorno”.

“Dal punto di vista della teologia morale”, dice il religioso e teologo, “si deve riconoscere che il papa ha aperto una strada per i divorziati risposati: non possiamo più affermare che oggi ci sia un’esclusione categorica ad accostarsi ai sacramenti dell’eucaristia e della riconciliazione per quanti, nella nuova unione, non si astengono dai rapporti sessuali. Su questo non c’è alcun dubbio, proprio a partire dal testo stesso dell’AL”. Eppure, alla luce delle recenti dichiarazioni del prefetto della Congregazione della Dottrina della fede, fa un certo effetto che un giovane religioso abbia queste assolute certezze, ma è pur vero che l’esortazione apre più di qualche spiraglio.

Martin M. Lintner OSM
Martin M. Lintner OSM

D’altra parte, nonostante la chiarezza che vede il padre Lintner, egli ritiene che una revisione del Catechismo della Chiesa Cattolica sarebbe utile, forse per meglio esprimere l’insegnamento pastorale innovato con l’AL. “Il problema”, spiega il teologo riprendendo un argomento noto di alcuni interpreti del documento, “è che un peccato oggettivo non può mai essere sganciato dalla persona che lo compie. Il peccato è sempre quello di un soggetto che liberamente, volutamente, coscientemente cerca il male ossia omette il bene. AL riconosce che questo non può essere detto di tutti coloro che vivono in situazioni complesse o cosiddette «irregolari». Afferma perfino che alcune persone in queste situazioni non possono agire diversamente proprio per non rendersi colpevoli di peccato: per esempio, non abbandonano il partner perché questo sarebbe un atto di mancanza grave di responsabilità nei suoi confronti, oppure non rinunciano all’intimità sessuale per poter esprimere l’amore e l’affetto che provano l’uno per l’altra e per non mettere in pericolo la loro fedeltà o il bene dei figli. Per questo sarebbe da rivedere la formulazione nel CCC 2384, là dove si afferma che, in qualunque situazione, il divorziato/risposato si colloca in «una condizione di adulterio pubblico e permanente”.

Una tesi interessante, anche se solleva più di un “dubia”. A dimostrazione che dopo l’AL non proprio tutto è così chiaro come si vorrebbe far credere. (LB)

(fonte: sinodo2015.lanuovabq.it)

Annunci

3 thoughts on “Dopo l’Amoris laetitia qualcuno vorrebbe rivedere il Catechismo. Nessun “dubia”.

  1. Di quello che dice Gesù Cristo nei Vangeli non importa più a padre Litner o al Papa? In altri termini: ai Vangeli si può far dire quello che vogliamo?

    Mi piace

  2. Penso che l’introduzione del divorzio nelle leggi statali abbia creato confusione nelle pure menti di molti credenti.Quello che dovrebbe essere peccato personale appartiene ormai alla serie dei peccati sociali e deresponsabilizzi molti di coloro che lo praticano.Il solo pensare di sposarsi con la possibilità di dividersi in caso di crisi matrimoniale è già elemento per invalidare il matrimonio,insieme ad altri dovuti ad ignoranza religiosa.Ciò deve considerare il confessore ed agire secondo misericordia,come sostiene il Santo Padre.

    Mi piace

    1. Il matrimonio sacramentale non s’invalida: se è nullo, vuol dire che non è mai esistito. Ma solo l’autorità competente può stabilire – la Rota Romana – questo, non certamente un confessore, né tanto meno i divorziati-risposati in questione, in quanto – giuridicamente parlando – impuntati in causa. Nessuno può essere imputato, avvocato difensore e giudice contemporaneamente.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...