Gesuiti, il nuovo “papa nero” è un catto-marxista

Identikit del venezuelano Arturo Marcelino Sosa Abascal, neo-eletto preposto generale della Compagnia di Gesù.

di Sandro Magister

sosaNella foto (a lato) c’è l’inizio di un articolo pubblicato dal neoeletto superiore generale della Compagnia di Gesù, il venezuelano Arturo Marcelino Sosa Abascal, sulla rivista SIC del Centro Gumilla de Investigación y Acción Social dei gesuiti di Caracas, l’una e l’altro da lui animati e diretti dal 1979 al 1996, prima di diventare rettore della Universidad Católica del Táchira, poi dal 2004 consigliere nella curia generalizia dei gesuiti a Roma, e infine “papa nero”. Ciò che è curioso di questo articolo, è che stato messo in rete nell’archivio web della rivista con sulle pagine le stroncature a penna annotate da un confratello di padre Sosa che era in radicale disaccordo con lui sulla materia in oggetto: > La mediación marxista de la fe cristiana.

L’articolo è del 1978 e da allora molta acqua è passata. Difficile dire quanto ancora padre Sosa sottoscriverebbe, oggi, delle tesi da lui sostenute allora. Si era infatti negli anni ruggenti in cui il marxismo era linguaggio d’obbligo dei movimenti ribelli del terzo mondo, cattolici compresi. E padre Sosa scriveva che una “mediazione marxista della fede cristiana” era non solo “legittima” ma “necessaria”, accettando anche l’ateismo della critica marxista della religione perché – a suo giudizio – tale critica colpiva non il Dio vero ma il falso dio prodotto e impersonato dal dominio capitalista e dallo stato borghese.

Arturo Sosa, SJ, è uno dei più fedeli discepoli di Pedro Arrupe.
Arturo Sosa, SJ, è uno dei più fedeli discepoli di Arrupe.

Poi in America latina e in Venezuela sono capitate tante cose. E nel suo ultimo articolo pubblicato su SIC, nel maggio del 2014, padre Sosa ha condannato senza attenuanti la “rivoluzione statalista” imposta al suo paese da Hugo Chávez e dal suo successore: una “dittatura totalitaria” che con l’uso strumentale dei plebisciti spaccia per democrazia una reale “tirannia della maggioranza”.

Colpisce però che i gesuiti abbiamo eletto come superiore generale – regnante il primo papa gesuita della storia – un loro confratello che per tutta la vita ha scritto e discusso solo di politica e di scienze sociali. Nel profilo biografico, infatti, che nel sito web del Centro Gumilla condensa la vita e le opere di padre Sosa, in una quarantina di righe la parola “politica” ricorre ben diciannove volte, mentre la parola “teologia” una volta sola, confinata ai suoi studi giovanili.

E la politica è stata sempre anche la materia del suo insegnamento, sia alla Georgetown University di Washington, dove fu invitato nel 2004, sia ai militari dello Stato maggiore e della Scuola superiore delle forze aeree del Venezuela, dove tenne cattedra dal 1985 al 1994.

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