Amoris laetitia, tra Buttiglione e Rodrigo Guerra, la connessione latinoamericana

Buttiglione da wojtyliano a bergoglioso? Semplicemente non è mai stato cattolico, ma un comune “democristiano medio”.

di Sandro Magister (20-08-2016)

Il doppio intervento su L’Osservatore Romano, a sostegno di una interpretazione dell’Amoris laetitia aperta alla comunione ai divorziati risposati, da parte di due studiosi del pensiero di Karol Wojtyla quali l’italiano Rocco Buttiglione e il messicano Rodrigo Guerra López continua a riscuotere interesse e ad animare dispute, di cui ha dato conto http://www.chiesa in tre servizi concatenati:

La lettera riprodotta qui sotto getta luce sulle connessioni tra i due autori e sui retroscena del loro comune distacco dalle posizioni di Giovanni Paolo II in materia di matrimonio e famiglia.

L’autore è un antico discepolo del professor Buttiglione nel campo della filosofia della politica e del magistero di Giovanni Paolo II.


Gentile Sandro Magister,

vorrei far notare come il curriculum del professor Rodrigo Guerra López sia una sovrapposizione di quello di Buttiglione, ad iniziare dal dottorato presso l’Accademia internazionale di filosofia del principato del Liechtenstein, di cui Buttiglione è stato pro-rettore, e poi dalla comune presenza nel pontificio consiglio per la giustizia e la pace, di cui Buttiglione è stato membro.

Per non parlare degli incarichi accademici dello stesso Buttiglione in Messico, dove è presente da oltre un ventennio anche per motivi familiari, dovuti al matrimonio di una sua figlia con un esponente della borghesia messicana.

In breve, il professor Guerra è un discepolo di Buttiglione e la comune posizione che entrambi hanno assunto su L’Osservatore Romano non è frutto del caso.

Con tutta probabilità il retroterra di questa loro comune posizione è proprio in quel quinto paragrafo dello scritto di Guerra da lei evidenziato.

La condivisione del pensiero teologico e pastorale ivi espresso, da parte di Buttiglione e di altri tra i quali il professor Massimo Borghesi e Alver Metalli, anche loro provenienti da Comunione e Liberazione e su posizioni analoghe, è evidente. Si può parlare di una scuola di pensiero cattolico latinoamericana, alla quale spesso Buttiglione ha fatto riferimento nel suo insegnamento, sottolineando che essa aveva molto da insegnare alla filosofia europea, segnatamente a quella cattolica europea.

Questa posizione in ambito cattolico, di cui Buttiglione si fa ora autorevole sostenitore, trova le sue radici nel tentativo di superamento della teologia della liberazione compiuto proprio da tanti che, su iniziale mandato di Giovanni Paolo II, operarono in America Latina tra gli episcopati e nelle maggiori università amerinde. Tentativo che ha, a mio parere, come cifra distintiva il soggettivismo e si manifesta in una pastorale in cui l'”esperienza” della fede tende a fare a meno della formulazione dogmatica e catechetica della fede stessa.

Non le so dire il mio sconcerto per le attuali posizioni di Buttiglione, così distanti da quanto da lui a lungo sostenuto e insegnato, quando era ben introdotto tra gli amici di Giovanni Paolo II che diedero vita, su sua indicazione, al Pontificio istituto per studi su matrimonio e famiglia intitolato proprio a quel papa.

Con stima.

[Lettera firmata]

© Settimo Cielo (20-08-2016)

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Un pensiero riguardo “Amoris laetitia, tra Buttiglione e Rodrigo Guerra, la connessione latinoamericana

  1. Si sa che la storia italica del Novecento ha visto molte figure che, in camicia nera durante il ventennio fascista, alla Liberazione avevano già il fazzoletto rosso in tasca e si riciclarono prontamente come compagni. Ce li siamo ritrovati anche in Parlamento senza imbarazzi da parte loro.

    Il voltabandiera che oggi va in scena da parte del signor Buttiglione è solo l’ennesimo caso di salto della quaglia, sport che – per la sua larga diffusione fra certo popolo – dovrebbe essere promosso a specialità olimpica.

    Quanto alla ‘scuola di pensiero cattolico sudamericana’ di Buttiglione si farebbe carico, direi che della Tranvata Sudamericana T maiuscola che è rovinata sul collo della Chiesa cattolica ce n’è già davvero d’avanzo…

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