Il card. Napier: “Scuse ai gay? Dio ci salvi dal politicamente corretto!”

Il tweet del cardinale Napier ha fatto il giro della rete.

di Matteo Matzuzzi (30-06-2016)

Ancora prima che lo dicesse il Papa rispondendo a una domanda rivoltagli a bordo dell’aereo che lo riportava a Roma dall’Armenia, era stato il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, presidente della conferenza episcopale tedesca e stretto collaboratore sul fronte finanziario di Francesco – è coordinatore del Consiglio per l’economia – a sostenere l’esigenza di “chiedere scusa ai gay” (Francesco, nella sua risposta, aveva aggiunto anche “ai poveri, alle donne e ai bambini sfruttati nel lavoro”). Il porporato bavarese era intervenuto a una conferenza organizzata presso il Trinity College di Dublino, in Irlanda. In quell’occasione aveva detto che “la storia degli omosessuali nelle nostre società è stata molto negativa, poiché abbiamo fatto molto per marginalizzarli”. Ecco perché “come chiesa e come società dobbiamo dire ‘mi dispiace, mi dispiace’”.

A giudizio di Marx, “dobbiamo rispettare le decisioni delle persone. Dobbiamo rispettarle, dissi nel primo Sinodo sulla famiglia, e alcuni rimasero scioccati. Ma io credo sia normale. Non si può affermare che una relazione tra un uomo e un uomo che sono reciprocamente fedeli non rappresenta nulla, che non ha valore”. Il cardinale tedesco si è smarcato persino da quanto sostenne, un anno fa, il cardinale segretario di stato, Pietro Parolin, all’indomani dell’approvazione tramite referendum delle nozze omosessuali in Irlanda. Parolin parlò di “sconfitta per l’umanità” e oggi Marx preferisce far cadere la questione: “Non commento gli altri, perché non è buona cosa”. A ogni modo, “lo stato secolare deve regolare le relazioni tra omosessuali e noi come chiesa non possiamo avere una posizione contraria”, anche se – ammette – “il matrimonio è un’altra cosa”.

CardinalNapier“Dio c’aiuti!”, ha twittato subito il cardinale Wilfrid Fox Napier, arcivescovo sudafricano di Durban, a chi gli chiedeva conto sul social network delle affermazioni del confratello tedesco: “La prossima volta dovremo chiedere scusa per aver insegnato che l’adulterio è un peccato! Il politicamente corretto è la più grande eresia di oggi”, ha scritto Napier. Quest’ultimo, francescano con fama tutt’altro che da conservatore – prima del Sinodo straordinario del 2014 era annoverato tra i cosiddetti progressisti, stando alle riduttive categorie mediatiche – era stato colui che dinanzi ai giornalisti aveva detto che la relatio post disceptationem letta in Aula dal cardinale ungherese Péter Erdo era in realtà stata scritta da Bruno Forte e che “non corrispondeva alla realtà” del dibattito che s’era effettivamente svolto. […]

FONTE: ilfoglio.it

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