Heiner Koch, il vescovo gayfriendly

Heiner Koch, arcivescovo di Berlino, è in ansia per la sorte dei gay discriminati ma non per i cristiani perseguitati.

di Marco Tosatti (27/02/2016)

L’agenzia di stampa in lingua tedesca Kath.Net ha dato notizia che l’arcivescovo cattolico di Berlino Heiner Koch, uno dei vescovi più progressisti nella molto progressista Conferenza Episcopale tedesca, ha nuovamente sostenuto la necessità di una protezione speciale dei rifugiati omosessuali. Ma, sottolinea l’agenzia, il presule nell’intervista non ha fatto nessun riferimento alla questione della protezione dei rifugiati cristiani, che spesso, come è noto, vengono vessati e minacciati nei campi profughi da altri rifugiati islamici, tanto che in alcuni casi hanno preferito cercare di fuggire dal campo profughi.

heiner_kochMa Heiner Koch si è focalizzato su altri temi, certamente più apprezzati dalla sensibilità dei media e del pensiero politically correct. “Ho preso la decisione d’attirare l’attenzione della politica e della chiesa sulla problematica particolare di questi rifugiati”, ha dichiarato Koch in un’intervista online della comunità evangelica berlinese “Rogate”. “La nostra Caritas si vuole impegnare affinché i gestori di rifugi e le compagnie di sicurezza tengano conto dei problemi dei rifugiati omosessuali e transgender”.

Koch racconta di essere molto colpito ogni volta che delle persone gli raccontano “di essere stati aggrediti verbalmente e fisicamente a causa dell’orientamento sessuale e di avere, anche in situazioni di emergenza, incontrato pochissima comprensione anche presso le nostre amministrazioni e forze di sicurezza”.

La dignità dell’uomo è intangibile “indipendentemente dalla sua orientazione sessuale” sottolinea Koch, seguendo in questo il magistero tradizionale dell Chiesa. “Noi Cristiani difendiamo questa idea, precisamente perché vediamo Cristo in ogni essere umano”.

Al tempo stesso, ha messo in guardia affinché le sue dichiarazioni non siano mal interpretate per dire che “tutte le maniere in cui l’essere umano da’ sfogo alla sua sessualità siano messe sullo stesso piano”. Su questo tema vi saranno in futuro, secondo lui, “chiari divari”, che converrà di condurre in un clima di reciproco rispetto. Ricorda di nuovo Kath.Net in chiusura che Koch non si è pronunciato durante l’intervista sulla questione della protezione dei rifugiati cristiani.

FONTE: lastampa.it

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