Ecco chi è il nuovo primate del Belgio

De Kesel, ultra-progressista, che a differenza del predecessore Leonard, fedele al Vangelo e perseguitato per anni, sarà sicuramente fatto cardinale.

Un’altra nomina significativa di questo pontificato. Il povero mons. Léonard, a suo tempo scelto personalmente  da Papa Benedetto per Bruxelles (benché non fosse nella terna a lui sottoposta), in quanto unico presule ortodosso del Belgio, è stato immediatamente dimissionato allo scadere del 75o anno d’età (contro la prassi, che consente una permanenza extra di qualche anno) e senza che sia mai stato insignito della porpora associata tradizionalmente alla sua sede.

Gli succede mons. De Kesel, da sempre appoggiato dal card. Dannneels, lui pure arcivescovo emerito di Bruxelles, il quale si è pure vantato di essere un grande elettore di Bergoglio (dopo avere – sono parole sue – tramato col ‘gruppo di San Gallo’ per preparare una successione progressista a Ratzinger). Viene da pensare a quanto scrive Damian Thompson: “questo tizio (Bergoglio) ricompensa i suoi fedelissimi e punisce duramente i dissidenti”.

75055201_71585654È opportuno ricordare che il card. Danneels è colui che negli anni Novanta ha fatto adottare il famigerato catechismo dal titolo Roeach, che aveva una parte dedicata alla sessualità dei bambini come segue: in un disegno a fumetti, una bambinetta nuda dice: “Stimolarmi la patatina mi fa sentire bene”; “Mi piace togliermi le mutande con gli amici”; “Voglio restare nella camera quando mamma e papà fanno sesso”. Un altro disegno mostra un bambino e una bambina nudi che ‘giocano al dottore’ e il maschietto che dice: “Guarda, il mio pisello è grosso”. Altro disegno mostra tre tipi diversi di genitori. Sono riprovati quelli con atteggiamenti puritani; quelli con la dicitura: “Corretto” sono naturalmente coloro che così reagiscono: “Sì, sentire e stimolare quelle parti è un bel divertimento” (se volete saperne di più di questa vicenda, e del rifiuto sdegnoso di Danneels di ascoltare le proteste di padri e madri, leggete qui).

Ora il card. Danneels viene ricompensato da questo papa con la promozione del protégé Josef De Kesel. Il quale è nato a Gand nel 1947, è diventato vescovo ausiliare di Malines-Bruxelles nel 2002 e, poi, vescovo di Bruges, diocesi sinistrata se ce n’è una, dopo i 25 anni di episcopato di mons. Vangelhuwe, per sua stessa ammissione dedito a stuprare il nipotino (lo so, il post di oggi sembra un feuilleton tanto inverosimile quanto osceno: purtroppo, è tutto vero).

Nulla da dire sul piano morale, per carità, circa mons. De Kesel. Il che, dato l’andazzo della Chiesa belga, è già qualcosa. Ma inquieta l’omaggio che egli aveva reso al canonico Pierre Locht, difensore della pianificazione familiare, fino a giustificare il ricorso all’aborto in alcuni casi; membro dell’Associazione per il Diritto a morire con dignità; grande sostenitore della teologia della liberazione più estrema; al momento del suo funerale, il 17 marzo 2007, nel Duomo di Bruxelles, così De Kesel l’aveva ricordato: “So che la Chiesa l’ha fatto soffrire. Egli è rimasto fedele. Fedele a se stesso, libero e aperto alle domande dell’uomo d’oggi. Fedele al Vangelo e, lo posso dire, e penso di doverlo dire, fedele a questa stessa Chiesa, popolo di Dio“.

Altrettanto “fedele alla Chiesa” è uno degli uomini di fiducia di mons. De Kesel, il canonico Herman Cosijns: innovativo in morale, Cosijns ritiene che “per un cristiano, un secondo matrimonio dovrebbe essere considerato come un’opportunità per crescere nell’amore di Dio […] Il secondo matrimonio quindi acquisisce una dimensione religiosa e può essere vissuto come un cammino di santificazione, un itinerario proposto da Dio“; Cosijns crede poi che le persone omosessuali possano trovare la strada di Dio vivendo il loro rapporto. Tesi, peraltro, che col pontificato di Bergoglio hanno ottime possibilità di diventare mainstream.  Creatore in materia di liturgia, Cosijns pasticciava, nella sua parrocchia di N. D. de Laeken, preghiere eucaristiche senza menzione dell’allora Papa, della Vergine Maria, eccetera.

Da menzionare anche un’intervista di De Kesel in cui non solo attaccava il celibato ecclesiastico, ma promuoveva anche l’ordinazione femminile (il che, come noto, cozza contro un pronunciamento infallibile di s. Giovanni Paolo II). “La gente per cui il celibato è umanamente impossibile, dovrebbe avere egualmente la possibilità di diventare prete“, ha dichiarato alla radio. E sulle donne-prete: “Questo è certamente negoziabile e io spero che avvenga, ma è argomento ancora più sensibile di quello sul celibato. Penso che la discussione sul celibato procederà molto più velocemente che il dibattito sull’ammissione delle donne al sacerdozio“. (Fonte: HBVL). Vista l’affermazione contraria ex cathedra di Giovanni Paolo II, esplicitamente dichiarata infallibile, è un po’ come dire che è “negoziabile” l’Immacolata Concezione.

Rincuorante, infine, l’opinione del nuovo arcivescovo di Bruxelles sul futuro della Chiesa; in un’intervista dichiarò: “Non sappiamo nemmeno se il cristianesimo ha un futuro in Occidente, ma lo spero” (giornale Dimanche, 3 agosto 2003).

Enrico

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