Germania, i vescovo debbono prendere provvedimenti contro l’indegna Comunione di massa

Gli stessi giornalisti cattolici tedeschi denunciano la deriva che già da anni si vive in Germania sul tema della Santa Comunione. Ecco cosa dice in proposito uno di loro.

di Mathias von Gersdorff (26-10-2015)

I partecipanti della Conferenza episcopale tedesca al Sinodo sulla Famiglia hanno dichiarato di voler prendere seriamente la Relazione finale del Sinodo: “Ritornando a casa approfondiremo ciò che nel Sinodo è stato preso in considerazione e prenderemo decisioni concrete”.

5daf0208-6744-3d91-beb8-e1b60abef51fAnche se la Relazione è di per sé una raccomandazione del Sinodo al Papa, contiene sicuramente misure concrete necessarie. Ad esempio, il Sinodo non ha stabilito una regola generale sulla ricezione della Comunione per chi si trovi in stato di peccato grave.

Tuttavia, la Relazione finale raccomanda di valutare – in teoria – i singoli casi in cui oggettivamente vi sia uno stato di peccato grave ma che soggettivamente la persona non percepisce come tale (La distinzione tra un “oggettività” dei fatti colposi da una parte e la “soggettività” del peccato grave, d’altra parte, ha comunque sempre fatto parte della teologia morale cattolica).

La Relazione finale prende in considerazione se per queste persone sia possibile teoreticamente un’analisi caso per caso. In questi casi ipotetici “le persone” in situazioni difficili dovrebbero discutere la propria condizione con il confessore, o, eventualmente, con il Vescovo locale. Una cosa però è certa: non permette generalmente la Comunione alle persone in peccato grave.

Ma è proprio questo il caso in Germania. Catholic News Agency (CNA) il 21 ottobre 2015 ha preso atto che: “Sono pochi i cattolici tedeschi che si confessano, ma quasi tutti i fedeli ricevono la Comunione. Questa trasgressione è spesso tollerata dai pastori, dalle disposizioni ecclesiastiche, e da una visione differente di ciò che è peccato. I sacerdoti spesso approvano la Comunione a chi è già al secondo matrimonio civile perché la loro condizione non è percepita come peccato”. Tale ricezione di massa indegna della Comunione è chiaramente respinta dal Sinodo.

Al Sinodo, il gruppo linguistico tedesco nella terza relazione ha dichiarato: “Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. (…) Se però ci esaminassimo attentamente da noi stessi, non saremmo giudicati” (1 Cor 11, 28-31).

La Conferenza episcopale tedesca, quindi, dovrà adesso affrontare rapidamente il problema, molto diffuso, della ricezione indegna della  Comunione in Germania, se vorrà prenderà veramente sul serio le parole del Sinodo.

Traduzione di Samuele Maniscalco.

Fonte: mathias-von-gersdorff.blogspot.de

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