Casse piene, chiese vuote. La frusta di Brandmuller

Spacciata per una via misericordiosa, quella della Chiesa tedesca sembra, invece, una rinuncia ad essere lievito del mondo. Ma questa musica stonata non è certo iniziata con il cardinale Kasper, né con il Sinodo sulla famiglia. Lo ha rilevato un altro cardinale tedesco, Walter Brandmuller: una frustata per vescovi e clero.

di Lorenzo Bertocchi

Una melodia ripetitiva proviene dalla chiesa tedesca, una musica che, forse, ha poco a che fare con quella evocata nel recente intervento di Benedetto XVI in occasione del conferimento del dottorato honoris causa da parte della Pontificia università di Cracovia. Spacciata per una via misericordiosa, quella intrapresa dalla chiesa tedesca sembra, invece, una via di desistenza, una rinuncia ad essere lievito che cambia il mondo. Le riforme che vengono richieste da molti pastori, infatti, sembrano voler abbassare l’asticella. Il cardinale Kasper nel suo ultimo scritto a favore dell’accesso all’eucaristia per i divorziati risposati, sulla rivista Stimmen der Zeit, offre un esempio di questa melodia ripetitiva.

Una delle motivazioni della via misericordiosa del cardinale è indicata nel fatto che il matrimonio cristiano, come mistero della relazione tra Cristo e la Chiesa, è troppo difficile da seguire; «questo mistero», scrive, «non può essere pienamente realizzato in questa vita, ma sempre solo in frammenti». Il ritornello, in fondo, è semplice: siccome non è per tutti, allora cerchiamo una via più comoda. Una eco di questo refrain può essere individuato anche in una sua variante, quella per cui laddove non c’è la pienezza, come ad esempio in unioni diverse da quelle matrimoniali, c’è comunque qualcosa da valorizzare, facendo passare un messaggio che appare più accomodante che misericordioso. Un esempio di come questa melodia al ribasso venga diffusa nell’etere ci viene offerto in questi giorni dalla omelia sulla famiglia che papa Francesco ha tenuto in Ecuador. Quasi tutti hanno scritto che il Papa chiedeva preghiere per il Sinodo affinché certe situazioni – coppie gay, divorziati risposati – possano essere accettate dalla Chiesa. In realtà, ha specificato padre Federico Lombardi, il Papa «spera che questo Sinodo aiuterà le persone a passare da situazioni di peccato ad uno stato di grazia». Tutta un’altra musica.

L’esecuzione di una musica stonata e al ribasso, nella chiesa tedesca non è certo iniziata con il cardinale Kasper, né con il Sinodo sulla famiglia. Quest’ultimo ha semplicemente amplificato il suono. Lo ha rilevato un altro cardinale tedesco, Walter Brandmuller, in una recente intervista al Rheinische Post. Proprio il cardinale Ratzinger nel 1994 parlava allo stesso giornale indicando che la Chiesa tedesca doveva far risplendere maggiormente il suo «splendore spirituale», a scapito di una eccessiva «corazza istituzionale». Infatti, rileva oggi Brandmuller, «ciò che il card. Ratzinger ha detto nel 1994 è ancora vero». «A che serve un asilo cattolico», provoca il cardinale, «se al posto di Gesù Cristo c’è Babbo Natale o il conigletto pasquale? Per cosa un ospedale cattolico se non c’è nessun prete, né suora, che prega per i malati, e alcune operazioni che vengono eseguite sono in aperto contrasto con la legge morale cristiana?» E poi l’affondo, il dito nella piaga, il problema che nessuno affronta, ma che nella «Chiesa povera per i poveri» di papa Francesco andrebbe ben analizzato. «È assurdo», dice il cardinale Brandmuller, «le chiese vuote e le casse piene». Il problema è di tutta la Chiesa europea, ma vale in particolar modo per quella tedesca in cui vige ancora la Kirchensteuer, la tassa moralmente obbligatoria per i fedeli che rende alle casse qualcosa come 4-5 miliardi di euro.

«Questo», dice Brandumuller, «dà un costoso apparato autosufficiente, che però nel suo crepitio annega la voce del Vangelo». É questa l’origine di quella melodia ripetitiva e stonata? Occorre intraprendere un «pensiero che non segue i principi economici, ma le verità della fede», non una falsa riforma al ribasso, ma un rinnovamento che sappia esercitare quel fascino senza tempo, capace di andare contro il mainstream socio-culturale per cambiare i cuori. «Il buon pastore», dice Brandumuller riferendosi ai vescovi, «non deve avere paura dei lupi nel compiere questo dovere». Occorre suonare una musica che, come ha detto papa Ratzinger, sia «una dimostrazione della verità del cristianesimo». Altrimenti, visto che è di attualità, e sempre di soldi si tratta, invece di una Grexit si potrebbe ipotizzare una Germanexit dalla Chiesa cattolica.

© La Nuova BQ (09/07/2015)

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