Incontri (in)discreti Galantino-Cirinnà?

La notizia finora non ha trovato smentite.

di Marco Tosatti

Sia la “Manif pour tous Italia” che la Nuova Bussola quotidiana danno notizia di trattative discrete fra il Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Nunzio Galantino e la parlamentare del PD Monica Cirinnà, firmataria del progetto di legge sulle Unioni Civili, che secondo molti aprirebbe la strada non solo al riconoscimento di forme di convivenza diverse dal matrimonio tradizionale, uomo e donna, ma anche a pratiche quali l’utero in affitto e l’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso. La notizia, uscita verso l’ora di pranzo, finora non ha trovato smentite.

052822138-5aa44b51-2101-440f-b842-4a7dca926084IntelligoNews ha sentito il portavoce della Manif pour tous italiana, Filippo Savarese:

Monsignor Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, e Monica Cirinnà, senatrice democratica il cui nome è legato al disegno di legge che vuole riconoscere anche in Italia le unioni civili tra persone dello stesso sesso, si sarebbero incontrati a cena. Almeno secondo quanto scritto in una nota da Manif Pour Tous Italia. IntelligoNews ha chiamato il suo portavoce, Filippo Savarese, per capire qualcosa in più: Manif Pour Tous punta il dito contro le presunte cene tra monsignor Galantino e l’onorevole Cirinnà. La critica che muovete al segretario generale della Cei è legata anche alle sue parole poco benevole verso la piazza del 20 giugno che, oggi, possono essere lette in un altro modo?

Certamente, diciamo che così tornano i pezzi al loro posto. Quando monsignor Galantino parlava di modi di rispondere al Ddl Cirinnà evidentemente si riferiva alla contestazione o al compromesso. Noi crediamo che sul Ddl Cirinnà non possa esserci nessun compromesso.

Galantino, in una intervista a Radio Vaticana dello scorso 10 giugno, ha però ripetuto il suo no, e quindi quello della Cei, al Ddl Cirinnà. Il compromesso che cerca Galantino, allora, non potrebbe andare nel verso della piazza di San Giovanni?

La piazza ha chiesto che non vengano istituiti paramatrimoni e qualunque compromesso non è possibile. Perché? Perché dinanzi ai tribunali le unioni civili vengono sempre equiparate al matrimonio. Quello che noi chiediamo di riconoscere sono i diritti dei singoli conviventi, al 90% già riconosciuti.

Quando si parla del diritto di visita all’ospedale o della pensione dunque? Se Galantino parlasse di questo con la Cirinnà?

Non c’è bisogno che Galantino ne parli con nessuno perché questo è già possibile, le leggi esistono, lo consentono i regolamenti regionali e quelli sanitari degli ospedali. Se non fosse così ci sveglieremmo ogni giorno con un caso di cronaca in cui viene impedito ad un convivente di accudire il proprio partner malato.

Rileggendo però gli interventi di Cei e Vaticano il no al gender è assoluto. Cosa vi preoccupa allora del dialogo?

Ci mancherebbe altro, l’ideologia in sé è anticristiana e antiumana, non si può scendere a compromessi. Le parole del Papa usate contro il gender sono state fortissime, ma negli ultimi venti anni abbiamo capito che tutte le iniziative politiche vanno in una direzione ben precisa e, attenzione, il primo passo è sempre quello che sfonda la diga e questo va evitato. In che modo? Introducendo i diritti nel codice civile e non istituendo nuovi istituti che riguardano la coppia.

Chiudiamo con una battuta. Visto lo sciopero della fame di Scalfarotto, almeno lì potete stare tranqulli: non ci saranno cene con Galantino…

Beh, magari a colazione sì però (ride).

Sempre secondo le stesse fonti, mons. Galantino avrebbe diffidato discretamente il comitato “Difendiamo i nostri figli” dall’organizzare a Roma un secondo “Family Day” prima del 3 ottobre, giorno in cui si svolgerà in San Pietro una veglia di preghiera per il Sinodo sulla Famiglia. Se la notizia fosse vera, aprirebbe interessanti riflessioni sul ruolo che i vescovi desiderano riservare ai laici, e sul ruolo in tutta questa vicenda l’ancora titolare della Conferenza Episcopale Italiana, il suo Presidente, il cardinale Angelo Bagnasco.

Fonte: lastampa.it

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